23 Settembre 2020 - 11:19

Curcio (Sapar) a Beccalossi: “Frasi assurde: il Gap si combatte con la prevenzione, non limitando l’offerta legale”

“Ritengo assurde e soprattutto offensive per la categoria dei gestori le inopportune dichiarazioni esternate dall’assessore all’Urbanistica della Regione Lombardia Viviana Beccalossi”. È secco il commento del presidente dell’Associazione Nazionale Sapar

30 Giugno 2015

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“Ritengo assurde e soprattutto offensive per la categoria dei gestori le inopportune dichiarazioni esternate dall’assessore all’Urbanistica della Regione Lombardia Viviana Beccalossi”.

È secco il commento del presidente dell’Associazione Nazionale Sapar Raffaele Curcio, a seguito delle dichiarazione dell’Assessore Beccalossi la quale, riferendosi agli operatori del settore nel corso di un incontro promosso da una organizzazione no-slot, ha dichiarato: “Ma quale imprenditori, cosa c’è di imprenditorialità nel prendere una macchinetta portarla in bar e attaccarla ad una spina?”

“Spero che quanto prima l’Assessore si ricreda su quanto esternato visto che con le sue parole ha insultato un’intera categoria di lavoratori onesti che garantiscono la legalità sul territorio. Tra l’altro anche il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, on. Pierpaolo Baretta, ha riconosciuto il nostro ruolo di imprenditori che vanno rispettati: questo settore ha una dignità da salvaguardare.

Voglio ricordare ancora una volta che limitare l’offerta di gioco non risolve il problema del gioco d’azzardo patologico, quanto piuttosto sposta l’offerta di gioco verso l’illegalità”.

Anche il presidente della delegazione Lombardia, Massimo Roma, critica duramente le dichiarazioni di Viviana Beccalossi: “Voglio ricordare all’Assessore lombardo che tutte le autonomie locali (Regioni e Comuni) che in maniera pretestuosa, collegandosi a presunti problemi di ludopatia presenti sul territorio, introducono in maniera sempre più diffusa limitazioni agli orari di funzionamento, alle distanze di possibile installazione e non in ultimo regole sempre più pesanti quanto inutili, non fanno altro che porgere il fianco al proliferare dell’illegalità.

A mio modo di vedere, una politica seria e corretta di lotta alle ludopatie si affronterebbe solo limitando tutte le forme di gioco in maniera equa. E poi insultare una categoria di imprenditori onesti e dediti al proprio lavoro, non è affatto elegante”.