14 ottobre 2019
ore 06:12
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Curcio (Sapar): “Resto a disposizione dell’associazione ma mi aspetto maggior coesione da parte degli operatori”

In vista del rinnovo del Consiglio direttivo di Sapar, l’associazione che riunisce i gestori di apparecchi da gioco in Italia, Raffaele Curcio attuale presidente fa sapere di essere a disposizione per ricoprire la carica in un eventuale 4° mandato. “Sono sempre a disposizione dell’associazione – afferma a PressGiochi in occasione della prima giornata della 30 Enada Primavera. Sono un po’ deluso tuttavia dalla situazione politica che abbiamo vissuto negli ultimi tre anni. Il settore è stato approcciato a nostro avviso in maniera poco equilibrata, c’è la necessità di una riforma ma il metodo utilizzato in questi tre anni lascia pensare. Abbiamo lavorato in condizioni molto difficili. Da un punto di vista politico vedo poca chiarezza, spero che arrivi un governo stabile. Da un punto di vista associativo mi aspetto più coesione da parte degli operatori e che si faccia una riflessione su quello che può essere uno sviluppo futuro per cercare di dare maggior prospettive ed opportunità.
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Curcio (Sapar): “Resto a disposizione dell’associazione ma mi aspetto maggior coesione da parte degli operatori”

In vista del rinnovo del Consiglio direttivo di Sapar, l’associazione che riunisce i gestori di apparecchi da gioco in Italia, Raffaele Curcio attuale presidente fa sapere di essere a disposizione per ricoprire la carica in un eventuale 4° mandato.

“Sono sempre a disposizione dell’associazione – afferma a PressGiochi in occasione della prima giornata della 30 Enada Primavera. Sono un po’ deluso tuttavia dalla situazione politica che abbiamo vissuto negli ultimi tre anni. Il settore è stato approcciato a nostro avviso in maniera poco equilibrata, c’è la necessità di una riforma ma il metodo utilizzato in questi tre anni lascia pensare.

Abbiamo lavorato in condizioni molto difficili.

Da un punto di vista politico vedo poca chiarezza, spero che arrivi un governo stabile.

Da un punto di vista associativo mi aspetto più coesione da parte degli operatori e che si faccia una riflessione su quello che può essere uno sviluppo futuro per cercare di dare maggior prospettive ed opportunità.

Il divieto e il proibizionismo non porta a niente e i fatti lo stanno mostrando. Nonostante i divieti di cui è pervasa l’Italia, i giocatori che avevano problemi sono rimasti tali ma nel frattempo è stato danneggiato un settore economico.

Dobbiamo capire – conclude Curcio – che il gioco va considerato come un qualsiasi altro settore economico ma i problemi di patologia vanno risolti intervenendo sulla comprensione del fenomeno”.

PressGiochi

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