26 Settembre 2020 - 03:24

Delega fiscale. Beccalossi (Reg. Lombardia.): “No a riduzione degli interventi regionali sui giochi d’azzardo, non siamo contrari al gioco in sé ma all’aumento indiscriminato dell’offerta”

“La nostra battaglia è diretta principalmente contro l’eccessiva offerta di gioco d’azzardo e non siamo ovviamente d’accordo con la possibilità prevista nella delega fiscale di vietare agli enti locali di

06 Marzo 2015

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“La nostra battaglia è diretta principalmente contro l’eccessiva offerta di gioco d’azzardo e non siamo ovviamente d’accordo con la possibilità prevista nella delega fiscale di vietare agli enti locali di intervenire sulla questione. Oggi e sempre più spesso il significato della parola “gioco” è svuotato, perché ci troviamo di fronte a un modo rapido e facile per rimpinguare le casse vuote dello Stato che nulla a che fare con il divertimento del singolo. Credo però che il compito di chi amministra non possa essere solo di fare quadrare i conti con qualunque mezzo”. Risponde così a PressGiochi.it l’assessore al territorio della Regione Lombardia Viviana Beccalossi che negli ultimi mesi ha lavorato molto per l’approvazione in regione della legge a contrasto de gioco d’azzardo patologico.

 

La delega fiscale ribadisce la riserva statale nella gestione del gioco pubblico ‘mettendo da parte’ le regolamentazioni dei territori. Se così accadrà, quale sarà la reazione della regione Lombardia?

Stiamo aspettando l’ufficialità delle decisioni che verranno assunte a Roma che, se prendessero la direzione annunciata in questi giorni non ci troverebbero ovviamente d’accordo. Siamo però convinti di aver agito, tramite l’approvazione della nostra Legge, nella tutela degli interessi dei cittadini, andando a riconoscere la dipendenza da gioco d’azzardo come una patologia. Va evidenziato il contrasto di uno Stato che toglie ai cittadini denaro tramite la diffusione sempre più invasiva del gioco, salvo poi delegare alle Regioni la presa in carico dei malati, tutta a spese degli enti locali. Attendiamo di vedere le carte…

In questi giorni il Codacons ha annunciato una forte azione legale nel caso in cui passasse la delega che prevede la cancellazione della possibilità per gli enti locali di limitare il diffondersi di sale e slot machines sul proprio territorio. Cosa ne pensa?

La Regione Lombardia sarà in prima fila con tutte le iniziative possibili che contrastino non il gioco in quanto tale, ma la possibilità di trovare macchinette mangiasoldi in ogni angolo delle nostre città, anche e soprattutto in esercizi pubblici che dovrebbero essere dedicati a tutt’altre attività.

Molti dei territori che hanno da tempo ridotto l’offerta di gioco legale riscontrano una crescita di offerta di giochi da parte del mercato illegale. Contemporaneamente aumentano anche il numero di giocatori patologici, facili prede dell’offerta illegale. Cosa si sta facendo in regione Lombardia affinché ciò non accada?

Gli strumenti a disposizione delle Regioni e degli enti locali su queste materie sono notoriamente molto limitati. Trovo però difficile pensare che la pensionata che trovo tutte la mattine al bar impegnata a giocare alla macchinetta, qualora non la trovasse, si rivolgerebbe all’offerta illegale. I giocatori patologici aumentano perché in questi anni è aumentata in modo indiscriminato l’offerta di gioco. Non dimentichiamoci che sono innanzitutto gli slogan ammiccanti sulle facili vincite a far cadere le persone più deboli nel vizio del gioco e non l’offerta illegale, che pur va combattuta con ogni mezzo.

La Legge delega parla della sostituzione di parte del parco macchine newslot con nuovi apparecchi molto più simili alle aggressive videolotterie. Non crede che in questo modo anziché ridurre il problema della ludopatia si otterrà l’effetto contrario?

Non credo sia tanto un problema “tecnico”, quanto, mi ripeto, di diffusione dell’offerta.

L’attenzione del governo regionale si è concentrata molto sul contrasto alla diffusione degli apparecchi da gioco. Si pensa far qualcosa anche contro altri giochi come gratta e vinci, lotto e bingo?

In questo campo le Regioni non hanno strumenti per intervenire. Quindi no.

Poi c’è il gioco online che per molti giovani rappresenta un pericolo anche maggiore rispetto ai tanti giochi terrestri. Come dovrebbe intervenire secondo Lei il governo centrale in sede di Delega su questo tema?

Quello dell’online è un mondo certamente complesso e delicato, non certo e solamente per il tema del gioco. Quello che posso dire è che in un momento di crisi economica è un dato di fatto che molti cittadini, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli, inseguono il miraggio di una vincita per riscattare una situazione sfavorevole e spesso finiscono con il peggiorare la propria situazione. Oggi e sempre più spesso il significato della parola “gioco” è svuotato, perché ci troviamo di fronte a un modo rapido e facile per rimpinguare le casse vuote dello Stato che nulla a che fare con il divertimento del singolo. Credo però che il compito di chi amministra non possa essere solo di fare quadrare i conti con qualunque mezzo.

Cristina Doganini – PressGiochi