14 ottobre 2019
ore 04:09
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Di Maio ai gestori di slot: “Non vi chiedo di riaccenderle, se volete continuate a tenerle spente”

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Di Maio ai gestori di slot: “Non vi chiedo di riaccenderle, se volete continuate a tenerle spente”

“Il governo PD nel 2013 aveva fatto alle lobby delle slot un vergognoso condono di circa due miliardi di euro? Noi abbiamo deciso di far pagare le lobby dell’azzardo che ora iniziano a ribellarsi e hanno convinto alcuni gestori a protestare. A loro vorrei dire che le slot non portano più introiti, ma meno. Gli unici che ci rimetteranno davvero sono questi lobbisti senza scrupoli, non lasciatevi strumentalizzare né dalle multinazionali, né da alcuni sindacati. Non vi chiedo di riaccenderle, se volete continuate a tenerle spente – dichiara Luigi Di Maio.

 

“Nel 2018 in Italia sono stati spesi oltre 100 miliardi di euro in gioco d’azzardo, circa metà nelle slot. Se questi 100 miliardi andranno alle altre attività dei gestori (bar, ristorazione, ecc) agli artigiani, ai commercianti ridando finalmente ossigeno all’economia reale del territorio, le entrate per lo Stato saranno molto maggiori e soprattutto ne beneficerà tutta la comunità. Oggi sono in Abruzzo, che purtroppo detiene la maglia nera delle regioni per il gioco d’azzardo, qui si spendono oltre due miliardi di euro ogni anno, circa il 10% del Pil. Adesso questi soldi andranno ai cittadini per bene e ci eviteranno tanti disagi sociali.

La musica è cambiata cari lobbisti, vi piaceva vincere facile eh?  Sappiate che in me troverete un nemico dei vostri interessi privati, sempre dalla parte del popolo – conclude Di Maio.

 

Peccato che lo stesso vicepremier faccia finta pubblicamente di dimenticare che sia nella legge di Bilancio che nel decreto sul Reddito di cittadinanza e Quota cento abbia inserito nuove tasse a quelle stesse slot machine, senza i cui ricavi – se continuassero a restare spente – andrebbero in fumo sia l’accordo con Bruxelles sia i finanziamenti necessari per tenere in piedi il Decretone.

 

A commentare le parole del vicepremier, anche il Presidente di sapar Domenico Distante che ha risposto:

“Caro Ministro, vorrei sottolinearLe ancora una volta che rappresento la categoria dei “gestori”, quelli che comprano gli apparecchi da intrattenimento, li installano e fanno assistenza presso gli esercizi, bar, tabacchi, sale bingo, sale gioco e sale scommesse. Un settore che offre lavoro a migliaia di persone. Siamo quelli da non confondere con i “concessionari”.
Siamo però anche quelli che pagheranno il prezzo più alto dovuto all’aumento del Preu. I provvedimenti del suo governo avranno come effetto immediato la chiusura di tante piccole e medie aziende che creano occupazione e indotto ma sulle quali ricade una insostenibile tassazione.
Lei è ancora convinto che la tassazione colpisca i “concessionari”. NON È AFFATTO VERO PERCHÉ CHI SUBIRÀ DRASTICHE CONSEGUENZE SARANNO I GESTORI CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON LE LOBBY.
Rispondo ai suoi post poiché tutte le mail a Lei inviate e le mie richieste di incontro sono state sistematicamente ignorate.
La esorto ancora una volta a darci ascolto invitandola alla conferenza stampa convocata dalla Sapar il 6 febbraio in occasione della presentazione della manifestazione nazionale in programma a Roma alla quale chiameremo a raccolta tutti i lavoratori del settore che non chiedono il reddito di cittadinanza, chiedono soltanto di poter lavorare e garantire un futuro alle loro famiglie”.

 

PressGiochi

 

Gestori in attesa di incontrare Di Maio al Mise; e intanto cresce il moto di astensione della raccolta

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