15 Gennaio 2026 - 19:48

Dipendenze e gioco d’azzardo: oltre 6.000 prese in carico nei servizi territoriali di Modena nel 2025

Nel corso del 2025, l’attività dei centri territoriali per le dipendenze (ex Sert) della provincia di Modena offre un quadro aggiornato sull’evoluzione dei bisogni assistenziali legati anche al gioco d’azzardo, inserito sempre più spesso tra le cosiddette dipendenze senza sostanza. I dati di presa in carico mostrano come l’azzardo rappresenti una componente rilevante all’interno di profili complessi, frequentemente associata ad altre forme di dipendenza o a comportamenti a rischio.

08 Gennaio 2026

Durante il 2025, i centri territoriali per le dipendenze (ex-Sert) della provincia di Modena hanno preso in carico complessivamente più di 6.000 persone, un dato che riflette un impegno crescente verso approcci proattivi, con particolare focalizzazione su misure preventive e interventi tempestivi, prima che l’uso di sostanze o comportamenti problematici si radichino in forme croniche e difficilmente reversibili.

Il target principale di tali attività è rappresentato da adolescenti e giovani adulti, nonché da soggetti che, pur avendo già sperimentato l’uso di sostanze psicoattive, non mostrano ancora segni clinici avanzati di danno fisico o psichico. Questa strategia nasce dalla convinzione, ampiamente condivisa nella letteratura scientifica (si veda ad esempio il Global Strategy to Reduce the Harmful Use of Alcohol dell’OMS, 2024), che intervenire nelle fasi iniziali possa ridurre significativamente il rischio di cronicizzazione e migliorare l’efficacia dei percorsi terapeutici.

Il panorama delle dipendenze si è notevolmente ampliato rispetto al passato: accanto al consumo di sostanze illegali, si registra un aumento costante di richieste legate all’abuso di alcol, al fumo di tabacco (soprattutto con dispositivi di nuova generazione, come le sigarette elettroniche con nicotina ad alta concentrazione) e alle cosiddette “dipendenze senza sostanza”, tra cui il gioco d’azzardo patologico, l’uso compulsivo di internet e dei social network, e lo shopping impulsivo. Secondo i dati del Rapporto Nazionale Dipendenze 2025, curato dall’Osservatorio Nazionale sulle Dipendenze Patologiche (ONDP), circa il 64% delle prime visite nei servizi territoriali riguarda pazienti con profili polisintomatici — ovvero con più di un disturbo da dipendenza simultaneamente presente, spesso in forma di comorbidità incrociata (ad esempio, uso concomitante di alcol e cocaina, o gioco d’azzardo associato a disturbi del controllo degli impulsi).

L’identikit dell’utente medio che accede ai servizi nel territorio modenese evidenzia una netta prevalenza maschile: per ogni donna presa in carico, si contano circa quattro uomini. L’età media si colloca tra i 35 e i 45 anni, una fascia che corrisponde spesso a un momento di transizione critico — con responsabilità familiari e lavorative in atto — in cui i disagi legati alle dipendenze emergono con maggiore evidenza, spingendo alla richiesta di aiuto. Dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS, Indagine PASSI 2025) indicano che, in questa fascia d’età, il consumo problematico di cocaina è in aumento del 12,3% rispetto al 2023, soprattutto in contesti urbani e semiperiferici.

Non va trascurato, infine, il ruolo crescente delle nuove tecnologie nel facilitare l’accesso alle sostanze e nel radicare comportamenti a rischio: l’acquisto online di psicofarmaci non regolamentati, lo streaming di sessioni di gioco d’azzardo in diretta, e l’esposizione continua a contenuti che normalizzano l’uso di sostanze contribuiscono a modificare profondamente il contesto in cui si sviluppano e mantengono le dipendenze. In risposta, i servizi modenesi hanno potenziato nel 2025 l’integrazione con figure quali educatori digitali, psicologi specializzati in dipendenze tecnologiche e operatori di strada formati sulle nuove tendenze del mercato illegale — un approccio multidisciplinare che mira non solo alla cura, ma alla ricostruzione di reti di sostegno e opportunità di reinserimento sociale.

 

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