I deputati Stefano Vaccari, Elly Schlein, Virginio Merola ed altri del Partito Democratico hanno presentato un’interrogazione a risposta in Commissione al Ministro delle imprese e del made in Italy per
I deputati Stefano Vaccari, Elly Schlein, Virginio Merola ed altri del Partito Democratico hanno presentato un’interrogazione a risposta in Commissione al Ministro delle imprese e del made in Italy per chiedere quali iniziative il Governo intenda adottare affinché la Rai continui a garantire l’assenza di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo.
L’iniziativa nasce dalla decisione di eliminare, dal nuovo Contratto di servizio Rai 2023-2028, il riferimento esplicito al divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo, una previsione invece contenuta nel precedente accordo.
Secondo i firmatari, questa scelta rappresenta un arretramento sul piano della prevenzione della ludopatia e della tutela dei cittadini, in particolare dei più giovani, oltre a risultare incoerente con il divieto generale di pubblicità dei giochi con vincite in denaro introdotto dal cosiddetto Decreto Dignità nel 2018.
Di seguito il testo integrale dell’interrogazione
— Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere –
premesso che:
la scelta del Governo di eliminare dal nuovo contratto di servizio Rai 2023-2028, presente nel precedente accordo, il riferimento esplicito all’impegno del servizio pubblico a garantire l’assenza di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo è un grave errore politico e culturale;
al fine di garantire un più efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, l’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante « Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese », convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 (cosiddetto decreto dignità) ha vietato « qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media»;
non si comprendono pertanto le ragioni che hanno portato alla cancellazione dal contratto di servizio di un principio che rafforzava la missione educativa e sociale della Rai;
quel richiamo rappresentava infatti un’assunzione di responsabilità da parte del servizio pubblico nei confronti di milioni di cittadini, delle famiglie e dei tanti giovani esposti ai rischi della dipendenza dal gioco. La sua eliminazione manda un segnale sbagliato e indebolisce il profilo etico che la Rai dovrebbe continuare a rappresentare. Ancora più grave è che, durante l’esame parlamentare, tutti gli emendamenti che chiedevano di mantenere quella previsione siano stati respinti; una scelta incomprensibile che contraddice l’impegno nella prevenzione della ludopatia e nella promozione della salute pubblica –:
quali ulteriori iniziative di competenza si intendano avviare, coerentemente con le previsioni della convenzione, affinché la Rai garantisca l’assenza di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo per favorire il contrasto alla ludopatia.
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