27 Settembre 2020 - 21:43

Decreto delega sui giochi: la presentazione in CdM slitta di una settimana. Pucci (Astro): “Finisca quanto prima questa via crucis”

Nell’intento di dare a tutte le parti interessate la possibilità di intervenire e discutere insieme alle istituzioni gli aspetti cruciali del provvedimento di delega destinato a rivoluzionare e riordinare il

19 Febbraio 2015

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Nell’intento di dare a tutte le parti interessate la possibilità di intervenire e discutere insieme alle istituzioni gli aspetti cruciali del provvedimento di delega destinato a rivoluzionare e riordinare il settore del gioco pubblico italiano, sicuramente la presentazione del decreto in Consiglio dei Ministri slitterà di una settimana, forse due al massimo. Lo fanno sapere fonti del Mef a Pressgiochi.it.

Il Sottosegretario Pierpaolo Baretta, la cui formazione sindacale lo rende da sempre attento e aperto al confronto con gli operatori del settore, sta portando avanti in questi giorni gli incontri con tutte le associazioni che ne hanno fatto richiesta. Per questo ci vorranno altri giorni prima della presentazione definitiva del testo. Intanto vanno avanti gli incontri in sede di Bicameralina – commissione finanze del Senato e della Camera – con la possibilità di aprire anche alle altre commissioni.

Il provvedimento è diretto in buona parte a riorganizzare la distribuzione degli apparecchi da intrattenimento prevedendo nuovi requisiti e limiti per le location e richiedendo un maggior controllo degli apparecchi da parte del gestore o dell’esercente, con l’obiettivo di mantenere stabile gli introiti erariali provenienti dal settore. Un taglio di 80-100 mila apparecchi rispetto agli attuali. Prevista una slot ogni 7 mq e un tetto massimo di 6 totale per esercizio.

Per Massimiliano Pucci, presidente di Astro e vicepresidente di Sistema Gioco Italia, l’importante è che finisca quanto prima questa Via Crucis. “Come presidente di Astro – ha dichiarato – rappresento la categoria dei gestori, quella categoria che viene maggiormente colpita dai provvedimenti che il Governo ha adottato negli ultimi mesi. Rappresento migliaia di lavoratori e aziende del settore che investono continuamente e so perfettamente che non c’è cosa peggiore di quella di lavorare nell’incertezza del domani. Stiamo vivendo una fase in cui si chiude il gioco legale per aprire a tutto il gioco illegale. I dati sul territorio ce lo dimostrano chiaramente. Le regioni che hanno ridotto i punti di gioco hanno si dimezzato la spesa in gaming ma non il numero di malati di gioco, che sono invece aumentati a tutto beneficio del mercato nascosto”.

PressGiochi