Il gioco online continua a rafforzare la propria posizione in Danimarca, mentre le autorità intensificano il contrasto all’offerta illegale. È quanto emerge dalla Relazione annuale 2025 della Spillemyndigheden, l’Autorità danese
Il gioco online continua a rafforzare la propria posizione in Danimarca, mentre le autorità intensificano il contrasto all’offerta illegale. È quanto emerge dalla Relazione annuale 2025 della Spillemyndigheden, l’Autorità danese per il gioco, che evidenzia come nel corso dell’anno siano stati oscurati 334 siti web di gioco non autorizzati, il numero più elevato mai registrato nel Paese.
L’attività di contrasto è stata condotta attraverso monitoraggi mirati, analisi dei dati e segnalazioni dei cittadini. Grazie alla collaborazione con l’unità antifrode dell’Agenzia delle Entrate danese sono state esaminate 695 piattaforme sospette, mentre 36 siti hanno rimosso o modificato la propria offerta di gioco dopo l’intervento dell’Autorità. Per la seconda metà del 2026 è inoltre attesa la pubblicazione di un rapporto sul tasso di canalizzazione del mercato.
Nel 2025 il gioco online ha rappresentato il 73% del Gross Gaming Revenue (GGR) complessivo della Danimarca, in crescita rispetto al 70% del 2024 e ben lontano dal 33% registrato nel 2012.
Il segmento più importante è quello dei casinò online, che ha generato 4,31 miliardi di corone danesi (circa 660 milioni di dollari), pari al 38% dell’intero mercato, con un incremento del 12,1% rispetto all’anno precedente. In poco più di un decennio il valore del comparto è più che raddoppiato.
Anche le modalità di gioco continuano a evolversi: nel 2025 il 73% dei ricavi del gioco online è arrivato da dispositivi mobili, mentre nel 2012 smartphone e tablet rappresentavano appena il 27% del totale.
Tra le novità introdotte figura anche un aggiornamento dell’accordo tra la Spillemyndigheden e Teleindustrien, l’associazione che riunisce i provider internet danesi. La nuova procedura consente di bloccare più rapidamente i siti “specchio” o clonati di piattaforme già dichiarate illegali, senza dover richiedere ogni volta un nuovo provvedimento del tribunale.
L’efficacia delle misure è stata verificata anche attraverso analisi del traffico online: dopo il blocco di 178 siti disposto nel giugno 2025, le visite verso tali piattaforme sono diminuite mediamente del 34% nei sei mesi successivi, sebbene alcuni domini abbiano mostrato una riduzione meno significativa.
L’azione dell’Autorità è stata rafforzata dal pacchetto normativo “Gambling Package 1”, entrato in vigore nell’ottobre 2025. Le nuove disposizioni hanno ampliato i poteri della Spillemyndigheden, consentendole di intervenire anche contro siti di affiliazione e portali che indirizzano gli utenti verso operatori privi di licenza.
La riforma ha inoltre introdotto nuove misure di tutela per minori e giocatori vulnerabili, finanziando un sistema digitale per il monitoraggio della pubblicità sul gioco e vietando la trasmissione di spot durante gli eventi sportivi in diretta, nei dieci minuti precedenti l’inizio dell’incontro e nei dieci minuti successivi alla conclusione.
La relazione segnala inoltre un aumento della promozione del gioco illegale attraverso applicazioni mobili, social media e piattaforme di streaming. Per velocizzare gli interventi, l’Autorità ha definito procedure di segnalazione con Apple e Google per la rimozione delle app non autorizzate, mentre gli operatori con licenza possono ora segnalare direttamente a Meta eventuali utilizzi impropri dei propri marchi.
La Spillemyndigheden collabora inoltre con aziende come Google, Apple, Meta e Twitch e partecipa alle attività dell’Enforcement Working Group del Gaming Regulators European Forum, che riunisce le autorità di regolazione europee.
Sul fronte del gioco terrestre, nel 2025 l’Autorità ha preso parte a 25 operazioni contro apparecchi e terminali di scommessa illegali. Nello stesso periodo, il GGR dei casinò fisici è diminuito del 5,6%, attestandosi a 378 milioni di corone danesi, pari a circa il 3% del mercato, mentre il bingo terrestre, recentemente liberalizzato, ha generato 30 milioni di corone, meno dell’1% dei ricavi complessivi del settore.
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