Milano – Intervenendo oggi a Milano al ASSIRM Market Research Forum 2026, il direttore generale della Fondazione FAIR, Stefano De Vita, ha evidenziato il ruolo sempre più centrale della ricerca
Milano – Intervenendo oggi a Milano al ASSIRM Market Research Forum 2026, il direttore generale della Fondazione FAIR, Stefano De Vita, ha evidenziato il ruolo sempre più centrale della ricerca comportamentale e dell’intelligenza artificiale nella prevenzione dei rischi legati al gioco e nella promozione di modelli di sostenibilità per l’intero comparto.
Secondo De Vita, il settore del gioco è caratterizzato da una grande complessità: “Le ricerche ci stanno dando un aiuto straordinario. Il mondo del gioco non è una sola parola: dietro c’è un ecosistema infinito di prodotti, offerte e rischi. Comprendere i comportamenti è estremamente difficile e la ricerca comportamentale rappresenta per noi una guida fondamentale.
Promuoviamo modelli di intelligenza artificiale che, attraverso l’analisi dei comportamenti umani, consentano di identificare i segnali deboli. È facile individuare chi effettua giocate estremamente elevate, ma molto più difficile intercettare il giovane che inizia con 10 euro, poi passa a 12, poi a 15. Apparentemente gioca poco, ma in termini percentuali sta aumentando in modo significativo la propria capacità di spesa”.
Per De Vita, la combinazione tra ricerca comportamentale e strumenti di IA è essenziale soprattutto in un contesto caratterizzato da scarsa educazione finanziaria e da fragilità sociali che possono aumentare l’esposizione ai rischi. “Unire questi due modelli diventa centrale per prevenire i rischi e suggerire alle aziende comportamenti più sani. La nuova normativa sull’online va in questa direzione e auspichiamo che principi analoghi possano essere adottati anche nel retail”.
Nel suo intervento, De Vita ha inoltre sottolineato come l’Italia disponga già di strumenti avanzati di monitoraggio del gioco legale. “Il comportamento di gioco è tracciabile in tutte le sue forme e l’Italia possiede una delle regolamentazioni più avanzate sotto questo profilo. Attraverso i sistemi di controllo è possibile analizzare i comportamenti individuali e, nell’online, arrivare persino a interventi diretti sui giocatori a rischio”.
L’obiettivo, tuttavia, è trasformare queste iniziative da pratiche adottate da singoli operatori a un approccio condiviso dall’intero settore. “Quello che deve diventare sistema è proprio la capacità di intervenire sui comportamenti a rischio. Deve diventare patrimonio comune di tutte le aziende: significa proteggere il cittadino ma anche garantire una reale sostenibilità al comparto. È l’unico modo perché il sistema del gioco legale possa sopravvivere nel lungo periodo”. Il direttore generale della Fondazione FAIR ha invitato il settore a seguire l’esempio di altri comparti industriali che hanno investito nella crescita culturale e nella tutela dei consumatori. “L’alimentare ha svolto un lavoro straordinario sul fronte della cultura e della consapevolezza dei consumatori, così come l’automotive. Anche il gioco deve compiere questo percorso, mettendo al centro la persona. Se vuole evolvere e affermarsi come una vera industria, questo è un passaggio cruciale”.

“Per noi – ha continuato De Vita – promuovere la ricerca è centrale. Studiare è l’unico modo perché questo Paese possa crescere e dobbiamo dircelo con chiarezza. Stiamo sostenendo la ricerca anche attraverso bandi che coinvolgano soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di comprendere meglio cosa si possa fare, in Italia, per prevenire alcuni fenomeni problematici. Stiamo parlando di milioni di giocatori, non di una nicchia.
Nel lungo periodo, la mia personale ambizione è quella di aggregare attorno a questo mondo persone che provengano anche da contesti lontani dal settore del gioco. Abbiamo bisogno di visioni terze, indipendenti, capaci di indirizzare il comparto verso un modello realmente sostenibile.
Il settore del gioco vale miliardi di euro e rappresenta una voce importante per le entrate dello Stato, con circa 12 miliardi di gettito fiscale. Per questo non è una realtà che possa essere cancellata con un tratto di penna: può e deve essere governata.
Per governarla è necessario che attorno allo stesso tavolo siedano anche coloro che oggi sono fortemente critici nei confronti del gioco. Sono convinto che possano portare un contributo prezioso alla costruzione di una cultura della responsabilità sociale, capace di rafforzare la tutela delle persone e di riportare il gioco alla sua dimensione originaria: quella del divertimento e dell’intrattenimento”.
“In Assirm – ha dichiarato in conclusione del Forum Stefano De Vita in veste di membro del Direttivo Assirm – ho trovato fin dal primo giorno un forte spirito di inclusione e, soprattutto, la capacità di mettere da parte gli interessi delle singole aziende per lavorare su obiettivi comuni. Credo che questa sia una ricchezza importante non solo per l’associazione, ma per il Paese.
In questi anni ho compreso quanto sia fondamentale il confronto tra professionisti della ricerca. Spesso chi si occupa di ricerca all’interno delle aziende lavora in una condizione di isolamento e occasioni come questa consentono di condividere esperienze, errori e soluzioni, generando valore per tutti. La diversità delle prospettive è un punto di forza. Confrontarsi con aziende, settori e istituzioni differenti permette di scoprire che molte delle sfide che affrontiamo sono comuni, anche in ambiti apparentemente molto lontani tra loro.
Il messaggio più importante emerso oggi è la necessità di ascoltare e dialogare di più. Dobbiamo tornare a mettere la persona al centro: cittadini, consumatori e utenti sono il punto di riferimento comune. Solo partendo da questa consapevolezza possiamo costruire modelli più efficaci, sostenibili e capaci di generare valore per la società”.
PressGiochi
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