08 Agosto 2026 - 17:32

DL Sport, il Senato respinge odg e emendamenti M5S e PD su divieto di pubblicità al gioco e aumento imposta su scommesse

Nel corso della seduta di ieri 29 luglio in aula al Senato, è stato discusso il Dl 108/2026 recante “Disposizioni urgenti in materia di sport, grandi eventi ed efficacia del

30 Luglio 2026

Nel corso della seduta di ieri 29 luglio in aula al Senato, è stato discusso il Dl 108/2026 recante “Disposizioni urgenti in materia di sport, grandi eventi ed efficacia del documento di identità”. Sono stati presi ad esame gli emendamenti e gli ordini del giorno. Tra questi anche quelli relativi al settore dei giochi e delle scommesse.

L’emendamento 01.1 dei senatori Bevilacqua, Pirondini, Aloisio e Floridia del Movimento 5 Stelle – che prevede un rafforzamento del divieto di pubblicità ai giochi e alle scommesse – è stato messo ai voti e respinto dal Senato.

01.1

Bevilacqua, Pirondini, Aloisio, Barbara Floridia

Respinto

All’articolo, premettere il seguente:

«Art. 01

(Criteri di accessibilità alla pratica sportiva e tutela della legalità)

  1. Le disposizioni in materia di sport di cui al presente decreto legge sono attuate nel rispetto dell’articolo 33 della Costituzione e del valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva, assicurando, ove compatibile con la natura degli interventi, la più ampia accessibilità alla pratica sportiva, con priorità per minori, persone con disabilità, nuclei familiari in condizione di svantaggio economico e realtà sportive dilettantistiche.
  2. I benefici, i contributi, le agevolazioni e gli affidamenti previsti dal presente decreto legge sono altresì subordinati al rispetto della normativa vigente in materia di divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi o scommesse con vincite in denaro. Negli impianti sportivi pubblici o a uso pubblico interessati dagli interventi di cui al presente decreto è vietata ogni forma di promozione, diretta o indiretta, di giochi o scommesse con vincite in denaro, nei limiti e secondo le previsioni della normativa vigente».

Sull’ordine del giorno G/1978/2/7 presentato dai senatori Bevilacqua, Pirondini, Floridia e Aloisio (M5S) – già respinto durante l’esame in Commisisone cultura – è stato espresso favorevole con riformulazione.

L’onorevole Bevilacqua, però, non ha accettato la riformulazione: “Intervengo spiegando perché non posso accettare la riformulazione, anche considerato che è ciò che avrei voluto dire anche nell’intervento precedente.

Signor Presidente, con l’ordine del giorno G1.1, ma anche con il precedente emendamento, chiedevamo una cosa semplice. Nel 2015, l’allora capo di Fratelli d’Italia all’opposizione, e oggi Presidente del Consiglio, si esprimeva con parole molto nette in merito al gioco d’azzardo. Giorgia Meloni diceva che il gioco d’azzardo dovrebbe essere trattato come la dipendenza da fumo; pertanto, così come sui pacchetti delle sigarette c’è scritto che il fumo nuoce gravemente alla salute, lo stesso andava fatto con il gioco d’azzardo e dunque negli impianti sportivi non si sarebbe dovuto procedere alla pubblicità e all’incentivo di questo tipo di pratiche.

Chiedo ai colleghi della maggioranza, in particolare a quelli di Fratelli d’Italia, cosa vi ha fatto cambiare idea, visto che con questo ordine del giorno noi chiediamo, tra le altre cose, esattamente che il bene pubblico e la salute pubblica, che sono uguali a quelli del 2015, trovino tutela e rispetto da parte del Governo e del Parlamento.

In questi luoghi, che dovrebbero essere di accrescimento dal punto di vista dei valori sportivi, non può trovare spazio la pubblicità al gioco d’azzardo.

Mi appello quindi alla maggioranza affinché riveda la propria posizione, riconsideri il contenuto di questo ordine del giorno e lo approvi così com’è”.

L’odg è stato, quindi, messo ai voti e respinto dal Senato.

Sul tema della pubblicità alle scommesse è intervenuto anche l’onorevole Patuanelli (M5S): “Poi c’è tutto il tema – è un po’ l’ipocrisia di questo decreto – che riguarda la questione delle scommesse sportive. Oggi in Commissione, in sede di audizione del presidente Malagò, il presidente Pirondini ha spiegato molto bene qual è l’effetto della ludopatia sulle casse dello Stato, quanto ci costa la ludopatia in questo Paese. Io credo che si debba mettere un freno fortissimo non al tema della scommessa in sé, perché noi non siamo proibizionisti, è giusto che ci sia anche questo elemento che fa parte in qualche modo del gioco dello sport, ma crediamo che questo non debba essere fortemente pubblicizzato.

Non si possono spingere i nostri concittadini a scommettere e a rovinarsi per colpa delle scommesse. E lo dice uno che ogni tanto scommette, a cui non dispiace farlo, però credo che sia del tutto evidente che per molte persone c’è un problema nella gestione del rapporto col gioco e con la scommessa e credo che lo Stato non debba far cassa su questo”.

G/1978/2/7

Bevilacqua, Pirondini, Barbara Floridia, Aloisio

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, recante disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità,

premesso che:

il provvedimento in esame interviene con misure urgenti in settori eterogenei, con un focus particolare sulla gestione di grandi eventi sportivi internazionali e sul supporto alla pratica sportiva di base;

l’integrazione dell’articolo 33 della Costituzione ha sancito solennemente che “la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”;

appare necessario che ogni disposizione attuativa in materia di sport, comprese quelle relative alle infrastrutture per grandi eventi come “UEFA EURO 2032” o la “America’s Cup – Napoli 2027”, sia informata a tali principi costituzionali, garantendo che l’investimento pubblico produca una ricaduta sociale effettiva;

la tutela della legalità e della salute pubblica richiede un rigoroso rispetto della normativa vigente in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico, con particolare riferimento al divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi o scommesse con vincite in denaro, come previsto dal cosiddetto “Decreto Dignità” (decreto-legge n. 87 del 2018);

è fondamentale assicurare che gli impianti sportivi interessati dagli interventi di potenziamento previsti dal decreto non diventino luoghi di promozione, anche indiretta, di pratiche potenzialmente lesive del benessere sociale, specialmente in contesti frequentati da minori;

il valore sociale dello sport si realizza pienamente solo attraverso la più ampia accessibilità alle strutture, rimuovendo le barriere economiche e fisiche che ne limitano la fruizione;

le realtà sportive dilettantistiche, i minori, le persone con disabilità e i nuclei familiari svantaggiati rappresentano i destinatari prioritari delle politiche pubbliche di promozione sportiva,

impegna il Governo a valutare l’opportunità di:

adottare ogni iniziativa, anche di carattere normativo, volta ad assicurare che le disposizioni in materia di sport contenute nel presente decreto siano attuate nel pieno rispetto del valore educativo e sociale sancito dall’articolo 33 della Costituzione, garantendo la priorità d’accesso alle attività per i minori, le persone con disabilità e le famiglie in condizione di svantaggio economico;

garantire che l’erogazione di benefici, contributi e agevolazioni, nonché l’affidamento della gestione di impianti, siano rigorosamente subordinati al rispetto del divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi o scommesse con vincite in denaro;

assicurare che all’interno di tutti gli impianti sportivi pubblici o a uso pubblico interessati dagli interventi di cui al presente decreto sia vietata, nei limiti della normativa vigente, ogni forma di promozione, diretta o indiretta, di scommesse e giochi d’azzardo.

 


L’emendamento 6.2 presentato dai senatori D’Elia, Verducci, Crisanti e Rando del Partito democratico interviene sulla tassazione delle scommesse sportive. La proposta prevede un aumento dell’aliquota dell’imposta unica sulle giocate: una parte delle maggiori entrate verrebbe destinata non solo allo sviluppo del calcio femminile, ma anche a finanziare progetti di prevenzione e contrasto della ludopatia.

Già respinta in Commissione cultura del Senato, la proposta emendativa 6.2 è stata dichiarata improcedibile.

6.2

D’Elia, Verducci, Crisanti, Rando

Al comma 1, sopprimere la lettera b).

Conseguentemente, dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:

“1-bis. Al fine di favorire lo sviluppo del movimento calcistico femminile, una quota delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione delle aliquote dell’imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come rideterminate ai sensi del comma 1-ter, comunque non inferiore a 13 milioni di euro annui, è destinata esclusivamente al soggetto che organizza il campionato professionistico di Serie A femminile, allo sviluppo dell’attività di base del calcio femminile e del calcio a cinque femminile, al sostegno delle società dilettantistiche rivolte allo sviluppo dell’attività di base del calcio femminile e del calcio a cinque femminile e alla promozione della pratica calcistica femminile sull’intero territorio nazionale e ai progetti per contrastare la ludopatia.

1-ter. L’aliquota dell’imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, è stabilita per le scommesse a quota fissa, escluse le scommesse ippiche, nelle misure del 21 per cento, se la raccolta avviene su rete fisica, e del 25 per cento, se la raccolta avviene a distanza, applicata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte.

1-quater. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta del Ministro per lo sport e i giovani, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti i criteri e le modalità di riparto delle risorse di cui al comma 1-bis, assicurandone la destinazione al soggetto che organizza il campionato professionistico di Serie A femminile, allo sviluppo dell’attività di base del calcio femminile e del calcio a cinque femminile, al sostegno delle società dilettantistiche e alla promozione della pratica calcistica femminile sull’intero territorio nazionale e ai progetti per contrastare la ludopatia.”

 

 

PressGiochi