25 maggio 2020
ore 20:17
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Coronavirus. Quando inizierà la fase 2? Le risposte dei ricercatori

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Coronavirus. Quando inizierà la fase 2? Le risposte dei ricercatori

Quando inizierà la Fase 2, quella di progressiva e controllata riapertura del Paese rispetto alle attuali misure di contenimento? Se lo chiedono tutti, soprattutto il Governo alle prese con una decisione non semplice che potrebbe ripercuotersi non solo sulla salute dei cittadini ma anche sull’economia. Sono tanti infatti gli imprenditori che aspettano di avere buone notizie, su una possibile riapertura, come quelli legati al mercato del gioco legale, il cui blocco è stato tra i primi ad essere adottato.

 

Proprio oggi ne sono stati resi noti due, uno della Fondazione Gimbe e l’altro dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME), un’organizzazione indipendente della School of Medicine dell’Università di Washington, che fornisce i dati alla Casa Bianca.

Per Gimbe la data indicata per allentare le misure è il 2 giugno quando l’aumento dei casi scenderà allo 0,1% la “soglia utilizzata ad Hubei per allentare le misure”, ricorda la Fondazione diretta da Nino Cartabellotta. Per arrivare a quello 0,1%, il modello Gimbe prevede un calo significativo a partire dal 16 aprile, quando l’aumento dei casi scenderà al 2%, per calare all’1% il 27 aprile, allo 0,5% il 7 maggio, fino allo 0,1% del 2 giugno.

Per l’istituto di ricerca statunitense, invece, al netto di possibili ricadute “dovute al rilassamento delle misure di distanziamento sociale”, si indica la fine della pandemia (zero decessi) al 19 maggio con un totale finale di 20.300 decessi.

Tra le due stime sulla data utile per la fine del lockdown ci sono quindi poco meno di due settimane di differenza ma in ambedue andiamo oltre la data del 4 maggio che comincia a circolare quale possibile avvio della Fase 2.

Per l’Istituto americano “allentare le misure di distanziamento sociale troppo presto durante la prima ondata della pandemia potrebbe causare nuove ondate di infezione, ospedalizzazioni e decessi” e la Fondazione Gimbe sottolinea che “qualsiasi riapertura prima di fine maggio non si baserebbe sulle dinamiche del contagio in Italia”, perché “la curva del contagio è rallentata, ma l’aumento dei nuovi casi è ancora rilevante e le misure di distanziamento sociale hanno sì alleggerito il carico sugli ospedali, ma il loro effetto sul numero totale dei casi è ancora modesto”.

 

La prima ondata di pandemia in Italia – scrive infine l’IHME  nel suo rapporto – ha raggiunto il picco, e il picco massimo di utilizzo delle risorse in termini di posti letto in terapia intensiva e respiratori si è verificato il 28 marzo. La fine della pandemia (zero decessi) è il 19 maggio, salvo un allentamento delle misure di distanziamento sociale o un rimbalzo dei contagiati. Il totale dei decessi registrati in Italia sarà di 20.300 al 4 agosto 2020.

 

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