19 Settembre 2020 - 10:50

Di Maio (Vicepres. Camera): “Su pubblicità al gioco, il governo non ha alcun interesse a contrastare le lobby di settore”

“Le persone che sono in questo governo non hanno alcun interesse a contrastare il gioco i cui finanziatori arricchiscono, in campagna elettorale, le casse dei partiti. Motivo per cui si

26 Marzo 2015

Print Friendly, PDF & Email

“Le persone che sono in questo governo non hanno alcun interesse a contrastare il gioco i cui finanziatori arricchiscono, in campagna elettorale, le casse dei partiti. Motivo per cui si continua, con la pubblicità, a indurre i cittadini a giocare al gioco d’azzardo legalizzato in questo paese. Un gatto che si morde la coda”. La pensa così il vicepresidente della Camera dei deputati Luigi Di Maio in merito alla possibilità di fare pubblicità al gaming, uno dei temi “caldi” trattati dalla Delega Fiscale che all’articolo 14 prevede il riordino del settore. “La verità – spiega il deputato pentastellato al Velino – è che proprio su questo tema c’è un provvedimento messo a punto dalla Commissione vigilanza Rai che giace da tempo nei cassetti del ministero dello Sviluppo economico. Il testo relativo al contratto di servizi Rai è votato all’unanimità, chiede alla Rai di non trasmettere mai più spot pubblicitari sul gioco. Il divieto assoluto in Rai di fare spot sul gioco d’azzardo. Il Mise, in quanto dicastero vigilante sulla Rai, dovrebbe attivarlo, ma è tutto fermo”, spiega Di Maio. Questo può accadere – precisa ancora il vicepresidente della Camera – perché “sul contratto di servizi, come tante cose importanti in questo paese, pur essendo di competenza della Commissione non c’è alcun obbligo da parte del ministero di approvarlo. Per questo stiamo portando avanti la campagna per fare in modo che questo accada”.

E per quanto riguarda la pubblicità trasmessa durante gli avvenimenti sportivi, come le partite di calcio? “Va da sé – incalza l’esponente del Movimento Cinque Stelle – che non solo nelle partite di calcio ma in tutte le trasmissioni tv non ci deve essere la possibilità di trarre in inganno i cittadini. In particolare nel corso delle partite di calcio: queste costituiscono un momento di svago dalle sofferenze dei cittadini se vengono infarcite da messaggi di induzione al gioco, si rischia di dare vita a un cocktail letale”. Ma il Dl Ludopatie ha stanziato 50 milioni di euro per la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo patologico: “Si mette una toppa da una parte ma non si elimina il problema alla radice”, spiega ancora Di Maio. “Questo problema, grazie ai continui spot televisivi, incrementa il fenomeno oltre a generare ricadute economiche sulle casse dello Stato”. Infine un appello, in qualità di vicepresidente della Camera, al governo che sta lavorando alla Delega Fiscale per quanto riguarda la possibilità di pubblicizzare il gioco: “Il governo ascolti le famiglie che sono in mezzo a una strada a causa dei capofamiglia che si sono rovinati per il gioco. Tutto parte dalle campagne pubblicitarie ingannevoli e soprattutto tentatrici che continuano a indurre i cittadini a giocare”.

PressGiochi