20 Settembre 2020 - 23:10

Emilia-Romagna. Bonaccini (Pres. Reg.). “Stiamo lavorando nella conferenza Stato-Regioni per introdurre nuove norme, come l’obbligo di lontananza delle slot-machine dai luoghi più sensibili”

“In questo momento – stiamo lavorando nella conferenza Stato-Regioni per introdurre nuove norme, come l’obbligo di lontananza delle slot-machine dai luoghi più sensibili”. Ha dichiarato il presidente della regione Emilia-Romagna

13 Maggio 2016

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“In questo momento – stiamo lavorando nella conferenza Stato-Regioni per introdurre nuove norme, come l’obbligo di lontananza delle slot-machine dai luoghi più sensibili”. Ha dichiarato il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini durante l’inaugurazione della comunità di recupero di Festà, nel comune di Marano. “Entro l’estate- ha proseguito- entrerà in vigore un bando regionale da 150.000 euro che i Comuni potranno destinare alle attività commerciali che rinunceranno alle macchinette”.

“In questo momento – ha spiegato Mila Ferri, dirigente area dipendenze patologiche della Regione – nella in Emilia-Romagna circa 21.000 persone rischiano di entrare nel tunnel del gioco d’azzardo. Nel solo 2015, nei nostri punti d’accesso, abbiamo avuto 1300 ingressi. La nostra azione si sviluppa su due binari: la cura dei malati da un lato e il rispetto delle regole dall’altro. Anche perché legate a questo business spesso ci sono anche organizzazioni criminali”.

“Nel 2008 in Emilia la disoccupazione era al 3%, l’anno scorso era all’8.4%-  ha continuato Muzarelli, presidente della provincia di Modena-  La tensione sociale fa cadere molti nella tentazione di prendere scorciatoie di guadagno e affermazione. Ma le scorciatoie portano nel burrone. L’unica possibilità che abbiamo è agire come comunità e dare insieme risposte a una società che sta cambiando”.

“Questa struttura fa parte della storia del nostro Comune e siamo orgogliosi che venga usata ora per una piaga oggi così diffusa e drammatica come la ludopatia- ha aggiunto il sindaco di Marano,Emilia Muratori- Nelle prossime settimane verrà inaugurata nel territorio dell’Unione anche una casa-rifugio per le donne vittime di violenza, a testimonianza di come ci stiano a cuore i problemi legati al sociale”.

“Oggi – ha concluso Matteo Iori, il presidente del Centro sociale papa Giovanni XXIII, la onlus che gestirà la struttura – assistiamo a un continuo aumento del fenomeno, con un’esplosione di proposte e di pubblicità. È indispensabile rendersi conto della gravità del problema e agire di conseguenza”.

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