Si è tenuta oggi, presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma, la quarta edizione del CSR Award, l’iniziativa di Entain Italia dedicata ai progetti di inclusione sociale capaci di generare valore
Si è tenuta oggi, presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma, la quarta edizione del CSR Award, l’iniziativa di Entain Italia dedicata ai progetti di inclusione sociale capaci di generare valore reale per le persone e per le comunità, grazie alla collaborazione tra istituzioni, aziende e realtà del territorio.
Tra gli interventi istituzionali quello dell’Onorevole Andrea De Maria (PD), membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, che ha aperto il suo contributo con una proposta diretta al pubblico: «Se esistono progetti come quelli illustrati oggi che ritenete possano interessare la missione della Commissione Periferie, o se ritenete utile un’audizione, sappiate che siamo molto interessati a conoscere tutto ciò che si muove sul territorio.
La Commissione ha infatti il compito di approfondire e valorizzare realtà che promuovono coesione sociale, integrazione e inclusione. Questo progetto bellissimo di cui ho appena sentito parlare è un riferimento molto importante per il nostro lavoro.
Il concetto di “periferia” non riguarda solo le aree esterne delle città, ma quei contesti – spesso nei grandi centri urbani – dove si concentrano fragilità sociali, fenomeni di criminalità e contraddizioni. Nelle missioni effettuate in tutte le città metropolitane, compresa Roma, ci siamo sempre più convinti del valore straordinario dello sport, perché le esperienze sportive rappresentano occasioni fondamentali di coesione e inclusione sociale.
Esistono esempi virtuosi che meritano di essere valorizzati: terreni e immobili confiscati alla criminalità organizzata e affidati ad associazioni che svolgono attività sportive rivolte ai giovani. Lo sport, se interpretato nel modo giusto, tiene insieme impegno, valori positivi, lavoro di squadra e opportunità di integrazione. Per molti ragazzi gli sportivi sono modelli a cui guardare, e questo ne aumenta il valore sociale.
Tutto ciò richiede un’azione congiunta delle istituzioni, del terzo settore e del mondo dell’impresa, anche alla luce delle ingenti risorse oggi disponibili: PNRR, fondi per le periferie, programmi dedicati alle città metropolitane. Molti di questi interventi riguardano le infrastrutture sportive, ma restano temi rilevanti su cui lavorare: la forte disparità nell’offerta di impianti sul territorio, la necessità di mettere a norma molte strutture esistenti, l’integrazione tra attività sportiva, scuola e associazionismo.
Nel corso della legislatura sono state approvate due misure significative. La prima è l’inserimento in Costituzione della valorizzazione dell’attività sportiva: l’ultimo capoverso dell’articolo 33 riconosce ora il valore sociale dello sport. Lo sport è stato collocato accanto all’università: questo dice molto sull’importanza attribuita al suo ruolo nella costruzione di una società fondata su giustizia, coesione e solidarietà.
La seconda è una norma di legislazione ordinaria che consente alle associazioni sportive di utilizzare le palestre scolastiche fuori dall’orario di lezione. Prima servivano autorizzazioni complesse; oggi questo diritto è riconosciuto per legge. È un passo avanti significativo per rendere fruibili strutture spesso sottoutilizzate.
Per questo ribadisco che sport, inclusione e rigenerazione urbana devono procedere insieme, valorizzando tutte le esperienze che nei territori contribuiscono a creare coesione sociale”.
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