17 novembre 2019
ore 14:39
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De Raho (Procuratore antimafia): “Fari puntati sullo sport, a rischio calcio-scommesse e frodi”

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De Raho (Procuratore antimafia): “Fari puntati sullo sport, a rischio calcio-scommesse e frodi”

«Lo sport ha un importante ruolo nel gioco della trasparenza, della integrità e della correttezza. Le mafie sono entrate anche nel mondo del calcio. Bagarinaggio e influenze negli incontri, calciatori del Napoli che hanno rapporti coi camorristi. L’antidoto a tutto questo sono le regole: e chi opera nello sport e chi lavora nello sport deve ancora di più reagire alle situazioni che creano scorrettezze».

Sono le parole del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho che risuonano nel salone che ospita a Formia il corso per formatori tecnici di taekwondo e vengono immediatamente rilanciate sia negli ambienti sportivi che in quelli giudiziari, come riporta Il Mattino.

A chi o a che cosa si riferisce esattamente quando parla del mondo del calcio?
«Nel mio intervento ho fatto riferimento a tante situazioni e a varie indagini, ribadendo il concetto che occorre evitare ogni sorta di inquinamento negli ambienti sportivi e tenere alta la guardia».
Ma ha fatto riferimento anche ad alcuni calciatori del Napoli che hanno rapporti con i camorristi. Può chiarire questo passaggio?
«A dire il vero ho parlato di tante situazioni: dagli ultras juventini legati alla ndrangheta al calcio-scommesse, per finire alle numerose inchieste in materia di frodi sportive. Ho anche fatto riferimento alle stesse frequentazioni pericolose tra alcuni calciatori del Napoli, e non solo, con alcuni ambienti camorristi. Ma ho parlato in generale, e senza riferirmi a situazioni particolari. E aggiungo che bene ha fatto il presidente del Napoli, De Laurentiis, a inserire una clausola generale di contratto che impone a tutti i calciatori della squadra di non avere alcun tipo di relazioni con soggetti legati a ogni forma di criminalità».
«Le mafie in Italia oggi traggono profitti economici enormi quantificabili in 30 miliardi di euro l’anno. Una cifra immensa. Questi soldi vengono poi fatti confluire nella cosiddetta economia legale sotto varie forme. E qui subentra purtroppo anche lo sport».

E dunque, riflettori puntati sempre più sul mondo del calcio?
«Sul calcio, ma non solo. Tra doping, frodi sportive, corruzione che investe anche soggetti terzi come gli arbitri, lo scenario è vasto e densamente popolato. Posso comunque dire che ancora oggi assistiamo nel calcio a situazioni di grandi e potenziali rischi che permangono». «Il fenomeno, come il rischio, è assolutamente trasversale. Basta ricordare gli effetti del doping o delle frodi sportive che hanno investito altri settori dello sport. L’antidoto a tutto questo resta il rispetto delle regole. Chi opera e chi lavora nello sport deve ancora di più reagire alle situazioni che creano scorrettezze».

 

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