Nel Documento di finanza pubblica (DFP) 2026 approvato dal Consiglio dei ministri il 22 aprile a Palazzo Chigi, emerge anche il ruolo crescente delle entrate legate al settore dei giochi
Nel Documento di finanza pubblica (DFP) 2026 approvato dal Consiglio dei ministri il 22 aprile a Palazzo Chigi, emerge anche il ruolo crescente delle entrate legate al settore dei giochi pubblici, che contribuiscono in modo significativo al miglioramento del quadro dei conti dello Stato.
Il documento, predisposto su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, si inserisce nel quadro della rendicontazione annuale richiesta dalla normativa europea e fa il punto sull’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029. In un contesto internazionale ancora caratterizzato da forte incertezza geopolitica, aggravata dalle tensioni in Medio Oriente, il Governo ha adottato stime improntate alla prudenza: la crescita del PIL reale è indicata allo 0,6% per il 2026, leggermente sotto le previsioni precedenti.
Sul fronte dei conti pubblici, il 2025 mostra un miglioramento del saldo delle amministrazioni centrali, con un disavanzo pari a 122,6 miliardi di euro, in riduzione di circa 1,9 miliardi rispetto all’anno precedente. A trainare la dinamica degli incassi sono stati diversi fattori, tra cui l’aumento delle entrate in conto capitale, cresciute anche grazie ai maggiori contributi europei legati al PNRR, per effetto anche delle entrate derivanti dal comparto del gioco pubblico.
In particolare, il Documento evidenzia come gli introiti legati all’affidamento delle concessioni del gioco del lotto e del gioco online abbiano registrato un incremento pari a 1,164 miliardi di euro. Una voce che si inserisce tra i principali fattori di crescita degli incassi in conto capitale, contribuendo in modo diretto al miglioramento complessivo del saldo primario.
Il dato conferma il peso strutturale del comparto giochi all’interno del bilancio pubblico, in un quadro in cui le entrate da concessioni continuano a rappresentare una componente rilevante e relativamente stabile per la finanza statale. In parallelo, il Governo prosegue nella gestione delle politiche fiscali e di bilancio in coerenza con gli obiettivi europei e con la necessità di contenimento del deficit.
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