12 Ottobre 2026 - 17:11

EU KIDS Act, Capitanio: “L’Europa vieta i social ai minori di 13 anni. Basterà a frenare la dipendenza dal telefono?”

L’EU KIDS Act riporta al centro il tema della tutela dei minori nell’ambiente digitale. Sull’iniziativa interviene Massimiliano Capitanio, commissario Agcom, che richiama le esperienze già avviate in diversi Paesi e

17 Settembre 2026

L’EU KIDS Act riporta al centro il tema della tutela dei minori nell’ambiente digitale. Sull’iniziativa interviene Massimiliano Capitanio, commissario Agcom, che richiama le esperienze già avviate in diversi Paesi e il ruolo delle piattaforme nella prevenzione dei rischi.

“L’Europa vieta i social ai minori di 13 anni. Basterà a frenare la dipendenza dal telefono?

L’EU Kids Act è stato annunciato, e non è una novità assoluta nel panorama normativo. Negli ultimi due anni diversi paesi (europei e non) hanno già sperimentato la propria strada. C’è chi vieta del tutto l’accesso ai social sotto una certa età, chi si è visto stoppare la propria legge da un giudice costituzionale per eccesso di restrizione delle libertà individuali. Negli Stati Uniti, nel frattempo, un contenzioso promosso da numerosi stati ha costretto Meta a un investimento miliardario in sicurezza per gli adolescenti. Il seme di questo approccio, del resto, era già nel diritto europeo, che da anni impone ai servizi accessibili ai minori misure adeguate a garantire privacy e sicurezza e il DSA ne è un esempio non di poco conto.

Su questo impianto frammentato in esperienze nazionali e in principi già vigenti si innesta ora un tentativo di sintesi a livello europeo, con l’obiettivo dichiarato di evitare un mosaico di regole diverse da paese a paese.

Il principio di fondo è netto: sono le piattaforme a dover dimostrare la sicurezza dei propri prodotti, non le famiglie a doverne accertare i rischi. Tre fasce d’età accompagnano i ragazzi in un percorso graduale verso l’autonomia digitale: divieto di accesso ai social per i minori di 13 anni, dai 13 ai 15 account supervisionato dai genitori e con forti limitazioni temporali, dai 15 ai 18 account personali condotte limitazioni ma che il minore può aprire in autonomia.

L’intelligenza artificiale non poteva certamente mancare: entra nel perimetro della tutela con precisi obblighi per i chatbot conversazionali, veri e propri compagni virtuali capaci di simulare relazioni affettive. Per l’Italia il quadro si innesta su un impianto di vigilanza già consolidato, quello del regolamento europeo sui servizi digitali, il DSA, di cui Agcom è il DSC, ossia il coordinatore nazionale. La direzione è quella giusta. Ora conta la coerenza nell’attuazione, in un contesto in cui tentativi analoghi hanno mostrato quanto sia delicato l’equilibrio tra tutela e libertà” conclude il commissario.

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