A distanza di alcune settimane dalla pubblicazione dei Report Full Year 2025 dei grandi gruppi internazionali, il quadro che emerge appare via via più definito. Nel complesso, le varie voci
A distanza di alcune settimane dalla pubblicazione dei Report Full Year 2025 dei grandi gruppi internazionali, il quadro che emerge appare via via più definito.
Nel complesso, le varie voci di bilancio sono discretamente positive, ma più passa il tempo, più l’effetto dell’ormai prossimo aumento delle tasse in UK – insieme a tutte le altre restrizioni e all’estrema severità della Gambling Commission in fase di controllo – diventa allarmante, gettando ombre lunghe sulle strategie aziendali dei colossi europei. D’altra parte, il Regno Unito è solo la punta estrema di una stretta regolatoria (accompagnata da tasse più elevate) che sta emergendo in tante altre parti del mondo.
Betsson, Playtech e ancor di più Evoke ed Evolution hanno tutte di che lamentarsi; chi poi ha una più ampia entratura sui mercati internazionali riesce in qualche modo a cavarsela, ma un mercato importante come quello del Regno Unito ha rilevanza per chiunque. Perciò, queste ad altre aziende stanno revisionando i propri piani industriali, trovandosi in certi casi a dover fare scelte sofferte.
Per Betsson il 2025 è stato un anno tutto sommato positivo sul piano del fatturato, cresciuto da €1,107 mld a 1,197 mld (8%). Tuttavia, l’EBITDA è sceso leggermente, a €313,7 mln dai €316 mln del 2024; colpa del 4Q dove il crollo è stato del 20%, a causa, come ha dichiarato AD Pontus Lindwall di “minori ricavi B2B, maggiori tasse e continui investimenti in prodotti e tecnologia”. In leggero calo pure l’utile operativo e l’utile netto (€182,4 mln). Di buono c’è che alla fine dell’anno fiscale 2025 Betsson disponeva di liquidità e mezzi equivalenti per un importo pari a €322,7 mln. Comunque, i grandi investimenti in sponsorizzazioni fatti soprattutto in Italia, stanno ripagando il gruppo svedese, che da noi nel 2025 ha registrato il massimo storico, trainando il fatturato nell’Europa Occidentale. Bene anche in Croazia e Grecia. Dolenti note, invece, in Estonia e Georgia, nonché nei Paesi nordici, dove il fatturato è sceso da €40 mln a €33,6 mln. Sicuramente migliori le performance di Betsson in LatAm, grazie alle performance in Perù, Argentina e Colombia (il fatturato è salito dell’8% a €84,3 mln). Essendo presente con licenza in 24 paesi, per il gruppo è arrivato il momento delle scelte (leggasi dei tagli), avendo dichiarato ufficialmente che interromperà le operazioni B2C nei mercati in cui la regolamentazione locale non darà possibilità concrete nel prossimo futuro.
Playtech, anticipando il report ufficiale, ha previsto di superare le stime degli analisti per l’EBITDA rettificato durante l’anno finanziario 2025 (€195 mln), in parte grazie alla sua crescita ed espansione nelle Americhe (Stati Uniti e Messico, in particolare). L’aumento si è verificato nonostante diversi fattori negativi. Tra questi, la perdita di HappyBet, la divisione B2C tedesca ceduta da Playtech nel primo trimestre del 2025, e la modifica dell’accordo con l’operatore messicano Caliente per la joint venture Caliplay, che ha comportato per Playtech la cessazione del pagamento di una commissione aggiuntiva per i servizi B2B. Inoltre, l’EBITDA rettificato stimato esclude il contributo di Snaitech per il periodo in cui era di sua proprietà nell’esercizio 2025. Essendo ormai dedita esclusivamente al business B2C, l’azienda dovrebbe avere meno da temere riguardo la situazione in UK, ma non ha mancato di definirla ‘vento contrario’ per il futuro. Nonostante ciò, Playtech ha dichiarato di mantenere una prospettiva positiva a medio termine, con una guidance di EBITDA rettificato compresa tra €250/350 mln. Inoltre, il gruppo ha previsto un flusso di cassa libero a medio termine compreso tra €70/100 mln.
Ben altra è la posizione di Evoke sul mercato UK. Il CEO Per Widerström ha affermato che diversi negozi al dettaglio chiuderanno per mitigare gli aumenti delle tasse ed è ancora in corso la valutazione della vendita di alcune attività. Il proprietario dei marchi William Hill e 888 naviga, per ora, in acque tranquille. Il fatturato per il 2025 è stato di £1,79 mld, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente. E l’EBITDA rettificato oscillerà tra £355 e 360 mln, con un aumento del 15% sull’anno fiscale 2024. Inoltre, i ricavi al dettaglio sono aumentati del 10%, e quelli a livello internazionale del 14%. Al contrario, i ricavi delle scommesse sono diminuiti del 22% a causa dei risultati sportivi che sono stati meno favorevoli agli operatori rispetto all’anno precedente. Forti i rendimenti soprattutto in Italia e Danimarca che hanno entrambe registrato ricavi trimestrali record nel Q4. Questo slancio positivo è proseguito con un inizio 2026 positivo e una buona crescita in tutte le divisioni. A proposito di Italia, un articolo di Sky News di novembre suggeriva che Evoke fosse alla ricerca di un acquirente per le sue attività italiane, per compensare l’impatto dell’aumento delle tasse nel Regno Unito. Si affermava che Evoke avesse incaricato Morgan Stanley di valutare le opzioni per una vendita che potrebbe fruttare “centinaia di mln di sterline”. Però, attualmente, tutto tace.
Nella conference call sui risultati dell’intero anno 2025, il CEO di Evolution Group AB, Martin Carlesund, ha dichiarato di ‘non essere soddisfatto’ delle performance del quarto trimestre in Europa dove “si verifica una situazione in cui la canalizzazione scende al 50% in alcuni paesi”. I ricavi sono diminuiti dell’8% su base annua, attestandosi a € 366,7 mln nel 4Q del 2025. Nel primo trimestre del 2025 Evolution ha cercato di uscire dai mercati non regolamentati d’Europa adottando una tecnologia di blocco della geolocalizzazione, in risposta a un’indagine della Gambling Commission. A luglio, Carlesund ha riferito che gli sforzi di separazione sono stati più costosi di quanto previsto.
I ricavi netti complessivi del gruppo sono rimasti invariati per l’intero anno a €2,07 mld. I giochi dal vivo hanno rappresentato l’86% dei ricavi mentre le spese operative ammontano a € 860,9 mln, in aumento dell’8,34% rispetto al 2024. L’utile operativo è di €1,26 mld, in calo rispetto agli €1,42 mld dell’anno precedente.
Guardando all’Asia, Evolution ha registrato un ritorno alla crescita durante il quarto trimestre, poiché l’impegno nella lotta alla criminalità informatica ha iniziato a dare i suoi frutti.
Di Betfred Group, più che i dati finanziari (che risalgono al 30 marzo 2025, essendo società non quotata in borsa, alla pari di Bet365) ci interessano le strategie aziendali. Il gruppo controlla diverse società nei settori retail e online, ma negli Stati Uniti e in Spagna ha cessato le attività.
Tuttavia, Betfred è riuscita ad aumentare la propria presenza altrove. Nell’ottobre 2024, ha acquisito una holding di investimento sudafricana che detiene il 100% di BF SA Support Services; detiene inoltre una partecipazione di maggioranza in LottoStar.
Nonostante il suo impegno dichiarato di rispettare le leggi locali e di promuovere una cultura della conformità, Betfred ha dovuto affrontare diverse sanzioni amministrative nel Regno Unito. Nel luglio 2023, ha pagato £3,25 milioni, per violazioni in materia di antiriciclaggio e responsabilità sociale. Ad ottobre 2025 è stata multata di 240.000 £ dalla UK Gambling Commission per aver violato gli standard su alcune delle sue slot online e a dicembre ha dovuto sborsare altre £825.000 per inadempienze relative alla responsabilità sociale e alla lotta al riciclaggio di denaro.
Inoltre, Betfred continua ad affrontare test all’interno sulla sua attività al dettaglio. Da tempo solleva preoccupazioni sull’impatto che l’aumento delle tasse nel Regno Unito sui suoi punti scommesse. A ottobre, il Guardian ha riportato che Betfred stava valutando la possibilità di chiudere tutti i suoi 1.287 punti vendita nel Regno Unito. Ciò metterebbe a rischio 7.500 posti di lavoro nella sua rete di vendita.
Marco Cerigioni – PressGiochi MAG
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