20 novembre 2019
ore 06:19
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Delega fiscale. Gli attivisti no-slot si preparano a dar battaglia su annullamento leggi locali

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Delega fiscale. Gli attivisti no-slot si preparano a dar battaglia su annullamento leggi locali

Continua la protesta degli attivisti del mondo ‘no slot’ che si sono incontrati oggi a Roma in occasione di un convegno pubblico organizzato per discutere della delega fiscale attuativa dell’art.14 sul gioco pubblico.

L’incontro dal titolo ‘Democrazia vs multinazionali dell’azzardo: che fare?’ , organizzato da Slotmob ha visto intervenire Carlo Cefaloni, Gabriele Mandolesi, Daniele Albanese e gli economisti Luigino Bruni e Leonardo Becchetti, poi Daniele Poto di Libera, lo psicologo Claudio Dalpiaz presidente di Psy+ ed esperto nella terapia del gioco d’azzardo patologico, il sociologo Maurizio Fiasco, presidente della Consulta Nazionale Antiusura, e Mauro Vanetti per noi Senza Slot.

I no slot contestano la riforma su cui sta lavorando il sottosegretario Pierpaolo Baretta in quanto ritengono che la riduzione di macchinette sia tutta virtuale, basandosi su cifre immaginarie, e in ogni caso sia solo una razionalizzazione del parco slot che serve ad accorciare la filiera e uniformare i rendimenti per garantire una percentuale di utile per macchinetta più stabile, prevedibile ed elevata. Non si tratta di una riforma volta a far declinare il gioco d’azzardo in Italia, come dimostra il fatto che si sono adottate misure per aumentare il giocato in quei giochi che hanno subito una riduzione della domanda.

Si contesta la creazione delle gaming hall con delle fantomatiche ‘mini-Vlt’ al posto delle attuali Awp. Per i no-slot questo significa semplicemente che verranno date nuove licenze e che si progetteranno e introdurranno macchine di nuova concezione, più simili alle videolottery (cioè macchinette ‘in rete’ e non autonome), che sono ancora più patogene di quelle da bar. La riduzione della pubblicità dell’azzardo è limitatissima, solo in determinate fasce orarie. Abolirla del tutto sarebbe possibile con un tratto di penna e a costo zero per lo Stato, ed è permesso dalle direttive europee.

In più, la norma contro cui si scagliano i movimenti contro il gioco è relativa all’annullamento, con la riaffermazione della ‘riserva statale’, di tutte le norme locali restrittive verso le macchinette. Questo riporta la lotta no slot indietro di anni, colpendo proprio le limitazioni più avanzate in fatto di orari di accensione delle slot, distanza dai luoghi sensibili e scadenza delle autorizzazioni. Su questo argomento anche sindaci dello stesso partito di Renzi si trovano in grave imbarazzo e hanno chiesto al governo di fare marcia indietro.

I no slot si preparano ad organizzare nei prossimi mesi nuove manifestazioni per bloccare la riforma e per tutelare le normative locali e inasprire il divieto alla pubblicità di giochi-

PressGiochi

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