La prossima settimana torna ad Amsterdam l’annuale Gaming in Holland Conference. Willem van Oort, consulente indipendente nel settore iGaming e fondatore di Gaming in Holland, racconta cosa potranno aspettarsi i
La prossima settimana torna ad Amsterdam l’annuale Gaming in Holland Conference. Willem van Oort, consulente indipendente nel settore iGaming e fondatore di Gaming in Holland, racconta cosa potranno aspettarsi i partecipanti dall’edizione di quest’anno.
Cosa possono aspettarsi i partecipanti da questa edizione della conferenza?
“Come negli anni precedenti, la Gaming in Holland Conference riunirà i principali decisori dell’industria del gioco regolamentato nei Paesi Bassi. Saranno presenti operatori con licenza, rappresentanti delle autorità di regolamentazione e stakeholder chiave dell’intero settore.
Tra i relatori di quest’anno figurano gli amministratori delegati di Nederlandse Loterij e Holland Casino. Inoltre, FDJ, il nuovo proprietario di Unibet, sarà rappresentato da un dirigente senior che illustrerà il punto di vista dell’azienda sull’attuale scenario del mercato olandese.
Anche la Netherlands Gambling Authority terrà due presentazioni separate: una dedicata all’approccio del regolatore rispetto alla futura legislazione e un’altra focalizzata sul nuovo approccio alla tutela dei giocatori.
Oltre a un programma ricco di appuntamenti, i partecipanti avranno numerose occasioni di networking e confronto con i leader del settore, inclusa la tradizionale crociera sui celebri canali di Amsterdam”.
Oltre a questi temi principali, ci sono altre sessioni che attende con interesse?
“Come ogni anno, H2 Gambling Capital presenterà le ultime previsioni di crescita del mercato olandese. Si tratta sempre di un ottimo punto di partenza per molte altre discussioni.
Attendo con particolare interesse anche la presentazione di Blask, che offrirà un’analisi approfondita sui giochi preferiti dai giocatori olandesi e sulle categorie di gioco maggiormente promosse sia dagli operatori autorizzati sia da quelli illegali. La domanda dei giocatori coincide davvero con l’offerta degli operatori? Lo scopriremo durante la conferenza.
Ancora più importante, il governo olandese dovrebbe pubblicare a breve una serie di proposte di modifica del Remote Gambling Act, comprese limitazioni ai depositi tra operatori, l’aumento dell’età minima per i giochi ad alto rischio e molto altro.
Al momento si ritiene che queste proposte possano arrivare prima dell’inizio della conferenza. In tal caso, sarà possibile ascoltare direttamente dal regolatore in che modo cambieranno concretamente le regole”.
Ci racconti qualcosa in più sulla nuova mission “Reclaim the Market” di Gaming in Holland.
“Come spesso accade nei mercati regolamentati soggetti a norme più severe, il settore olandese dell’iGaming regolamentato ha visto quote di mercato spostarsi verso operatori offshore sempre più aggressivi. È una tendenza che vogliamo fermare e, possibilmente, invertire. Questa ambizione è al centro della nostra iniziativa “Reclaim the Market”.
La buona notizia è che gli operatori autorizzati dispongono collettivamente di un notevole potere di mercato, che consente loro di esercitare pressioni significative su fornitori, provider di pagamento, affiliati marketing e altri soggetti che continuano a facilitare le attività quotidiane degli operatori offshore. La vera sfida consiste nel coordinare efficacemente questi sforzi affinché producano risultati concreti.
Anche il coinvolgimento delle autorità di regolamentazione è fondamentale. Né gli operatori autorizzati né i regolatori traggono beneficio dalla crescita del mercato illegale, motivo per cui esiste un forte interesse comune ad affrontare il problema”.
Guardando al futuro, cosa sarà necessario per contenere il mercato nero nel lungo periodo?
“Credo che le licenze B2B diventeranno inevitabili. Sarà un lavoro impegnativo per i regolatori, ma sono convinto che sia l’unico modo per creare una reale separazione qualitativa tra offerte autorizzate e non autorizzate.
I giocatori percepiscono che il prodotto regolamentato non è necessariamente superiore, ma ci si aspetta comunque che accettino percentuali RTP peggiori a causa degli obblighi fiscali e dei maggiori costi di compliance sostenuti dagli operatori autorizzati. Sebbene i giocatori preferiscano generalmente il mercato legale, non lo faranno a qualsiasi costo. È semplicemente una questione di economia di base.
Tuttavia, ritengo che la maggiore opportunità di cambiamento risieda nell’evoluzione dell’atteggiamento sociale verso il gioco. Nei Paesi Bassi, ad esempio, il gioco è ancora visto in parte come qualcosa di tabù o socialmente discutibile. A mio avviso, questo stigma può facilitare il passaggio dei giocatori verso operatori illegali”.
Ma cosa accadrebbe se il gioco fosse considerato una forma di intrattenimento pienamente legittima e trasparente?
“Se diventasse più normalizzato e socialmente accettato, i giocatori potrebbero orientarsi naturalmente verso gli operatori autorizzati come scelta più ovvia e responsabile.
Ed è proprio qui, credo, che si possano ancora fare grandi progressi”.
La Gaming in Holland Conference 2026 si terrà il 4 giugno presso il KIT Royal Tropical Institute di Amsterdam.
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