28 Settembre 2020 - 18:34

Contro la pubblicità dei giochi, le associazioni no-slot si appellano a Governo e Parlamento

Arriva in Parlamento l’appello unitario da parte di Caritas, Mettiamoci in gioco, Insieme contro l’azzardo, Movimento No Slot e Movimento Slot Mob per intervenire sulla questione azzardo per il divieto

30 Luglio 2015

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Arriva in Parlamento l’appello unitario da parte di Caritas, Mettiamoci in gioco, Insieme contro l’azzardo, Movimento No Slot e Movimento Slot Mob per intervenire sulla questione azzardo per il divieto assoluto di pubblicità.

 

Mentre in queste ore l’Intergruppo parlamentare contro l’azzardo sta presentando presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati alla presenza di cittadini e associazioni la propria proposta per intervenire contro la pubblicità dei giochi, le associazioni no slot rilanciano la loro battaglia.

 

La diffusione dell’offerta dell’azzardo in Italia – si legge nella lettera aperta inviata a Governo e Parlamento – è la conseguenza di una regolamentazione che presenta molte anomalie e contraddizioni. In pratica abbiamo assistito ad un’incentivazione di massa ingiustificabile per uno Stato realmente attento al bene pubblico. Troppi interessi trasversali hanno contaminato la politica che ha ceduto il controllo agli interessi delle grandi imprese con la giustificazione errata e fuorviante delle entrate nelle casse erariali. L’intera materia deve essere rimessa in discussione.

Ribadiamo con decisione la necessità che il Governo e il Parlamento diano risposta alle quattro proposte concrete lanciate con l’appello del 2 aprile 2015 firmato da tutte le associazioni che sono oggettivamente accreditate come la maggiormente rappresentative delle istanze che provengono dalla società sulla materia.

Pertanto, in vista della prossima legge di stabilità, Chiediamo nuovamente al governo e al parlamento di:

1)    Bandire ogni pubblicità diretta e indiretta del cosiddetto gioco d’azzardo su tutti i media con sanzioni economiche tali da rendere non conveniente ogni trasgressione. Si tratta di replicare, semplicemente, le norme vigenti sulla pubblicità del tabacco.

2)     Riconoscere agli enti locali la piena sovranità nella regolamentazione dell’offerta dell’azzardo sul proprio territorio. Si tratta, in sostanza, di salvaguardare il patrimonio di quelle normative che regioni e comuni sono riusciti ad elaborare autonomamente nonostante una legislazione statale omissiva e incompleta. Il governo non si renda colpevole nel vanificare ogni difesa delle comunità locali nei ricorsi amministrativi intentati dalle grandi società commerciali concessionarie dell’azzardo, togliendo competenze costituzionali agli enti locali e di conseguenza generando contenzioso giudiziario.

3)    In attesa di un riordino generale della materia, che dovrà avvenire in maniera realmente trasparente e pubblica, ci pare ovvio che dovrà essere sospesa ogni nuova concessione in materia di azzardo.

4)     Lo Stato deve farsi carico direttamente della cura delle persone vittime della patologia indotta dell’azzardo, estromettendo ogni larvata ipotesi di finanziamento diretto da parte delle concessionarie dell’azzardo.

 

Il Governo, nella fase di approvazione della c.d. legge delega, ha chiesto un maggiore approfondimento. Non si ravvisano ragioni affinché il Governo non  adotti immediatamente ogni provvedimento necessario finalizzato a recepire questi quattro punti che rappresentano una proposta ragionevole e un patrimonio irrinunciabile per le associazioni impegnate a livello nazionale. L’azzardo, contrariamente a quanto in questi anni si è voluto far credere, non è mai stato un gioco e i fatti di cronaca ce lo dimostrano quotidianamente. È un’industria, nel senso incostituzionale del termine, e un business che invece di creare valore lo brucia, lo consuma, desertifica i legami sociali, distrugge il risparmio, genera crescente povertà e sofferenza. L’Italia rinunci alla politica dell’azzardo!

 

PressGiochi