22 Settembre 2020 - 17:14

Conferenza Unificata. Baretta mette sul tavolo la “controproposta” del Governo

Continua la lunga (ed estenuante) trattativa tra Governo ed Enti Locali. Dopo il rinvio di ieri in Conferenza Unificata del punto all’ordine del giorno che riguardava appunto il riordino del

18 Novembre 2016

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Continua la lunga (ed estenuante) trattativa tra Governo ed Enti Locali. Dopo il rinvio di ieri in Conferenza Unificata del punto all’ordine del giorno che riguardava appunto il riordino del settore dei giochi, oggi lo Stato, sempre attraverso il sottosegretario Pier Paolo Baretta, presenta una controproposta con un conteggio accurato della effettiva diminuzione di apparecchi da gioco e la distribuzione regione per regione.

 

Baretta: Siamo disponibili a ulteriori approfondimenti, vogliamo una riforma sui giochi condivisa con Enti Locali 

 

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Conferenza Unificata. Rinviato punto sul riordino del settore giochi su richiesta Anci

 

 

Riportiamo di seguito il nuovo testo, le modifiche rispetto al precedente documento invece, sono evidenziate in grassetto.

 

PREMESSA

La Conferenza unificata ha avviato, il 5 Maggio scorso, il confronto sulla regolazione del settore dei giochi.

La legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 936) dispone, infatti, che, in sede di Conferenza unificata, siano definite:

  1. a) le caratteristiche dei punti vendita ove si raccoglie gioco pubblico;
  2. b) i criteri per la distribuzione e concentrazione territoriale dei punti vendita ove si raccoglie gioco pubblico.

La finalità delle relative scelte è quella “di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età”.

 

GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE

In coerenza con questa impostazione l’obiettivo che si propone il Governo è  regolare la distribuzione dell’offerta di gioco diffusa nel territorio, tenendo conto delle accresciute esigenze sociali.

Nel passato, nel tentativo, giusto, di porre argine alla diffusione incontrollata dell’offerta di gioco illegale, si è pensato che bastasse aumentare quello legale moltiplicando l’offerta nel territorio, in particolare delle slot. Tutto ciò ha indotto a scelte, in generale restrittive, messe in atto dagli enti locali.

A fronte di questo quadro la soluzione prospettata dal Governo è quella di ridurre l’offerta di gioco pubblico e, dunque, l’esposizione dello Stato, in un settore che se, da un lato, garantisce importanti entrate erariali (8,7 miliardi nel 2015; 4,5 miliardi dai soli apparecchi slot), dall’altro misura conseguenze sociali che non possono più essere trascurate.

 

LE SCELTE GIÀ FATTE

Nel percorso in parte tracciato dall’articolo 14 della delega fiscale abbiamo provveduto ad adottare, nella legge di stabilità 2016, alcuni provvedimenti coerenti con la suddetta impostazione e in particolare:

  • la riduzione di almeno il 30% delle AWP in circolazione, attraverso la riduzione effettiva delle macchine disponibili;
  • la determinazione di un numero massimo consentito di 10.000 sale e di 5.000 corner per le scommesse, con la conseguente concentrazione dei punti vendita;
  • il passaggio alle AWP esclusivamente da remoto (upgrade tecnologico);
  • la drastica riduzione degli spazi pubblicitari;
  • l’innalzamento del PREU.

 

GLI ULTERIORI PASSI

Si tratta ora di concludere, con una intesa, il confronto con gli enti locali.

A tale scopo il Governo propone una serie di misure il cui fine è quello di realizzare una forte riduzione dell’offerta attraverso una sensibile contrazione e concentrazione dei punti vendita e un innalzamento dei loro standard qualitativi in un’ottica di contrasto alla ludopatia.

 

LA PROPOSTA

La proposta del Governo, anche dopo i vari incontri con gli Enti locali e tenendo conto delle istanze da loro formulate, si articola come segue:

> 1) ridurre l’offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti vendita.

Attraverso:

  • la eliminazionedell’offerta di gioco dai c.d. esercizi generalisti secondari (alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, e altri);
  • la eliminazione progressiva delle AWP nei pubblici esercizi (bar) e nelle rivendite di tabacchi.
  • allo scopo di rendere credibili questi obiettivi proponiamo di anticipare (con un emendamento alla legge di bilancio) al 31 dicembre 2017 la prevista riduzione di almeno il 30% delle Awp, a partire dai generalisti secondari e dai bar e dai tabacchi, con criteri dimensionali relativi alla superficie dei locali da definire con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze entro il 28 febbraio 2017.

 

I punti vendita oggi abilitati alla installazione di AWP (non tutti necessariamente ne detengono attualmente) sono 98.600 ca, così suddivisi:

a)69 000 ca tra bar e tabacchi (di cui 56.000 bar ca e oltre 13.000 tabacchi);

b) 29.600 ca sale e punti gioco così suddivisi:

 

  • 8000 ca esercizi generalisti secondari,
  • 2800 ca sale VLT,
  • 200 ca sale Bingo,
  • 5000 ca sale giochi,
  • 5600 ca negozi,
  • 8000 ca corner.

 

L’effetto del provvedimento di anticipazione al 2017 della riduzione di AWP, a cominciare dai bar e tabacchi e dai generalisti secondari, comporta, in un anno, come evidenziato  nella tabella di seguito riportata, la riduzione a 264.674 macchine ca (in quanto il 30% si applica  ai 378.109 ca apparecchi esistenti al 31 luglio 2015). Considerando che attualmente gli apparecchi presenti sul mercato sono 397.211 ca, la riduzione effettiva sará di oltre il 33%.

Ciò significa togliere definitavamente dal mercato  132.537 ca macchine così suddivise: 114.000 ca AWP da bar e tabacchi (oggi ne sono installate  221.000 ca) e 19.000 ca dai generalisti secondari.

 

Di conseguenza dal 1° gennaio 2018 il numero delle AWP sarà così distribuito sul territorio nazionale:

 

 

 

Regione Nr. Apparecchi attivi in esercizio 31/7/2015 Nr. Apparecchi attivi in esercizio 9/11/2016 Nr. Apparecchi attivi

al 31.12.2017

ABRUZZO 10.201 10.717 7.141
BASILICATA 3.730 3.918 2.611
CALABRIA 16.853 17.705 11.797
CAMPANIA 39.171 41.151 27.420
EMILIA ROMAGNA 31.781 33.387 22.247
FRIULI VENEZIA GIULIA 8.466 8.894 5.926
LAZIO 37.831 39.743 26.482
LIGURIA 10.129 10.640 7.090
LOMBARDIA 58.790 61.757 41.151
MARCHE 9.396 9.871 6.577
MOLISE 2.449 2.573 1.714
PIEMONTE 27.284 28.663 19.099
PUGLIA 23.296 24.473 16.307
SARDEGNA 13.816 14.514 9.671
SICILIA 20.101 21.117 14.071
TOSCANA 22.941 24.100 16.059
TRENTINO ALTO ADIGE 4.020 4.223 2.814
UMBRIA 5.319 5.587 3.723
VAL D’AOSTA 749 787 524
VENETO 31.786 33.391 22.250
Totale 378.109 397.211 264.674

 

Tutto ciò comporta anche la realistica previsione di riduzione di circa il 30/35% complessivo dei punti vendita tra bar e tabacchi e generalisti secondari che ospitano Awp.

 

Successivamente, a seguito della programmata eliminazione degli apparecchi AWP da bar e tabacchi, i punti vendita si ridurranno ulteriormente.

Perciò, a regime,  i punti vendita in cui potranno essere presenti le AWP, rispetto agli attuali 98.600 ca,  saranno così distribuiti:

un numero massimo di 18.000 ca sale e punti gioco, rispetto ai 29.600 attuali, (con una effettiva riduzione di oltre 10.000 punti vendita ca), così articolati:

 

  • 10000 agenzie o negozi aventi come attività prevalente la vendita di prodotti di gioco pubblici (come previsto dalla legge di stabilità 2016),
  • 5000 ca sale giochi,
  • 3000 ca sale VLT e Bingo

e la quota residua di esercizi che disporranno di aree o locali dedicati secondo i criteri dimensionali relativi alla superficie dei locali.

Entro tale data andrà pure definita la distribuzione territoriale dei punti gioco, in maniera omogenea, sul territorio nazionale, in proporzione al numero, alla densità e alla composizione anagrafica della popolazione di ciascuna Regione o area territorialmente individuata. I suddetti criteri e la loro applicazione saranno definiti in sede tecnica della Conferenza unificata.

 

> 2) innalzare il livello qualitativo dei punti gioco.

A tal fine introdurre, per i punti gioco che rimangono dopo la riduzione di cui sopra, una certificazione di doppio livello (classe A e classe B) e un rigoroso sistema di controlli.

In questo nuovo contesto vanno considerate valide, in materia di distanze, le decisioni normative adottate finora dagli enti locali, con la eccezione dei punti gioco di tipo A, nei limiti del numero di punti gioco che saranno ammessi nelle Regioni o aree, come previsti al punto 1),  così come definiti in sede tecnica della Conferenza unificata.

 

~ Sono ricompresi nella classe A i punti di vendita gioco che rispondano alle seguenti caratteristiche e/o ad altri criteri che verranno condivisi in sede di Conferenza con gli Enti locali:

  • controllo all’ingresso, con documento d’identità e videosorveglianza;
  • eliminazione di immagini eccessive che inducano al gioco;
  • standard di arredo interno e luci, più segnaletica esterna che attesta la certificazione pubblica (modello “T” di tabacchi);
  • rispetto di vincoli architettonici;
  • formazione specifica per gli addetti anche con approccio di contrasto alla ludopatia;
  • rispetto di limiti minimi sui volumi di spazio dedicati al gioco e sui numeri minimi e massimi di apparecchi adibiti al gioco;
  • trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco;
  • obbligo di segnalazione di soggetti patologici ai servizi sociali del comune e divieto di accesso per persone soggette alla ludopatia ed inserite in programma di recupero dalla ludopatia stessa.

 

~ i punti gioco che superino i limiti numerici territorialmente stabiliti (come indicato nel punto 1) o non rispettino le caratteristiche previste per la classe A saranno classificati di tipo B e per essi varrebbero i vincoli di distanza imposti dagli enti territoriali e, in aggiunta, si dovrebbero comunque imporre limiti minimi sui volumi considerati necessari e idonei ad offrire gioco pubblico (metrature e numero apparecchi), ivi compresi le aree dedicate dei corner e il loro arredo/accesso; nonché sulla trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco.

 

> 3) definire un sistema di regole in materia di orari e di controlli.

  • Stabilire per tutti i punti gioco, in materia di orari, una apertura minima di 10 ore per le AWP, dalle 14 alle 16 ore per le sale scommesse e per le sale bingo , la cui distribuzione nell’arco della giornata va definita in una prospettiva il più omogenea possibile nel territorio nazionale, anche ai fini del futuro monitoraggio telematico del rispetto dei limiti  che verranno definiti.
  • Inasprire i controlli contro il gioco illegale, attribuendo competenze specifiche anche agli organi di polizia locale, prevedendo un apposito potere sanzionatorio e l’attribuzione dei relativi proventi ai comuni.

 

> 4) accentuare l’azione preventiva e di contrasto alla ludopatia.

A tal fine:

  • Impegnare il Governo all’apertura di un confronto a livello europeo per favorire una legislazione comunitaria omogenea sulla pubblicità.
  • Prevedere, che le nuove AWP da remoto mantengano le caratteristiche attuali di bassa giocata e bassa vincita escludendo, pertanto, la possibilità di utilizzare banconote o qualsiasi altra forma di moneta elettronica ed inoltre contengano nuovi interventi tecnologici a salvaguardia del giocatore e di prevenzione e contrasto agli effetti della ludopatia, quali ad esempio:
  1. i) strumenti di autolimitazione in termini di tempo e di spesa;
  2. ii) messaggi automatici durante il gioco che evidenziano la durata dello stesso;

iii) abbassamento degli importi minimi delle giocate;

  • Per le VLT eliminare la possibilità di effettuare giocate di valore superiore a 200 (duecento) euro;
  • Adottare regole e incentivi per la rottamazione delle AWP che vengono dismesse a seguito sia della riduzione prevista di almeno il 30%, sia della sostituzione con la adozione delle AWPR.

 

> 5) completare l’intervento normativo e di modernizzazione del settore dei giochi.

A tal fine, oltre ad applicare tutte le decisioni di cui sopra:

  • predisporre le normative necessarie per il passaggio al sistema del “margine” per il calcolo delle entrate pubbliche;
  • realizzare, in collaborazione col Ministero degli Interni e gli enti locali interessati, una revisione dell’attuale disciplina dei Casinò, finalizzata al risanamento del settore e a una razionale distribuzione nel territorio nazionale, anche allo scopo di aiutare la scelta di ridurre la frammentazione della attuale diffusione territoriale del gioco.
  • completare con il Ministero dell’Agricoltura le modalità di rilancio del settore ippico e della Lega ippica.

 

>6) assicurare un costante monitoraggio dell’applicazione della riforma; il monitoraggio è affidato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che si avvarrà del partner tecnologico Sogei. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze riferirà periodicamente sui risultati del monitoraggio alla Conferenza Unificata che potrà decidere di consultare esperti ed istituti specializzati.

La conclusione dei lavori della Conferenza Unificata verrà tradotta in un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

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