Con un’interpellanza discussa nella seduta del Consiglio regionale della Valle d’Aosta dell’11 febbraio, i gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno chiesto chiarimenti sulla gestione dei clienti di
Con un’interpellanza discussa nella seduta del Consiglio regionale della Valle d’Aosta dell’11 febbraio, i gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno chiesto chiarimenti sulla gestione dei clienti di rilievo del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent e sul ruolo dei cosiddetti porteurs.
Richiamando l’indagine penale in corso, i gruppi hanno voluto sapere come vengano gestite queste figure, i loro eventuali rapporti con la dirigenza aziendale e le forme di remunerazione previste, inclusa l’eventuale attribuzione di percentuali sulle giocate o di aperture di credito ai clienti. È stato inoltre chiesto quali misure siano adottate per prevenire possibili aggiramenti della normativa antiriciclaggio e se la Presidenza della Regione, in qualità di rappresentante della proprietà, sia informata di tali rapporti e intenda vigilare sul rispetto della legalità all’interno dell’azienda.
Il Presidente della Regione ha risposto che, secondo quanto comunicato dal Casinò de la Vallée, i cosiddetti “porteurs”, secondo una prassi comune nei casinò italiani ed esteri, svolgono attività di segnalazione e gestione di clienti ad alto livello di gioco, regolata da contratti specifici di promozione commerciale. I “porteurs” sono remunerati con una percentuale sulla capacità di gioco dei clienti segnalati; i contratti non prevedono aperture di credito e la Società non gestisce direttamente le relazioni tra “porteurs” e clienti.
Il Casinò de la Vallée ha ribadito che tutto il sistema di controllo della Casa da gioco è volto a prevenire violazioni della normativa antiriciclaggio. Il sistema è stato esaminato dagli organi istituzionali nazionali competenti e oggetto di confronto costante per il miglioramento continuo; eventuali operazioni sospette sono segnalate come previsto dalla normativa.
Infine, la Società ribadisce la propria responsabilità nel vigilare sul rispetto della legalità all’interno dell’azienda, disponendo degli strumenti necessari, mentre l’Amministrazione regionale esercita le proprie funzioni di controllo come azionista all’interno degli organi sociali e come titolare della concessione attraverso gli organi di controllo regionali.
Il gruppo Lega VdA, nella replica, ha espresso preoccupazione per l’attuale governance del Casinò di Saint-Vincent. Sebbene siano stati illustrati interventi e task force, permane la sensazione di una gestione inefficace e poco coerente: sembra che questa Casa da gioco stia riprendendo strade che sembravano abbandonate. Per la Lega VdA, è clamoroso che l’Amministratore unico non abbia sporto querela per i fatti che hanno coinvolto il Casinò: questo fatto, unito a decisioni controverse nella gestione del personale, conferma un approccio casuale. Il gruppo ha sottolineato la necessità di una governance più rigorosa e responsabile, in grado di prendere decisioni mirate e ponderate, per evitare il ritorno di situazioni problematiche che, con la messa in sicurezza operata dal concordato, sembravano superate.
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