Il gioco d’azzardo tra i minorenni continua a crescere e raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: il 64% degli studenti under18 ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita e il 59% (pari a circa 900mila ragazzi tra i 15 e i 17 anni) lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno.
Le dipendenze continuano a rappresentare una delle principali emergenze sociali del Paese e coinvolgono sempre più spesso anche i comportamenti legati al gioco d’azzardo, al gaming e all’utilizzo dei social network. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, presentata oggi a Roma.
«Sono i numeri di una pandemia che ha la caratteristica di non essere percepita come tale», ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, sottolineando come il fenomeno richieda una risposta condivisa da parte delle istituzioni, delle famiglie e della società civile. «È una sfida nazionale. Preoccupa soprattutto l’aumento dell’uso della cocaina in Italia. Come Governo abbiamo raddoppiato le risorse nella lotta contro le dipendenze, passando da 90 a 160 milioni di euro. C’è una necessità di fare squadra. Non è un problema solo di controlli. Nessuna famiglia può essere considerata immune».
Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga, il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e la conduttrice televisiva Andrea Delogu per la Rai. In collegamento erano presenti il sindaco di Catania Enrico Trantino, l’assessore del Comune di Jesolo Debora Gonella e Gerry Scotti per Mediaset. Tra i presenti anche il ministro della Salute Orazio Schillaci e il ministro per lo Sport e le Politiche giovanili Andrea Abodi.
Nel corso del suo intervento, Mantovano ha richiamato alcuni numeri simbolici per descrivere la portata del fenomeno. «15, 19, 26, 55. Non sono i numeri del gioco del Lotto», ha affermato. I primi due indicano le fasce d’età sempre più coinvolte nelle diverse forme di dipendenza, che spaziano dalle sostanze stupefacenti alle dipendenze comportamentali, come il gaming, i social media e il gioco d’azzardo.
Il numero 26 rappresenta invece la percentuale di studenti che dichiarano di aver fatto uso di sostanze stupefacenti, dato in crescita di un punto percentuale rispetto alla rilevazione del 2024. Il numero 55 si riferisce alle tonnellate di droga sequestrate nel corso del 2025 dalle forze dell’ordine nell’ambito di 20.692 operazioni antidroga, un dato in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Secondo le stime illustrate dal sottosegretario, i quantitativi sequestrati rappresenterebbero tra il 25% e il 30% del totale delle sostanze circolate nel Paese nel corso dell’ultimo anno, il che porterebbe a una stima complessiva compresa tra 160 e 220 tonnellate di droga immesse sul territorio nazionale.
Dalla Relazione, si evince: “Anche il gaming presenta elementi di criticità: oltre 260mila studenti minorenni (17%) hanno mostrato profili di gioco a rischio, spesso associati a irritabilità e difficoltà di regolazione emotiva quando impossibilitati a giocare. In questo quadro si inserisce anche il fenomeno Hikikomori: oltre 26mila studenti under 18 (1,7%) hanno riferito un isolamento sociale protratto per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha sperimentato periodi di ritiro tra tre e sei mesi, frequentemente associati a difficoltà psicologiche, relazionali o familiari.
Infine, il gioco d’azzardo tra i minorenni continua a crescere e raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: il 64% degli studenti under18 ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita e il 59% (pari a circa 900mila ragazzi tra i 15 e i 17 anni) lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno. Le modalità più diffuse restano Gratta&Vinci e scommesse calcistiche, mentre l’azzardo online ha coinvolto il 12% degli studenti minorenni. Crescono, inoltre, i profili di gioco “a rischio” e “problematico”, che hanno interessato rispettivamente il 7,7% e il 6% della popolazione studentesca minorenne e risultano frequentemente associati ad altri comportamenti problematici, tra cui vandalismo, furti e uso di sostanze psicoattive.
Il gioco online continua a crescere: oltre 340mila studenti (14%) hanno giocato su Internet nel 2025. Anche i profili di gioco “a rischio” (7,1%) e “problematico” (5,2%) aumentano rispetto al 2024, arrivando a contare oltre 300mila studenti. Gli studenti che rientrano in queste categorie mostrano più frequentemente altri comportamenti a rischio come furti, atti di vandalismo, conflitti con le Forze dell’Ordine e consumo di sostanze psicoattive rispetto ai coetanei che non giocano d’azzardo.
Accanto al gioco d’azzardo tradizionale e online, emerge, inoltre, l’interesse per il trading online, ambito che intercetta dinamiche in parte sovrapponibili. Complessivamente il 17% degli studenti, pari a oltre 420mila ragazzi, riferisce di aver praticato almeno una volta trading online nella propria vita: nello specifico il 15% ha svolto trading finanziario e il 12% trading sportivo.
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