09 Agosto 2020 - 04:58

Endrizzi (M5S) replica ad Alfano sull’azzardo: “L’Esecutivo deve smentire il nostro scetticismo con le azioni”

Giovanni Endrizzi replica alle dichiarazioni di ieri di Alfano considerando le sue dichiarazioni “contraddittorie”. Per il senatore del Movimento 5 Stelle infatti, nonostante le promesse di “rivedere la disciplina del

11 Maggio 2016

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Giovanni Endrizzi replica alle dichiarazioni di ieri di Alfano considerando le sue dichiarazioni “contraddittorie”. Per il senatore del Movimento 5 Stelle infatti, nonostante le promesse di “rivedere la disciplina del settore” l’atteggiamento del ministro sarebbe ambiguo.

“Il problema è- ha dichiarato- che Alfano aggiunge una frase emblematica al suo ragionamento, ovvero ‘con particolare attenzione al bilancio’.

E affermare che l’Erario non deve perdere risorse da questo business per noi equivale a rassicurare le società del settore che non perderanno un centesimo neanche loro. Un governo previdente contrasterebbe l’azzardo oggi per non spendere una fortuna domani nel curare centinaia di migliaia di persone”.

Endrizzi poi, continua sulla linea del suo movimento, invitando il governo ad agire.  “Con due azioni l’esecutivo potrebbe smentire la nostra tesi che non lo vede desideroso di porre veri argini al dilagare di Azzardopoli- continua-  Primo: inserendo nel rinnovo delle concessioni di giugno l’obbligo per le società di ri- velare la propria identità, visto che ora è consentito l’anonimato. Secondo: votando l’abolizione totale della pubblicità”.
“Il divieto parziale della pubblicità sull’azzardo, voluto dal governo nella legge di Stabilità, è solo uno specchietto per le allodole. Basta accendere la tv per accorgersene. Ma va allargata l’abolizione pure all’online e a quelle promozioni che offrono bonus per iniziare a ‘giocare gratis’, perché sono le prime dosi di droga regalate dallo spacciatore. Ci sono proposte di legge del M5S e di altri partiti ferme in Parlamento.

Basterebbe calendarizzarle in Aula e votarle. Non si tratta di proibizionismo, perché non si agisce sull’offerta, ma sulla volontà di non creare un’impennata di nuova domanda soprattutto tra i giovani”.

 

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