15 Agosto 2020 - 03:28

ESports. Il 60% dei giovani li conosce e ci vuole giocare

“Il mercato degli esport durante la fase del lockdown ha rappresentato un settore in crescita a differenza di tutti gli altri. La ricerca realizzata a luglio vede la metà degli

29 Luglio 2020

Print Friendly, PDF & Email

“Il mercato degli esport durante la fase del lockdown ha rappresentato un settore in crescita a differenza di tutti gli altri. La ricerca realizzata a luglio vede la metà degli italiani parlare di esport. Il 60% delle persone tra i 18-34 anni conosce e il 30% ha interesse a guardare e giocare esport”.

Sono queste le conclusioni di una ricerca recentissima realizzata a luglio da YouGov e presentata da Daniele Abbate all’interno del webinar dal titolo ‘L’Italia è il Paese degli Esports?’ organizzato dall’Osservatorio Italiano Esports.

“Gli interessati sono soprattutto uomini (18-34 anni, prevalentemente studenti) – spiega Abbate – che vedono nella tecnologia un valore fondante. Seguono lo sport, e in particolare calcio e tennis. Sono degli streamer addected con Netflix e SkYGo.

 

Durante il lockdown cresce la percentuale di appassionati di esport. Una impennata che è tornata a livelli pre-lockdown alla fine dell’emergenza. I titoli più amati sono stati:

 

 

La fascia di età 18-34 vede i giovani credere che l’Italia sia una nazione vincente in ambito degli esport. Molti ricordano la nazionale italiana come vincente” ha concluso Abbate.

 

 

 Il profilo degli appassionati di Esports emerso dalla ricerca è molto chiaro: sono per la maggior parte uomini (65%) in una fascia d’età fra i 18-34 anni. Inoltre, la popolazione esportiva italiana è appassionata di sport tradizionali. Ben il 95% segue con regolarità uno sport: i più gettonati sono il calcio (60%) e il tennis (36%), segno che una convergenza tra i due mondi non solo sia possibile, ma auspicabile per creare armonia tra due attività socialmente e culturalmente così impattanti.

Emerge poi un altro indice che fa di questo segmento di popolazione un caso interessante in termini di marketing: il 68% degli intervistati dichiara che lo streaming ha cambiato il modo in cui guardano la TV (Netflix e SkyGo sono le piattaforme preferite).

Gli italiani anche online restano appassionati di calcio e motori. Nei primi 5 giochi più giocati durante il lockdown, 4 appartengono a queste due categorie. Il 41% ha giocato a FIFA, ma al secondo posto si piazza Call of Duty con il 33% di preferenze. Seguono PES (31%), Gran Turismo (28%) e MotoGp (27%).

Una tendenza peculiare del lockdown è stata la scoperta da parte del pubblico italiano di nuovi giochi, che hanno mantenuto un tasso di crescita anche nel post chiusura. In particolare, Battlefield, Street Fighter, Rocket League e League of legends continuano ad aumentare in popolarità.

Alla luce di questi dati, il webinar ha fornito interessanti spunti per rispondere alla domanda se l’Italia è davvero il Paese degli Esports. La discussione, moderata da Paolo Carito direttore sviluppo strategico, marketing e commerciale Lega Pro, si è soffermata sui risultati internazionali conseguiti dalle rappresentative nazionali di calcio e basket: la eNazionale TIMVISION di PES, che si è laureata campione d’Europa nel primo eEuropeo organizzato dalla UEFA, e gli azzurri dell’Etalbasket, che hanno vinto la conferenza europea del Mondiale Esports organizzato dalla FIBA.

Sono due successi internazionali che hanno portato alla ribalta il movimento esportivo italiano, fatto di talenti che riescono a imporsi anche all’estero.

Sacripante (FIGC): “Negli eSport, l’Italia deve lavorare su eventi e innovazione”

 

PressGiochi