“Si tratta di un argomento complesso che presenta diverse sfaccettature su cui occorre porre l’attenzione. Significativo è l’ impatto sul fronte socio economico: nel 2024, in Italia la raccolta dal
“Si tratta di un argomento complesso che presenta diverse sfaccettature su cui occorre porre l’attenzione. Significativo è l’ impatto sul fronte socio economico: nel 2024, in Italia la raccolta dal gioco ha raggiunto i 157 miliardi di euro, a fronte di un Fondo sanitario nazionale di 137 miliardi. In Umbria nello stesso anno, la raccolta raggiunge 1 miliardo e 900 milioni (quasi 1 miliardo sull’online e il restante sul fisico). In generale, l’Umbria presenta dei valori più bassi rispetto alla media nazionale sia sul gioco online sia sul gioco fisico.
In Umbria, gli apprecchi da intrattenimento generano circa 500 milioni di euro della raccolta annua; questa è una ragione per cui la normativa regionale si concentra principalemnte su questa tipologia di gioco.
La legge regionale dell’Umbria del 2014 in particolare si concentra principlamente su questi aspetti: la distanza di 500 metri dai luoghi sensibili; l’identificazione dei luoghi sensibili (scuole, cimiteri, luoghi di culto ecc…); la possibilità dei comuni di modificare e ampliare il ventaglio dei luoghi sensibili; la possibilità dei comuni di definire orari di apertura e chiusura degli esercizi; corsi di formazione per operatori e il divieto di accesso ai minori al agli esercizi che offrono qualsiasi forma di gioco.
In merito alla fascia vulnerabile dei giovani, secondo i dati ESPAD in Umbria il 58% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno, la percentuale dei minorenni è leggermente più bassa ma comunque superiore al 50%. Di questi, il circa il 20% presenta un disturbo un disturbo da gioco d’azzardo.
La recente riforma fiscale ha tracciato le linee guida per una revisione complessiva della normativa sul gioco pubblico, un intervento atteso da anni per superare l’attuale frammentazione regolatoria. Nonostante ciò, non sono stata accolte le osservazioni tecniche presentate dalle Regioni nella formulazione del decreto di riordino del gioco online.
Il secondo decreto, per il riordino del retail, riveste un ruolo particolarmente rilevante per i territori e per i comuni. Un tavolo tecnico tra amministrazioni centrali e Regioni aveva elaborato proposte condivise, inviate al Governo nel dicembre 2024. Tuttavia da allora non è più giunta alcuna comunicazione sull’avanzamento del provvedimento.
Tra le proposte delle Regioni – sul fronte della salute – in merito al decreto di riordino di gioco fisico compaiono i seguenti elementi.
L’aumento dell’offerta di gioco si collega all’aumento del numero dei giocatori anche quelli con comportamento problematico. È necessario trovare un equilibrio che posso costruire un punto oltre il quale non si vada o si vada con molta cautela.
Le regioni propongono, inoltre, una graduale diminuzione degli apparecchi anche introducendo innovazioni tecnologiche.
In merito alle distanze dai luoghi sensibili – riconosciute come un elemento di tutela dei gruppi vulnerabili – si propone di mantenere le distanze nel rispetto del tema di sostenibilità territoriale.
Sarà poi necessario introdurre una qualificazione per qualsiasi tipo di esercizio che offra attività di gioco.
Relativamente agli orari di apertura degli esercizi, è opportuno che i comuni mantengono una certa elasticità per proporre un regolamento che tenga conto delle caratteristiche specifiche del territorio.
L’opportunità date dalle nuove tecnologie (autoesclusione, alert) permettano di arginare la possibilità di incorrere in un comportamento di gioco a rischio. Le autorità alla salute e autorità anci devono partecipare al processo di declinazione di questi strumenti.
Infine, in merito alla pubblicità al gioco, il primo decreto legislativo su gioco online sembra dare apertura su questo tema facendo un passo indietro rispetto al Decreto dignità del 2018 e ad altre norme approvate nel corso degli ultimi anni. Questo aspetto ha generato uno stupore in senso negativo”.
Lo ha dichiarato Angela Bravi, referente Aera Dipendenze Direzione Salute e Welfare Regione Umbria, neol corso del convegno organizzato da EGP-FIPE, l’Associazione Nazionale di categoria della FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Confcommercio dal titolo:“Confronto aperto. Il futuro del gioco pubblico si costruisce con regole condivise”.
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