10 Settembre 2026 - 18:27

E’ scomparso Paul Gauselmann, fondatore di MERKUR

Paul Gauselmann, fondatore e storico artefice di MERKUR GROUP, è morto il 21 agosto 2026 all’età di 91 anni, pochi giorni prima del suo 92° compleanno. La notizia è stata

24 Agosto 2026

Paul Gauselmann, fondatore e storico artefice di MERKUR GROUP, è morto il 21 agosto 2026 all’età di 91 anni, pochi giorni prima del suo 92° compleanno. La notizia è stata comunicata dalla stessa società, che ha ricordato il suo ruolo nella trasformazione di una piccola attività individuale nata nel dopoguerra in un gruppo internazionale con circa 15.000 dipendenti e un fatturato complessivo indicato in circa 2,1 miliardi di euro.

La scomparsa di Gauselmann chiude una delle più lunghe storie imprenditoriali del gaming europeo. Per 67 anni ha contribuito direttamente allo sviluppo del gruppo che oggi porta il nome MERKUR, accompagnandone la crescita dalla gestione di apparecchi da intrattenimento alla produzione di gaming machine, fino alle attività internazionali nel settore del gioco.

Nato il 26 agosto 1934 a Borghorst, in Westfalia, Gauselmann iniziò la propria carriera nel settore tecnico. Dopo la formazione come tecnico delle telecomunicazioni, nel 1956 entrò in contatto con il mondo dei jukebox e sviluppò una soluzione per consentire la selezione della musica a distanza. L’invenzione attirò l’attenzione di Harting, azienda di Espelkamp, dove Gauselmann iniziò a lavorare come tecnico nello sviluppo di apparecchiature elettroniche, arrivando nel 1960 a dirigere il reparto dedicato alle macchine automatiche.

Nel 1957 arrivò la svolta imprenditoriale. Gauselmann iniziò infatti un’attività parallela come gestore di jukebox, partendo con appena 17 apparecchi e risorse finanziarie molto limitate. I fratelli Willi ed Eugen entrarono successivamente nell’impresa, rispettivamente nel 1958 e nel 1962. Nel 1964 Gauselmann lasciò definitivamente il lavoro dipendente per dedicarsi alla propria azienda, che già allora contava 15 dipendenti e circa 300 apparecchi installati in locali pubblici.

Il passaggio decisivo verso il gaming arrivò negli anni Settanta. Nel 1970 Gauselmann fondò MERKUR Großhandel e nel 1972 nacque adp MERKUR, società destinata alla produzione di apparecchi. Nel 1974 venne inaugurata a Delmenhorst la prima sala giochi della futura catena MERKUR Spielothek. Il modello puntava non soltanto sugli apparecchi, ma anche sulla qualità degli ambienti e del servizio, contribuendo a definire un nuovo standard per le sale da gioco tedesche.

Nel 1976 venne disegnato il celebre sole sorridente destinato a diventare il simbolo del marchio MERKUR. Un anno dopo arrivò il MERKUR B, il primo apparecchio sviluppato e prodotto direttamente dal gruppo. Il modello, approvato nel dicembre 1976 e lanciato sul mercato nel 1977, rappresentò uno dei passaggi fondamentali nella trasformazione dell’azienda in produttore di gaming machine.

Da quel momento la crescita accelerò, con l’espansione della produzione, delle sale e delle attività internazionali. Il gruppo ha progressivamente esteso il proprio raggio d’azione a diversi segmenti dell’industria dell’intrattenimento e del gaming. Nel 2006 venne inoltre avviata una strategia specifica per il comparto delle scommesse sportive internazionali, con l’ingresso nel mercato italiano liberalizzato.

Parallelamente all’attività imprenditoriale, Gauselmann fu per decenni una delle figure più influenti nella rappresentanza dell’industria tedesca degli apparecchi da gioco. Dal 1981 al 2019 presiedette il Verband der Deutschen Automatenindustrie (VDAI), contribuendo al confronto con istituzioni e politica sui temi riguardanti la regolamentazione del settore. Nel 2019 venne nominato presidente onorario dell’associazione.

Il suo peso nel mondo economico tedesco fu riconosciuto anche attraverso diverse onorificenze. Nel 1993 ricevette il Bundesverdienstkreuz per il contributo all’industria degli apparecchi automatici; nel 2003 l’onorificenza fu elevata alla Croce Federale al Merito di Prima Classe. Nel 2004 divenne inoltre cittadino onorario di Espelkamp e Lübbecke, le due città alle quali rimase particolarmente legato anche attraverso gli investimenti e le attività filantropiche.

Il rapporto con il territorio è stato infatti una componente importante della sua attività. Secondo la città di Lübbecke, nel 1976 Gauselmann trasferì parte delle attività produttive nella località, dove venne realizzato lo stabilimento destinato alla produzione del MERKUR B. Negli anni successivi continuò a investire nello sviluppo dell’area.

La sua ultima fase alla guida dell’azienda si è conclusa nel 2024. Il 1° ottobre, dopo 67 anni ai vertici, Gauselmann ha lasciato l’incarico di Vorstandssprecher, aprendo ufficialmente il passaggio generazionale. Al suo posto è arrivato Lars Felderhoff, mentre Michael Gauselmann ha assunto la presidenza del consiglio di sorveglianza e della Gauselmann Family Foundation, azionista della società.

Il ritiro non aveva però significato una rottura con l’azienda. Ancora nel 2024, in occasione del suo 90° compleanno, MERKUR sottolineava come Gauselmann continuasse a seguire con attenzione il futuro del gruppo e dei suoi circa 15.000 dipendenti.

Alla notizia della morte, MERKUR GROUP lo ha ricordato come uno degli ultimi grandi imprenditori della generazione del dopoguerra, capace di trasformare una piccola attività in un gruppo internazionale. Anche WDR ha sottolineato il percorso del cosiddetto “re degli apparecchi” di Espelkamp, da figlio di una famiglia semplice a uno degli imprenditori più importanti della regione della Renania Settentrionale-Vestfalia.

Paul Gauselmann lascia la moglie Karin, quattro figli, nove nipoti e sette pronipoti. Con la sua scomparsa, il settore europeo del gaming perde una delle personalità che più a lungo ne hanno accompagnato l’evoluzione: un imprenditore che ha attraversato quasi sette decenni di trasformazioni tecnologiche, industriali e normative, lasciando il proprio nome legato alla storia di MERKUR e dell’industria tedesca degli apparecchi da gioco.

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