21 Settembre 2020 - 01:30

Divieto totale alla pubblicità dei giochi. Sberna (Sc) a PressGiochi: “Decreto giochi? Chi non sa che pesci pigliare, tira su granchi. Meglio lasciar perdere!”

Perché il divieto totale alla pubblicità? Perché l’azzardo provoca malattie, dolori, addirittura omicidi: fa male e non si può pubblicizzare qualcosa che fa così male.   Con queste parole l’onorevole

30 Luglio 2015

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Perché il divieto totale alla pubblicità? Perché l’azzardo provoca malattie, dolori, addirittura omicidi: fa male e non si può pubblicizzare qualcosa che fa così male.

 

Con queste parole l’onorevole Mario Sberna di Scelta Civica Per l’Italia risponde in maniera netta e decisa alle nostre domande sulla sua proposta di legge per il divieto totale alla pubblicità dei giochi presentata in questi giochi presso la Camera dei Deputati insieme ai colleghi Lorenzo Basso (Pd) e Stefano Quaranta (Sel) e che verrà presentata ufficialmente oggi presso la Sala Stampa di Montecitorio alla presenza di cittadini e associazioni.

 

Basso (Pd): “Si parte con la pubblicità per intervenire anche sugli altri problemi del settore giochi

 

  • La pubblicità in genere è diretta a promuovere giochi come lotterie, gratta&vinci, Superenalotto, scommesse, giochi online. Non si teme che la domanda potrebbe rivolgersi verso altri tipi di giochi, pensiamo agli apparecchi che della pubblicità non hanno bisogno?

La domanda, – dichiara a PressGiochi l’on. Sberna – a livello massiccio, è sempre indotta dalla pubblicità: tolto lo stimolo, per buona parte si toglie l’esito, di qualunque azzardo si tratti.

 

  • In molti paesi europei dove, ad esempio, il gioco online era proibito si sta scegliendo la strada della regolamentazione a causa del fatto che molti giocatori si rivolgono ai siti esteri. In Italia invece dalla regolamentazione sembra che si stia passando al proibizionismo… Ritiene che questa potrebbe essere una soluzione all’eccesso di offerta che si è creata oggi?

Certo, insieme all’educazione e all’informazione: ciò che fa male, l’omicidio di Asti è lì a dimostrarlo, deve essere proibito in uno Stato che ha cura del bene comune.

 

  • Quante persone hanno sottoscritto la proposta?

Siamo ad oltre 200 deputati ma pensiamo di arrivare ad almeno metà delle persone.

 

  • A livello locale c’è una grande pressione affinché si intervenga sulla questione: secondo Lei perché il Governo rimane ancora fermo e lo ha dimostrato per l’ennesima volta con la delega?

Per il Governo, non solo per questo Governo, il problema numero uno sono sempre i fondi da trovare; questo sembrava un campo ancora fertile per incassare. Tuttavia, appunto, coloro che sono impegnati nel sociale hanno fatto pressione per impedire una raccolta fondi su quella che è una vera e propria patia. Da qui la marcia indietro, mentre a livello locale si va avanti, con divieti, boicottaggi, strette al proliferare. Basti vedere l’ottima Legge della Provincia di Trento, emanata recentissimamente, che peraltro ci anticipa: tra le altre cose, vieta la pubblicità.

 

  • Come giudica il decreto elaborato per la delega fiscale?

Chi non sa che pesci pigliare, tira su granchi. Meglio lasciar perdere.

 

  • Di cosa si sta occupando in questa fase l’intergruppo parlamentare sul gioco d’azzardo?

Ci siamo concentrati su questo obiettivo efficace, rapido e indolore per le casse dello Stato (non avendo oneri): vietare la pubblicità.

 

 

 

Binetti (Sc): “Stop alla pubblicità dei Gratta&vinci; Lottomatica non frena la loro diffusione multitasking”

 

In Parlamento si moltiplicano le proposte contro la pubblicità dei giochi. Arriva il pdl del M5S

 

PressGiochi

 

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Fonte immagine: MARIO SBERNA PRESIDENTE NAZIONALE FAMIGLIE NUMEROSE