27 Novembre 2021 - 15:45

Covid e Gioco. Prof. Alemanno (Ipsos) a PressGiochi: “L’industria del gioco esiste perché può contare su una domanda di 30 milioni di clienti”

“Abbiamo realizzato 4mila interviste sul territorio nazionale, quindi abbiamo un campione abbastanza robusto che ci ha permesso di vedere che in Italia ci sono più di 30 milioni di clienti.

21 Aprile 2021

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“Abbiamo realizzato 4mila interviste sul territorio nazionale, quindi abbiamo un campione abbastanza robusto che ci ha permesso di vedere che in Italia ci sono più di 30 milioni di clienti. L’esistenza dell’industria e la sua utilità è legittimata da questi numeri”.

Lo dichiara in una intervista a PressGiochi è il prof. Andrea Alemanno, senior client officer di Ipsos, che sta lavorando insieme alla Luiss Business School ad un progetto di ricerca sul settore del gioco per comprendere l’impatto che avranno sull’industria le chiusure dovute al Covid.

 

Covid e giochi. Prof. Oriani (Univ. Luiss) a PressGiochi: “L’alternativa al gioco legale non è il ‘non gioco’ ma è il gioco illegale”

 

“Abbiamo una quantità estremamente ampia di persone che durante il lockdown non hanno potuto svolgere le loro solite attività e hanno dovuto trovare alternative. Le alternative illegali ci sono e c’erano anche prima, ma sono incrementate in due modi: tramite i giocatori che, non potendo giocare con la rete legale, hanno trovato altre soluzione, e l’altra, è stata lo spostamento verso l’online che non ha avuto numeri da esodo biblico ma ha comunque registrato numeri importanti e in questo mercato capire e distinguere legale dall’illegale non è facile.

La contrazione degli spazi legali ha quindi portato ad uno spostamento verso un’offerta illegale fisica autogestita e uno spostamento verso l’online che ha potuto indurre nella possibilità di incappare nell’illegale. La bassa consapevolezza e la bassa conoscenza di cosa sia legale e cosa sia illegale è una grossa fetta del problema”.

“Il gioco legale è sicuramente un mondo che deve trovare i canali giusti di comunicazione ed è un mondo sul quale bisogno consentire di fare le giuste comunicazioni. In questo momento ci sono serie difficoltà a comunicare il mondo del gioco a causa di una limitazione – relativamente alla comunicazione pubblicitaria – ma forse una regolamentazione piuttosto che un blocco potrebbe aiutare anche a far capire l’evoluzione del gioco e far capire meglio qual è il giusto approccio al prodotto.

E’ necessaria una fase di ripensamento rispetto a quali sono le prassi e le regole da seguire per la comunicazione del gioco”.

 

Leggi l’intervista integrale nel prossimo numero di PressGiochi Magazine.

Chiedi una copia QUI.

 

 

Cristina Doganini – PressGiochi