12 Ottobre 2026 - 17:49

Dl Accise. Quartini (M5S): “L’azzardo non deve finanziare la cura delle dipendenze che genera”

“L’idea stessa che l’azzardo finanzi se stesso è un’idea malata”. È quanto ha affermato Andrea Quartini (M5S) intervenendo alla Camera nel corso dell’esame dell’ordine del giorno collegato al decreto-legge 27

15 Settembre 2026

“L’idea stessa che l’azzardo finanzi se stesso è un’idea malata”. È quanto ha affermato Andrea Quartini (M5S) intervenendo alla Camera nel corso dell’esame dell’ordine del giorno collegato al decreto-legge 27 luglio 2026, n. 133, contestando in particolare la previsione di destinare le entrate derivanti dalle disposizioni fiscali sul settore al finanziamento degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze patologiche.

Secondo Quartini, la destinazione delle entrate fiscali derivanti dall’azzardo alle attività di cura delle dipendenze generate dallo stesso settore rappresenterebbe un’impostazione che il Movimento 5 Stelle non condivide.

“Che un qualcosa che crea dipendenza sia utile al Paese è una bestemmia dal nostro punto di vista”, ha affermato il deputato, sostenendo che la tassazione dell’azzardo dovrebbe avere innanzitutto una funzione dissuasiva.

“Che vada tassato è fuori discussione. Che vada tassato in maniera straordinaria è fuori discussione, perché va disincentivato”, ha dichiarato Quartini. Diverso, invece, il giudizio sulla cosiddetta tassazione di scopo: “Che venga tassato di scopo, per uno scopo preciso, che è quello della cura delle malattie che genera, è qualcosa di inaccettabile dal nostro punto di vista”.

Nel suo intervento, il deputato ha quindi richiamato i dati citati in precedenza dal collega Stefano Vaccari sulla diffusione del fenomeno, indicando in circa un milione e mezzo le persone che, secondo i dati richiamati in Aula, presentano una dipendenza dall’azzardo.

“Un milione e mezzo di persone che azzardano in questo Paese sono un problema enorme, perché riguarda almeno un milione e mezzo di famiglie”, ha sottolineato Quartini. Considerando anche i familiari e gli affetti più vicini, secondo il deputato il fenomeno arriverebbe a coinvolgere “dai 4 ai 6 milioni di cittadini”.

Per Quartini si tratta quindi di una “emergenza nazionale”, rispetto alla quale il Governo, a suo giudizio, avrebbe scelto di “voltarsi dall’altra parte e continuare a favorire i concessionari”.

Il deputato ha poi respinto l’idea che una maggiore regolamentazione del settore equivalga a una posizione proibizionista, chiedendo invece interventi di carattere educativo e un cambiamento anche nel linguaggio utilizzato per descrivere il fenomeno.

“Questo non vuol dire essere proibizionisti, vuol dire che dobbiamo fare delle operazioni educative autentiche”, ha affermato.

In particolare, Quartini ha contestato l’utilizzo del termine “gioco” per descrivere l’azzardo. “Smettiamola di chiamarlo gioco, perché non è un gioco”, ha dichiarato in Aula, sostenendo che l’azzardo “non è un divertimento” e può generare “tensioni”, “rabbie”, fino a situazioni familiari e personali estremamente gravi.

Da qui la richiesta di modificare anche la terminologia utilizzata nei provvedimenti. Quartini ha criticato il riferimento al “settore dei giochi” e alle “dipendenze patologiche connesse al gioco”, sostenendo che sarebbe più corretto parlare di dipendenze “connesse all’azzardo”.

“L’azzardo è qualcosa di assolutamente pericoloso, va tassato, non va tassato con l’idea che sia utile al Paese”, ha concluso il deputato del Movimento 5 Stelle.

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