“Siamo tutti d’accordo nel considerare il gioco illegale una piaga, da combattere con ogni mezzo possibile, anche se non è semplice. Ma per gli utenti e per le persone più
“Siamo tutti d’accordo nel considerare il gioco illegale una piaga, da combattere con ogni mezzo possibile, anche se non è semplice. Ma per gli utenti e per le persone più fragili il gioco legale e quello illegale finiscono spesso per produrre gli stessi effetti: il danno per i consumatori, per i pensionati e per i giovani è identico”.
Lo ha dichiarato Remigio Del Grosso, rappresentante di Adusbef, nel corso della conferenza stampa sulle nuove Linee guida contro la ludopatia.
“Avevo preparato alcune considerazioni sul tema del ‘gioco responsabile’, ma siccome vengo considerato un estremista da quando definii vergognosa la pubblicità con Francesco Totti testimonial di una società di betting russa, preferisco non usare parole mie.
Vorrei invece richiamare alcune riflessioni contenute nel manifesto di una fondazione sul gioco responsabile promossa dalla Sisal: il messaggio ‘gioca responsabilmente’ rischia di diventare retorico, se non addirittura ingannevole. Diventa spesso una formula di comodo, uno scudo linguistico che protegge l’intero sistema da un’assunzione di responsabilità più ampia. La responsabilità non si esaurisce in una frase: richiede contesto, strumenti, etica e impegno collettivo. È necessario costruire contesti di gioco che riducano attivamente i rischi, utilizzando la tecnologia non solo per incentivare il consumo, ma anche per prevenire comportamenti disfunzionali in tempo reale, attraverso l’analisi dei dati, i segnali predittivi e il design comportamentale.
Serve il coraggio culturale di superare la retorica del ‘giocare responsabilmente’ e costruire un linguaggio nuovo, fondato sulla consapevolezza, sulla prevenzione e sulla responsabilità condivisa tra istituzioni, operatori e società civile. Noi, come società civile, siamo qui e siamo a disposizione di tutti, anche degli operatori. Ci auguriamo che anche le istituzioni siano al nostro fianco”.
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