Nel corso del convegno “Giocare da grandi” dell’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG è intervenuto anche Stefano De Vita, Direttore Generale della Fondazione FAIR, che ha affrontato i temi dell’intelligenza
Nel corso del convegno “Giocare da grandi” dell’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG è intervenuto anche Stefano De Vita, Direttore Generale della Fondazione FAIR, che ha affrontato i temi dell’intelligenza artificiale, del gioco illegale e della necessità di accrescere la consapevolezza dei consumatori. Il suo intervento ha spostato l’attenzione su un aspetto meno esplorato del settore: non solo chi gioca abitualmente, ma anche chi sceglie di non esporsi al rischio.
“Gli addetti ai lavori nel mondo del gioco tendono a concentrarsi sui giocatori abituali”, ha osservato De Vita. “Mancano invece analisi approfondite su chi non ama il rischio della puntata e decide di non partecipare. Anche questo è un dato che meriterebbe di essere studiato con maggiore attenzione”.
Rispondendo a una domanda sull’intelligenza artificiale, De Vita ha sottolineato le potenzialità della nuova tecnologia: “L’IA ci consentirà di costruire un modello più controllato e più sostenibile. Tuttavia, solo le grandi aziende strutturate, che operano nell’ambito della legalità, possono permettersi investimenti così impegnativi. Chi agisce fuori dal perimetro legale non ha alcun interesse a destinare risorse a questi strumenti”.
Sul fronte del gioco online illegale, il DG della Fondazione FAIR ha evidenziato che oggi le società dispongono di strumenti più efficaci per intervenire, anche grazie a una normativa che finalmente offre un quadro di riferimento più chiaro.
Infine, De Vita ha richiamato il tema della consapevolezza del consumatore, proponendo un paragone con altri comparti produttivi: “Se guardiamo all’automotive o all’agroalimentare, il livello di consapevolezza è cresciuto moltissimo. Chi consuma un pacchetto di patatine sa quante calorie sta assumendo. Dobbiamo arrivare a questo livello di consapevolezza anche nel gioco”. Un obiettivo che, secondo De Vita, rappresenta una delle sfide centrali per la sostenibilità futura del settore.
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