K-pop, k-drama, k-film, k-fashion, k-food, k-beauty: la ‘Korean Wave’ è un ampio fenomeno culturale nato negli anni ’90, costituito da un vasto insieme di prodotti che hanno, di fatto, reso
K-pop, k-drama, k-film, k-fashion, k-food, k-beauty: la ‘Korean Wave’ è un ampio fenomeno culturale nato negli anni ’90, costituito da un vasto insieme di prodotti che hanno, di fatto, reso la Corea del Sud una potenza incredibile. Basti pensare al successo globale dei BTS o all’incredibile vittoria della pellicola ‘Parasite’, premiata nel 2020 con l’Oscar come ‘Miglior film’. Ecco allora la Corea del Sud si è posta al centro delle nuove tendenze, e anzi, sta letteralmente invadendo le nostre vite, generando incassi miliardari.
Magari sorgeranno nuove K in futuro, ma non aspettatevi mai quella del gambling. Avete presente lo Squid Game, uno dei K-drama più conosciuti? Non è certo un caso se il protagonista sia un ludopatico divorziato ed enormemente indebitato, costretto a vivere nel quartiere povero di Seongdong a spese della madre. E questo è uno dei motivi per cui si è addentrato nei giochi mortali. I giochi gli offrono la possibilità di saldare i debiti, riabilitare il suo nome con i creditori e ricominciare da capo, o almeno così crede!
Ma anche in altri K-drama il gioco d’azzardo è spesso rappresentato come una passione oscura e ad alto rischio, gestita perlopiù da bande criminali. La repressione da parte della polizia e della magistratura contro queste attività clandestine sono elementi ricorrenti nelle trame, a riprova della rigida posizione del governo contro il gioco d’azzardo; una visione che però è spesso distorta nei K-drama.
Allora, potrà sembrare strano, se non contraddittorio, che in Corea esistano oltre 20 casino. Ma tutti sono rigorosamente riservati agli stranieri e agli espatriati di lunga data. L’unica eccezione per i cittadini sudcoreani è il remoto Kangwon Land Casino, istituito da una legge speciale, per favorire lo sviluppo economico di una zona mineraria abbandonata, molto isolata rispetto al resto della Corea.
La legge coreana ha addirittura giurisdizione extraterritoriale sui suoi cittadini, il che significa che il divieto di gioco d’azzardo si applica anche quando si trovano all’estero, ed anche in paesi in cui è legale; perciò, possono essere perseguiti al loro rientro in patria, subendo multe salate e persino pene detentive. Resta poi da vedere quanto sia possibile far rispettare questa legge.
Regolate dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo, che disciplina anche le corse di motoscafi, le corse ciclistiche e le scommesse sulla promozione sportiva (ad esempio, Sports Toto), le case da gioco nazionali, guidate da Paradise Co, il più grande operatore del paese, hanno raggiunto ricavi record nel 2025, sia per il fatturato complessivo del gruppo, che ha raggiunto 1.150 miliardi di won ($789 mln), sia per l’utile operativo, pari a 156,4 miliardi di won ($107 mln).
E’ vero che nel marzo scorso i casino hanno patito un forte calo di entrate, mettendo in luce la fragilità di un sistema troppo basato sui flussi turistici non generalisti, ed in particolare dei giocatori VIP. Ma all’orizzonte si addensano nubi più minacciose. Il primo resort casino integrato del Giappone, l’MGM Osaka, dovrebbe aprire nel 2030. Con un investimento di circa 10 miliardi di dollari, promette di posizionarsi come uno dei resort integrati più strabilianti al mondo. A differenza dei suoi concorrenti di fascia alta, il resort di Osaka si rivolgerà direttamente alla clientela giapponese, su cui i casinò coreani fanno così tanto affidamento.
Riconoscendo la minaccia, un’alleanza di operatori coreani ha tenuto lo scorso anno una conferenza – proprio a Osaka – per discutere sulle misure da adottare per mitigare il pericolo. I suggerimenti spaziavano da una revisione completa del quadro normativo del paese al pieno utilizzo di strutture integrate in stile resort. Le prime evidenze suggeriscono che offrire un’esperienza di resort integrato di livello mondiale sia senza dubbio la direzione da seguire. In effetti, persino gli impressionanti risultati del 2025 di Paradise indicano una netta differenza tra le performance del resort integrato Paradise City a Incheon e le sue offerte ‘solo casino’ a Seoul e Busan: mentre Paradise City ha registrato ricavi record nel quarto trimestre del 2025, Paradise Walkerhill a Seoul e Busan Casino hanno visto le loro vendite combinate diminuire su base annua.
Questa tendenza si può osservare anche altrove. L’imponente resort integrato Jeju Dream Tower di Lotte Tour ha registrato mesi dopo mesi nuovi record di fatturato e affluenza nel 2025, mentre Grand Korea Leisure (GKL), che gestisce tre casinò a Seul e Busan, ma nessuno con un’offerta in stile resort integrato, ha visto solo una crescita modesta.
Gli operatori terrestri hanno ampliato la propria attività sul fronte online (le leggi nazionali non fanno distinzione fra gioco online e gioco terrestre), dove spicca Kajino.com, ma i siti illegali e senza licenza imperversano, soprattutto fra i giovani, racimolando centinaia di milioni di dollari all’anno. Le autorità, che cercano di contrastare il fenomeno con feroci azioni repressive, hanno fatto luce su un sistema di coupon che probabilmente ha contribuito all’impennata dei giovani giocatori d’azzardo in Corea del Sud, permettendo all’utente di fornire il suo ID account agli amici, di modo che, quando questi si iscriveranno, riceveranno un bonus di presentazione fino a circa 70 dollari. Inoltre, molti casinò online forniscono conti bancari a giocatori troppo giovani per aprirli autonomamente. Risulta altresì che spesso i ragazzi hanno addirittura le proprie reti di gioco d’azzardo a scuola.
Le altre attività di gioco legali in Korea Sud sono quelle sulle corse dei cavalli e la corrida tradizionale – disciplinate dal Ministero dell’Agricoltura – e le lotterie, sotto l’egida del Ministero della Strategia e delle Finanze. Non un granché, effettivamente.
Ma finché la strada sarà solo quella della repressione e dell’ostracismo verso gli operatori esteri, è impossibile pensare che la Corea del Sud possa fare del gambling un’industria alla pari di quelle dell’elettronica, dell’automobile, della cosmetica, ecc., che nell’insieme la rendono decima potenza economica mondiale.






