27 Settembre 2020 - 15:44

Curcio (Sapar): “Se si vuole mantenere il gettito erariale, il Governo dia stimolo alle attività dei gestori”

“Nella Delega fiscale spero vivamente che prevalga il buon senso. Ci sono strade diverse da percorrere, per raggiungere quelle che dovrebbero essere le finalità della legge, senza danneggiare la filiera

09 Marzo 2015

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“Nella Delega fiscale spero vivamente che prevalga il buon senso. Ci sono strade diverse da percorrere, per raggiungere quelle che dovrebbero essere le finalità della legge, senza danneggiare la filiera produttiva. A meno che l’obiettivo non sia quello di favorire poche Lobby”. Raffaele Curcio, presidente dell’associazione Sapar che raggruppa 1.500 tra gestori e produttori di slot machine, racconta a PressGiochi.it come l’associazione si sta organizzando di fronte alla riforma del gioco prospettata dalla Delega fiscale e quali sono le proposte che il governo dovrebbe attuare per salvaguardare tutta la filiera produttiva.

Come state gestendo a livello associativo la questione del pagamento dei 500 mln e la ‘rinegoziazione’ con i concessionari?

“La nostra Associazione, preso atto dei profili di illegittimità della normativa in esame e delle conseguenze gravose che questa avrebbe sull’intero comparto, sta operando su più piani.

In primo luogo, suggerendo delle linee guida agli associati in modo tale che gli operatori adottino una condotta quanto più uniforme possibile e contestino in maniera univoca le disposizioni che li interessano e “colpiscono” in prima persona.

Inoltre, la Sapar si sta muovendo al fine di ottenere un riscontro da parte delle Istituzioni. A tal fine, ho avuto modo di partecipare a diversi incontri con i rappresentanti delle Camere e del Governo per esporre le ragioni del comparto e il grave pregiudizio che quest’ultimo subirebbe qualora questa normativa divenisse definitivamente efficace. Infine ci siamo già rivolti a diversi studi legali della capitale affinché ci assistano innanzi alle competenti autorità giudiziarie; tra l’altro, abbiamo già depositato il ricorso per impugnare la legge di stabilità ed eccepirne l’illegittimità costituzionale.

 

La legge delega prevede una riduzione nei prossimi anni di ca. 100mila macchine. Come ne uscirà il comparto del gioco pubblico da questa riforma?

Il comparto ne uscirà devastato, centinaia di operatori saranno messi ai margini della filiera e molti di loro non saranno più in grado di continuare il proprio, onesto, lavoro. È questo quello che mi preoccupa di più: se non si troverà una soluzione equa e proporzionata all’interno della Delega Fiscale, magari attraverso la ricezione di proposte e osservazioni dell’intero settore, tutto il comparto subirà un colpo durissimo e molti operatori saranno costretti a chiudere la loro attività. Per questo, proprio alla luce di quanto sta accadendo forse sarebbe stato più opportuno ripetere l’impianto normativo contenuto nel D.D. 2011/2876/Strategie/Ud, nel quale era previsto un aumento dell’aliquota Preu bilanciata dalla diminuzione della percentuale di Pay Out. L’adozione di tale principio, infatti, potrebbe rilanciare il comparto, dando respiro anche ai costruttori e stabilizzare il settore nella sua interezza. Certamente, in un momento di crisi come questo, il settore non si esime dal fare la sua parte in termini di maggior contribuzione; ma questo deve avvenire non attraverso sistemi che portino alla chiusura delle aziende, quanto piuttosto mediante modalità che possano dare stimolo alle attività dei gestori, soprattutto se si vuole mantenere il gettito erariale.

Da sempre l’Associazione Sapar dedica attenzione a quello che è il problema del gioco patologico. Quali dovrebbero essere gli interventi da attuare per garantire da un lato la riduzione del fenomeno Gap e dall’altro la tutela degli operatori del settore?

Lo ripeto, la Delega Fiscale, se proponesse un testo coerente e in linea con la realtà del comparto giochi, potrebbe rappresentare una grande opportunità, proponendo dei provvedimenti incisivi che possano mettere in atto, finalmente, una revisione organica di tutte le offerte di gioco in Italia. Anche per quanto riguarda il problema dei gioco d’azzardo patologico, gli interventi legislativi proposti finora sia a livello comunale che regionale, hanno previsto solo delle limitazioni temporali e di “distanza” agli apparecchi. Il risultato? Incentivare involontariamente la proliferazione dei sistemi illegali (come i “totem” e i CTD), con la conseguente diminuzione delle risorse per lo Stato. Il settore delle aziende degli apparecchi è sempre stato pronto a fare autocritica e a ragionare serenamente su misure che possano tutelare i giocatori più fragili e a rischio e che, al tempo stesso, non penalizzino chi produce occupazione nella più totale legalità.

Come Associazione siamo pronti a impegnarci in quello che è, a mio avviso, il campo dove davvero si gioca la partita del contrasto al GAP: favorire una maggiore educazione al consumo da parte dei giocatori maggiorenni e promuovere iniziative rivolte ai minorenni per informarli sui divieti e per aiutarli a concepire in futuro il gioco come un momento di socialità e sano intrattenimento, e non come l’opportunità per cambiare la propria vita. Quindi bisogna prevenire piuttosto che limitare. Per questo la Sapar ha ripristinato un collegamento con il mondo delle associazioni che si occupano di recupero dei giocatori patologici per studiare insieme iniziative concrete. Il primo passo è stato l’avvio di un ciclo di corsi di formazione sul GAP rivolto agli operatori del settore, che si sono già svolti a Roma e Milano, e che spero si possano replicare al più presto sull’intero territorio italiano. Aspettando l’iniziativa dello Stato, sono convinto che l’impegno delle imprese e delle associazioni anti-GAP possa rappresentare una risposta importante.

Cosa farete nel caso in cui il decreto delega lasciasse fuori dalla riforma del gioco la categoria dei gestori?

“Spero vivamente che prevalga il buon senso, e non ci sia la volontà di cancellare migliaia di aziende di gestione che negli ultimi dieci anni del settore del gioco pubblico, hanno contribuito ad emarginare l’illegalità, assicurando il gettito erariale e garantendo l’occupazione. Ci sono strade diverse da percorrere, per raggiungere quelle che dovrebbero essere le finalità della Delega Fiscale, senza danneggiare la filiera produttiva. A meno che l’obiettivo non sia quello di favorire poche Lobby” .

 

Cosa cambierà per il settore con l’applicazione del prelievo erariale unico sul margine? 

“Sicuramente la tassazione sul margine darà un parametro più equo per la ripartizione, favorendo l’inserimento di apparecchi più flessibili alle esigenze dei giocatori, sempre che la percentuale destinata alla tassazione non si riveli troppo elevata come si prospetta; infatti, per avere un giusto equilibrio, non dovrebbe superare il 50%”.

 

PressGiochi.it