10 dicembre 2019
ore 12:40
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Elezioni 2018: gli estremismi vincono. Salvini: “Possimo governare”

Di fronte ai partiti storici, PD e Forza Italia, che perdono consenso per la loro incapacità di cambiare e di accorgersi del fatto che nel Paese monta un malcontento contro il sistema vecchio, il 52% delle scelte sono state fatte sul Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d’Italia, quegli estremismi che rappresentano proprio la stanchezza degli italiani verso i partiti tradizionali. I 5Stelle e Lega nord con le loro piattaforme programmatiche sovrapponibili ma una provenienza sociale opposta hanno vinto le elezioni ma forse nessuno dei due, da soli, avrà la capacità di governare. Era da aspettarselo che avrebbe vinto il voto di protesta. Ora tocca ai partiti mediare e cercare un compromesso per cercare di governare il parlamento e l’italia tutta. Non è di questa opinione Matteo Salvini secondo il quale il centrodestra potrà governare: “Ha vinto il centrodestra e la Lega ...
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Elezioni 2018: gli estremismi vincono. Salvini: “Possimo governare”

Di fronte ai partiti storici, PD e Forza Italia, che perdono consenso per la loro incapacità di cambiare e di accorgersi del fatto che nel Paese monta un malcontento contro il sistema vecchio, il 52% delle scelte sono state fatte sul Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d’Italia, quegli estremismi che rappresentano proprio la stanchezza degli italiani verso i partiti tradizionali.

I 5Stelle e Lega nord con le loro piattaforme programmatiche sovrapponibili ma una provenienza sociale opposta hanno vinto le elezioni ma forse nessuno dei due, da soli, avrà la capacità di governare. Era da aspettarselo che avrebbe vinto il voto di protesta.

Ora tocca ai partiti mediare e cercare un compromesso per cercare di governare il Parlamento e l’Italia tutta. Non è di questa opinione Matteo Salvini secondo il quale il centrodestra potrà governare: “Ha vinto il centrodestra e la Lega rimarrà alla guida del centrodestra” ha affermato. Ma i veri giochi si aprono proprio oggi, e ci sarà tempo un mese prima che le nomine vengano fatti, numeri permettendo.

E sui giochi? La protesta contro le solite caste arriva da sempre anche dal settore dei giochi. Ma cosa accadrà per il settore. Per il breve periodo credo che difficilmente vedremo interventi relativi/attuativi dell’accordo firmato da Stato –Enti locali sui giochi lo scorso 7 settembre e che non supportato dal Pd (il grande perdente di oggi) avrà poca forza per contrastare le decisioni dei territori.

 

A livello programmatico, se la coalizione del centrodestra – cui la Lega fa parte – nel su programma elettorale non si soffermava sul tema giochi, il M5S della lotta al gioco d’azzardo ha da sempre fatto uno dei propri cavalli di battaglia. E se da sempre all’opposizione, ha sbandierato la necessità di abolire l’offerta, in campagna elettorale i vari esponenti hanno parlato della necessità di un aumento della tassazione.

C’è chi, come il senatore Giovanni Endrizzi, ha addirittura proposto in questi giorni l’abolizione del sistema concessorio.

Salvo i timori del primo momento, la preoccupazione per un Governo forte che non ci sarà, non riguarda solo gli operatori del gioco, ma gli italiani tutti. Nonostante, anche le elezioni si siano trasformate in delle scommesse, visti i risultati non facilmente prevedibili, queste votazioni registrano un’importante affluenza da parte dell’elettorato. Segno che l’italiano non rinuncia ad esprimere il proprio parere e il proprio malumore sulla situazione in cui vive il Paese.

 

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