23 Settembre 2020 - 12:12

D’Urso (Comm. Antiusura): “Le pressioni pubblicitarie dell’azzardo influenzano i bambini”

Mons. Alberto D’Urso, Presidente della Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II e della Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici, è intervenuto alla Seconda Assemblea Nazionale Forum Bambini e Mass Media

04 Novembre 2016

Print Friendly, PDF & Email

Mons. Alberto D’Urso, Presidente della Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II e della Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici, è intervenuto alla Seconda Assemblea Nazionale Forum Bambini e Mass Media di oggi 4 novembre.
“L’azzardo è una delle principali cause che alimentano il fenomeno dell’usura- ha commentato D’urso-  Un dato di fatto che nasce, prima che da indagini, da una esperienza ormai più che ventennale di ascolto di tante persone vittime dell’usura. Nell’azzardo sono direttamente o indirettamente coinvolti tanti bambini e adolescenti. Il consumo della televisione e quello degli svariati tipi di mass media tra bambini e adolescenti induce alla convinzione che il talent show rappresenti un’ipotesi di carriera, in cui il premio è la instant celebrity, trasferendo i principi della lotteria alla propria vita” .

“Purtroppo l’attenzione dei Media è focalizzata sui vincitori di grosse somme alla lotteria piuttosto che sui milioni di persone che perdono, mentre perdere sembra essere un affare privato, il pubblico è bombardato da immagini di grandi vincitori che possono fungere da potenti fonti vicarie di rinforzo positivo dell’azzardo. Occorre tener conto che la esposizione dei bambini a pubblicità dell’azzardo (non selettiva, spesso in onda in fasce non protette o in popolari programmi di intrattenimento) è piuttosto rilevante: televisione, radio, web, videogiochi, Ipod, riviste, giornali, affissioni in città e sui mezzi di trasporto presentano allettanti inviti a giocare inducendo a credere che giocare d’azzardo sia divertente, eccitante ed un buon modo per fare soldi facilmente”

“Le pressioni pubblicitarie dell’azzardo – ha concluso Mons. D’Urso con un’analisi di carattere psicologico- influenzano la formazione delle connessioni cerebrali risvegliando e manipolando le emozioni più significative dei bambini. Se si pensa che il gioco, considerato come categoria cognitiva ed emotiva che serve allo spiazzamento dalla realtà e alla emergenza dell’alterità, ossia come modo di percepire, vivere e costruire una realtà che sarà poi quella dell’adulto, si può facilmente immaginare i danni provocati dai cosiddetti ‘nuovi giochi’, che abituano alla violenza, al pericolo, all’horror”.

PressGiochi