29 Settembre 2020 - 16:04

DEF 2015. Acogi: «Sui giochi solo parole e fantasia»

Quello che emerge dal parere della Commissione Affari Sociali della Camera, rispetto alle previsioni in materia di giochi contenute nel Documento di Programmazione Economica (DEF) presentato dal Governo, è un

22 Aprile 2015

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Quello che emerge dal parere della Commissione Affari Sociali della Camera, rispetto alle previsioni in materia di giochi contenute nel Documento di Programmazione Economica (DEF) presentato dal Governo, è un netto disappunto sul modus operandi dell’Esecutivo giudicato discutibile sia rispetto al tema del gioco patologico sia sul tanto spinoso argomento delle entrate erariali. Una tesi sostenuta anche dall’Acogi secondo cui quanto preventivato nella Legge di Stabilità sulla lotta alla ludopatia, appare demagogico e fumoso e quanto invece previsto sulla sanatoria per le scommesse sportive è destinato solo a far cassa, senza tuttavia garantire davvero tutte le entrate auspicate.

Secondo la Commissione Affari Sociali, infatti: «le cifre che si trovano (nella legge di Stabilità, ndr) sono pura fantasia: con la famosa sanatoria avviata dalla recente Legge di Stabilità il Governo prevedeva di condonare circa 7.000 agenzie fantasma: detto che solamente 2.194 delle 7.000 previste hanno aderito alla sanatoria con un incasso, per ora, di 22 milioni di euro scarsi, non si capisce come nel DEF ci possa essere la spropositata cifra di 4 miliardi e 700 milioni di euro proveniente dalle regolarizzazioni che è del tutto inattendibile».

L’Acogi quindi si associa a quanto chiesto dai deputati dell’Affari Sociali nel proporre l’armonizzazione del regime fiscale dei giochi, data l’enorme differenziazione che tuttora sussiste fra alcuni giochi ed altri, con un netto vantaggio per il gioco online i cui operatori godono di un’imposizione fiscale veramente irrisoria rispetto ad altre categorie di gioco. Non è tutto, il tema del gioco patologico, nell’ansia di fare cassa e di far quadrare i conti, sembra mandato in soffitta: la Commissione Affari Sociali ha infatti denunciato nel DEF l’assenza di riferimenti a quei 50 milioni di euro di risorse per combattere la ludopatia previsti invece nella Stabilità. Come mai non se ne parla? Perché il Governo non prevede interventi seri per contrastare la diffusione del GAP, a partire per esempio da una riduzione dei messaggi pubblicitari o da un serio intervento sulle tipologie di gioco indicate dagli esperti come le più “pericolose”?

Sono domande a cui è impossibile trovare risposta. L’Acogi vuole ulteriormente portare alla luce evidenti le lacune nel lavoro istituzionale verso problemi gravi che colpiscono la società civile e tutti gli italiani. Trattare il gioco pubblico esclusivamente come una macchina da soldi senza cura e attenzione ai risvolti sociali mostra l’incapacità di uno sguardo lungimirante sia rispetto al Paese, sia rispetto all’industria stessa dei giochi.

PressGiochi