24 Settembre 2020 - 19:28

Endrizzi (M5S) a PressGiochi: “Il pdl Mirabelli proviene dai Monopoli di Stato. Ma che garanzia possiamo aspettarci dall’ADM?”

“Forse ce la facciamo, passo dopo passo, a togliere dai vostri schermi e dalle vostre vite (e quelle dei vostri figli ) la pubblicità sul gioco d’azzardo. Il Sottosegretario ‪Baretta

09 Luglio 2015

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“Forse ce la facciamo, passo dopo passo, a togliere dai vostri schermi e dalle vostre vite (e quelle dei vostri figli ) la pubblicità sul gioco d’azzardo. Il Sottosegretario ‪Baretta ha dichiarato di essersi convinto che la pubblicità va tolta. Bene , un piccolo passo si può fare subito. Se il Governo firmasse il contratto RAI prodotto dalla commissione di vigilanza con Roberto Fico, già da domani le reti pubbliche sarebbero liberate da questo scempio”. Giovanni Endrizzi, parlamentare del Movimento 5 Stelle, commenta così le dichiarazioni del Sottosegretario Baretta in Commissione Antimafia sulla necessità di intervenire sulla pubblicità dei giochi rilanciando la campagna per la firma del contratto Rai.

“Da quando siamo in Parlamento – ha continuato Endrizzi -è un nostro preciso impegno contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e scontrarci con i poteri che finanziano i partiti e i politici più in vista di questo paese, queste multinazionali investono molto nella pubblicità, 200m mld l’anno di cui metà sulle televisioni condizionando le linee editoriali dei Tg e gli stessi palinsesti. Le pubblicità vanno vietate perché attirano all’azzardo precocemente. L’Unione europea riconosce il diritto agli Stati membri di frenare il gioco d’azzardo e raccomanda di proteggere i giovani dalle pubblicità. In Germania questo divieto nei mezzi generalisti già è in vigore”.

 

 

Anni di lavoro in comunità con persone affette dalla patologia del gioco d’azzardo, poi la politica. Questo è in breve il curriculum di Giovanni Endrizzi, senatore tra le fila del Movimento 5 Stelle, molto critico riguardo il provvedimento in materia di gioco d’azzardo su cui il Governo ha lavorato.

 

– Per anni ha lavorato come educatore nel campo delle dipendenze patologiche, in particolare per quanto riguarda il gioco d’azzardo. Potrebbe raccontarmi le storie, che le sono rimaste più impresse, di persone con cui ha lavorato affette da questa patologia?

“Ho provato a giocare un po’ per caso e ho vinto”! Mi fecero comodo avevo il frigo rotto…così potèi comprarne uno nuovo. Non ho pensato al gioco finché non si è rotto il forno. Il pensiero mi è entrato automatico. Ho perso, ho cercato di rifarmi, ho continuato a perdere e non ho più smesso.” La peggior cosa che può capitare a chi inizia con l’azzardo… è vincere.

 

– In un video pubblicato sul canale del Movimento 5 Stelle di San Giorgio a Cremano, lei parla della problematica del gioco d’azzardo legata al mondo dei giovani. Potrebbe spiegarci dal suo punto di vista, sia di senatore che di educatore, il legame tra il gioco e i giovani?

Il peggior furto che si può fare ad un giovane è la fiducia in se stesso. Il gioco d’azzardo è una delega alla sorte: preferisco attendermi il successo da una macchinetta o da un gratta e vinci, piuttosto che con lo studio, il lavoro, il coraggio di fare impresa, di impegnarsi nel volontariato e – perchè no?- in politica. Oggi la politica ha sottratto il futuro ai giovani e lo “restituisce” loro a pagamento.

 

– Che ruolo ha la pubblicità ingannevole in questo fenomeno (non solo in riferimento al mondo dei giovani)? Qual è invece quello della crisi economica?

La pubblicità illude, lusinga, enfatizza. Sfruttando idoli dello sport, ammanta l’azzardo di immagini “vincenti”, invadendo i programmi sportivi condiziona l’immaginario giovanile. Le scommesse sportive sono in cima alle preferenze dei minorenni: più della metà gioca e dalla recente ricerca Nomisma sappiamo che più della metà dai 15 ai 19 anni azzarda, il 16% è a rischio, il 5% gioca almeno una volta al giorno… Ma la pubblicità tocca anche punti dolenti per gli adulti; la mancanza di lavoro, di una abitazione dove poter costruire una famiglia. Non è un caso che alcuni concorsi si chiamino “turista per sempre” o “VinciCasa”… Qui si infrangono pure le raccomandazioni europee che indicano di limitare la pubblicità alla mera informazione sull’esistenza del prodotto non ad incoraggiarne l’uso.   Chi dice che la pubblicità serve a distogliere i giocatori dal circuito illegale a quello legale si nasconde la verità.

 

– Più volte ha rilasciato dichiarazioni alla stampa riguardo la sua avversione ad alcuni punti dalla bozza del decreto delega sul gioco d’azzardo. Quali sono i punti che secondo lei andrebbero rivisti, in vista di una eventuale ripresentazione del testo in Parlamento?

Non è possibile espropriare i sindaci e le regioni del diritto-dovere di difendere la salute e regolare questo mercato. Sono i livelli politici più vicini ai cittadini, più a contatto con le sofferenze. Oggi si prefigura anche un esproprio sottile: destinare ai comuni parte dei fondi raccolti. Con l’emendamento Chiavaroli hanno provato a tagliare i fondi ai comuni virtuosi, oggi potrebbero lusingarli con il fondo per le buone cause… In generale appare una legge su misura per le grandi concessionarie. Al punto che viene contestata anche dai piccoli operatori della filiera. C’è inoltre una eccessiva concentrazione di poteri ai ministri e all’Agenzia per le Dogane e i Monopoli. Poteri a volte sottratti ai questori e ai sindaci. Dopo la salute, anche la sicurezza deve soggiacere alla bramosia dell’erario. E’ di poche ore fa la notizia che il testo del decreto governativo sui giochi, ripreso dal senatore Mirabelli (PD) proverrebbe dai Monopoli di Stato. In pratica questi poteri se li assegnano da soli.
Ma che garanzia possiamo aspettarci dall’ADM? Non molto tempo fa, lanciarono un test di autovalutazione rivolto ai giovani. Coloro che non esprimevano gradimento per l’azzardo si trovavano bollati con giudizi come questo: ‘Ti manca solo una frusta tra le mani… lo spirito del bacchettone aleggia sulla tua testa! Per te non esistono colori, tutto è bianco o tutto è nero. Il gioco è rischio ed a te i rischi non piacciono, meglio aggirare gli ostacoli. Così facendo, però, perdi tutte le sfumature della vita. Integerrimo… o semplicemente rigido come un ghiacciolo appena tolto dal freezer? Urge ammorbidente’.

 

– Secondo Lei, come mai il Governo ha deciso di non includere il decreto giochi tra gli ultimi provvedimenti attuativi della delega, facendo così saltare il provvedimento?

Cedo che il governo abbia lasciato scadere la delega come l’asino di Buridano morì di fame. Aveva ardue disposizione due mucchi di fieno, ma non sapeva quale scegliere. Pressato da un lato dalle lobby che minacciavano ricorsi miliardari, e dall’altro dalle associazioni, dalla stampa libera, e -diciamolo- dal Movimento 5 Stelle che si battono per un modello di comunità diverso, il governo non ha saputo scegliere, oppure non gli abbiamo permesso di farlo.

 

– Ritiene che la soluzione al problema del Gap possa essere quella di vietare semplicemente questa attività?

Sappiamo che il gioco legale favorisce l’illegalità, lo dice la relazione della commissione antimafia. Lo dicono le indagini, i report di Libera, che le mafie gestiscono i punti gioco tramite prestanome. Ma poi, una persona quando ha perso tutto, si rivolge a chi gli fa credito, al circuito illegale delle bische e degli usurai. In poco meno di 20 anni governi di destra e sinistra hanno indotto un bisogno artificiale, una esplosione della domanda da eccesso di offerta. Così facendo hanno drogato anche l’erario. Un tempo le entrate da azzardo erano una eventualità fuori bilancio; oggi sono entrate nei bilanci previsionali dello Stato, al punto che le leggi si devono adeguare alla costanza del gettito, anzi spesso, con la delega fiscale lo dichiarano nelle finalità. Oggi, anche nel PD molti si sono accorti del tragico errore, ma “rimettere il dentifricio nel tubetto” richiede pazienza. Partiamo da misure che blocchino l’emorragia. Fermiamo le nuove concessioni, vietiamo la pubblicità, fissiamo una road map per una riduzione graduale del gioco d’azzardo da verificare ogni anno.

 

Simona Brambilla – PressGiochi