21 Settembre 2020 - 01:51

Cyberbullismo. Favero (Pd): “Problema ampliato dall’uso dei social”

“Attraverso il mondo virtuale, la comunicazione, quando è deviata, ha la capacità devastante di trasformare il reale e di entrare prepotentemente negli strati profondi dell’essere, di quell’essere persona che si

15 Maggio 2015

Print Friendly, PDF & Email

“Attraverso il mondo virtuale, la comunicazione, quando è deviata, ha la capacità devastante di trasformare il reale e di entrare prepotentemente negli strati profondi dell’essere, di quell’essere persona che si sta via via costruendo, step dopo step, gradino dopo gradino, durante quella fase delicatissima dell’adolescenza. La tragedia potrà allora maturarsi attraverso quello che parte come un gioco, un game: un game che è terribile, dove non ci sono vincitori, ma solo dei vinti. Chi sono i vinti? La vittima, il bullo, gli spettatori, le famiglie dei ragazzi, gli educatori e, infine, la società”. Il senatore Favero del Pd critica l’eccessivo uso dei social e dell’offerta online da parte dei giovani durante la discussione al Senato del ddl sul Cyberbullismo.

“Noi adulti – ha continuato Favero – siamo tutti chiamati in causa, mica solo i parlamentari, anche gli educatori e i genitori. Come controllare, come negare o proibire l’uso dei social? I dati che sono stati citati ci dicono delle cose veramente allucinanti: ci dicono che gli under 30 iscritti a Facebook, uno dei social più famosi, sono il 77,4 per cento. Ma dagli Stati Uniti ci dicono che già ad un anno i bambini interagiscono con dei giochi che hanno a che vedere con Internet e che entro i due anni il 36 per cento è capace di fruire delle app. Capite che questa è una cosa che veramente apre degli orizzonti che noi non avevamo presenti.

Ci sono dei nuovi strumenti: che cosa diventano dunque l’iPad e l’iPhone, se non una protesi, che ti mette in collegamento? Essi diventano dunque uno strumento di crescita, che cresce con la stessa evoluzione di questi nuovi apparati”.

PressGiochi