10 Maggio 2026 - 09:10

EGBA contro la tassa UE sul gioco online: “Inattuabile e rischio per il mercato legale, favorirebbe gli operatori illegali”

L’European Gaming and Betting Association (EGBA) prende atto del voto odierno della Commissione Bilancio del Parlamento europeo sul parere relativo al prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, il Quadro Finanziario

16 Aprile 2026

L’European Gaming and Betting Association (EGBA) prende atto del voto odierno della Commissione Bilancio del Parlamento europeo sul parere relativo al prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034. Nel parere vengono individuate diverse possibili nuove fonti di entrata diretta per il bilancio europeo, tra cui un prelievo sul gioco d’azzardo online.

L’EGBA ritiene che l’introduzione di una tassa europea sul gioco online, in aggiunta alle imposte nazionali già esistenti, sarebbe sostanzialmente inattuabile, favorirebbe gli operatori illegali a scapito della tutela dei consumatori europei e ridurrebbe le entrate fiscali degli Stati membri. La decisione finale su eventuali nuove risorse proprie dell’UE – ovvero fonti di entrata diretta per il bilancio comunitario – richiede l’unanimità dei 27 Stati membri in sede di Consiglio dell’Unione europea.

Il segretario generale dell’EGBA, Maarten Haijer, ha dichiarato: “Il voto odierno rappresenta un invito cauto e condizionato agli Stati membri a valutare l’ipotesi di un prelievo sul gioco d’azzardo online a livello UE. Non si tratta né di una proposta né di una decisione. Il gioco d’azzardo non è attualmente armonizzato a livello europeo e non esiste una base giuridica per definire, gestire o riscuotere un simile prelievo. Al di là di questi ostacoli giuridici, l’introduzione di un’ulteriore tassa, oltre a quelle nazionali già esistenti – in un settore in cui gli operatori autorizzati in alcuni Stati membri sono già tassati con aliquote superiori al 50% dei ricavi lordi di gioco – avrebbe un solo vincitore: gli operatori illegali”.

Haijer aggiunge: “Poiché non pagano imposte, gli operatori illegali possono già offrire ai giocatori prodotti e prezzi più competitivi, senza alcuna delle garanzie di tutela del consumatore garantite dagli operatori autorizzati. L’introduzione di un prelievo europeo peggiorerebbe ulteriormente questa situazione: ampliando il mercato nero, danneggiando la protezione dei consumatori e riducendo complessivamente le entrate fiscali degli Stati membri”.

Il Parlamento europeo è atteso al voto sul parere della Commissione in seduta plenaria a fine aprile. Successivamente prenderanno avvio i negoziati formali sul QFP, con una conclusione prevista entro la fine del 2026.

PressGiochi

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