La Corte costituzionale ha trasmesso alle Camere, ai sensi dell’articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, una nuova pronuncia destinata all’esame parlamentare. Si tratta della sentenza
La Corte costituzionale ha trasmesso alle Camere, ai sensi dell’articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, una nuova pronuncia destinata all’esame parlamentare. Si tratta della sentenza n. 20 del 12 gennaio 2026, depositata il 24 febbraio 2026, deferita – in base all’articolo 139, comma 1, del Regolamento – alla 1ª e alla 2ª Commissione permanente competenti per materia.
Nel dettaglio, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 13-bis, comma 1-bis, del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città), convertito con modificazioni nella legge 18 aprile 2017, n. 48. La declaratoria riguarda la parte della norma che non prevede l’applicazione, in quanto compatibili, delle disposizioni di cui all’articolo 6, commi 3 e 4, della legge 13 dicembre 1989, n. 401, in relazione al provvedimento del questore ivi stabilito.
La legge n. 401 del 1989 – recante “Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive” – disciplina, tra l’altro, specifiche garanzie procedurali e strumenti di tutela connessi ai provvedimenti limitativi adottati dall’autorità di pubblica sicurezza. Secondo la Consulta, la mancata previsione del richiamo a tali disposizioni determina un vulnus sotto il profilo delle garanzie, rendendo la norma costituzionalmente illegittima nella parte in cui non assicura l’applicazione di quelle tutele anche ai provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 13-bis.
La sentenza (Doc. VII, n. 167) è stata quindi deferita alla 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali) e alla 2ª Commissione permanente (Giustizia), chiamate a esaminarne il contenuto per le valutazioni di competenza. La trasmissione rientra nella procedura prevista per le pronunce della Corte che incidono su disposizioni legislative, consentendo al Parlamento di prenderne atto e, se necessario, intervenire sul quadro normativo interessato.
La sentenza in questione è anche stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale di ieri 25 febbraio in verione integrale.
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