15 novembre 2019
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Decreto Crescita. Il fallimento del Casinò di Campione ha reso il Comune incapace di erogare servizi pubblici

Il comma 2-quinquies dell’articolo 38, del Decreto Crescita all'esame della Camera dei Deputati, prevede di corrispondere al comune di Campione d’Italia un contributo fino alla misura massima di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, per le esigenze di bilancio del comune. L’importo - si legge nel dossier elaborato dal Servizio Studi, è corrisposto prioritariamente per le esigenze di funzionamento dell’ente, a valere sulle somme stanziate sul capitolo 1379 dello stato di previsione del Ministero dell’interno, denominato “Contributo straordinario al comune di Campione d’Italia”, che - secondo quanto esposto nella relazione tecnica all’emendamento con cui è stato introdotto il comma in esame - non vengono attualmente utilizzate per intero...
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Decreto Crescita. Il fallimento del Casinò di Campione ha reso il Comune incapace di erogare servizi pubblici

Il comma 2-quinquies dell’articolo 38, del Decreto Crescita all’esame della Camera dei Deputati, prevede di corrispondere al comune di Campione d’Italia un contributo fino alla misura massima di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, per le esigenze di bilancio del comune.
L’importo – si legge nel dossier elaborato dal Servizio Studi, è corrisposto prioritariamente per le esigenze di funzionamento dell’ente, a valere sulle somme stanziate sul capitolo 1379 dello stato di previsione del Ministero dell’interno, denominato “Contributo straordinario al comune di Campione d’Italia”, che – secondo quanto esposto nella relazione tecnica all’emendamento con cui è stato introdotto il comma in esame – non vengono attualmente utilizzate per intero.

Si tratta, si ricorda, del capitolo istituito ai sensi del D.P.C.M. 10 marzo 2017 (art. 3, comma 7), che, in sede di riparto del Fondo per il finanziamento di interventi a favore degli Enti territoriali solo in termini di saldo netto da finanziare (istituito dal comma 433, dell’art. 1 della legge n. 232/2016), ha destinato un importo nel limite massimo di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017 ad alimentare un fondo nello stato di previsione del Ministero dell’interno (cap. 1379), in considerazione delle particolari condizioni geo-politiche del comune di Campione d’Italia, exclave italiana in Svizzera.

Per l’utilizzo delle suddette risorse, i commi 7 e 8 dell’articolo 3 del D.P.C.M. 10 marzo 2017, prevedono che, a valere su detto fondo, qualora il tasso di cambio medio del franco svizzero rispetto all’euro dell’anno precedente sia inferiore al valore di 1,31 franchi svizzeri per euro, entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento, sia attribuito al Comune di Campione d’Italia un contributo, fino all’importo massimo di 10 milioni di euro annui in caso di parità fra le due valute, in misura direttamente proporzionale allo scostamento del tasso di cambio medio dell’anno precedente dal predetto valore soglia di 1,31. Nel caso contrario – in cui, cioè, il tasso di cambio medio del franco svizzero rispetto all’euro dell’anno precedente superi il valore soglia di 1,31, il Comune versa all’entrata del bilancio dello Stato una somma, fino all’importo massimo di 10 milioni di euro annui in caso di tasso di cambio medio dell’anno precedente di 1,62 franchi svizzeri per euro, in misura direttamente proporzionale allo scostamento del tasso di cambio medio dell’anno precedente dal predetto valore soglia di 1,31. In caso di mancato o parziale versamento della somma dovuta dal comune di Campione d’Italia le somme sono recuperate a valere sull’IMU.

 

Come riportato nella relazione illustrativa dell’emendamento con cui è stato introdotto il comma in esame, il contributo annuale concesso è finalizzato a riportare in equilibrio di bilancio del comune di Campione d’Italia, che, a seguito del fallimento e della conseguente chiusura della casa da gioco “non è più nelle condizioni di erogare i servizi pubblici essenziali e di pagare dipendenti e fornitori a causa delle mancate entrate in precedenza garantite dalla Casa da gioco stessa”.

 

 

 

Si ricorda che, di recente, già con il D.L. n. 119/2018 (articolo 25-octies) e poi con la legge di bilancio per il 2019 (articolo 1, comma 570, legge n. 145/2018) si è intervenuti a dare sostegno finanziario al comune di Campione d’Italia, a seguito della situazione di grave squilibrio finanziario dell’ente conseguente al fallimento della Casa da gioco, squilibrio imputabile, secondo quanto rilevato dalla Corte dei conti (deliberazione della Corte dei conti n. Lombardia/101/2018/PRSP del 6 aprile 2018), principalmente alla mancata riscossione delle somme accertate verso la Società Casinò di Campione d’Italia S.p.a., società a totale partecipazione comunale costituita per la gestione della casa da gioco, i cui proventi, al netto dei costi, sono destinati al comune socio.

 

Di conseguenza, il comune di Campione d’Italia ha deliberato il dissesto finanziario nel giugno 2018 e con D.P.R. 12 luglio 2018 è stato nominato il Commissario Straordinario di Liquidazione, per l’amministrazione della gestione e dell’indebitamento pregresso e per l’adozione di tutti i provvedimenti per l’estinzione dei debiti del comune.
Secondo la normativa vigente (di cui all’articolo 10-bis del D.L. n. 174/2012), la gestione della casa da gioco di Campione d’Italia è affidata ad una società per azioni – la Società Casinò di Campione d’Italia S.p.A., costituita in data 31 luglio 2014 – soggetta a certificazione di bilancio, il cui socio unico è il Comune di Campione d’Italia; la stessa società è sottoposta al controllo dei Ministeri dell’interno e dell’economia e delle finanze, attraverso la nomina di 2 rappresentanti nel collegio sindacale.

 

A valere sui proventi annuali della casa da gioco – al netto del prelievo fiscale – viene quantificato il contributo finalizzato al finanziamento del bilancio del comune di Campione d’Italia.
A seguito del ridimensionamento degli introiti della casa da gioco e del conseguente squilibrio finanziario del comune, connesso alla svalutazione, con l’articolo 1, comma 763, della legge n. 208/2015 è stato attribuito al comune di Campione d’Italia un contributo di 9 milioni di euro per l’anno 2016 e, successivamente, in sede di riparto del Fondo per il finanziamento di interventi a favore degli Enti territoriali solo in termini di saldo netto da finanziare (istituito dal comma 433, dell’art. 1 della legge n. 232/2016), con il D.P.C.M. 10 marzo 2017 è stato costituito un fondo nello stato di previsione del Ministero dell’interno (cap. 1379), con dotazione nel limite massimo di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017, in considerazione delle particolari condizioni geo-politiche del comune.

 

Più di recente, per il rilancio di Campione d’Italia, l’art. 25-octies del D.L. n. 119/2018, come modificato dal comma 570 della legge di bilancio 2019, ha prevsito:
– la nomina, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di un commissario straordinario incaricato di elaborare un programma di risanamento del gestore ovvero di valutare la sussistenza delle condizioni per l’individuazione di un nuovo soggetto giuridico per la gestione della casa da gioco nel comune di Campione d’Italia, in particolare anche attraverso la costituzione di una nuova società interamente partecipata con capitale pubblico, che potrebbe operare in deroga a talune disposizioni55 del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175). Il Commissario è chiamato a predisporre, entro 45 giorni, un piano degli interventi da realizzare, anche in raccordo con gli enti locali e territoriali della regione Lombardia, al fine di superare la crisi sociale e occupazione del territorio, soggetto all’approvazione del Ministero dell’interno. Al Commissario non spettano compensi, gettoni o altri emolumenti;
–  numerose modifiche al regime fiscale di persone fisiche e società di Campione d’Italia, cui sono state concesse specifiche agevolazioni (in particolare, consistenti nella riduzione delle imposte sui redditi e dell’IRAP).

 

 

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