Riflettere sul ruolo che sono chiamate a ricoprire aziende e persone, in un contesto in cui la tecnologia evolve a ritmi frenetici e l’IA agentica si appresta a sostituire quella
Riflettere sul ruolo che sono chiamate a ricoprire aziende e persone, in un contesto in cui la tecnologia evolve a ritmi frenetici e l’IA agentica si appresta a sostituire quella generativa. È il tema al centro di Futures, l’evento di Sisal giunto alla quarta edizione, pensato proprio per favorire il confronto tra i soggetti italiani che stanno dirigendo lo sviluppo tecnologico del Paese. Un’edizione particolarmente sentita, visto che a settembre la compagnia ha festeggiato gli 80 anni di attività.
Questa edizione di FutureS ha posto al centro dell’attenzione l’innovazione intesa come identità, ambizione e responsabilità delle aziende, una tensione che permette di trasformare il cambiamento in opportunità trasformative per l’impresa e la Società. È la visione che guida Sisal fin dal 1945, anno della sua fondazione, e che continua a orientare la strategia dell’azienda nel costruire valore per persone, comunità e territori, facendo dell’innovazione non solo una leva tecnologica, ma una vera e propria cultura aziendale.

“Sisal ha accompagnato con uno spirito pionieristico l’Italia, dal Secondo dopoguerra a oggi” ha detto Aurelio Regina, Presidente di Sisal, aprendo la quarta edizione di Futures. “Abbiamo letto le discontinuità del contesto, anticipato i cambiamenti. Futures nasce da questa identità. L’innovazione non è solo competitività, è un aspetto della società, e noi sentiamo la responsabilità di accompagnare il Paese ad affrontare le sfide di questo periodo. L’IA e gli algoritmi stanno modificando il modo con cui interagiamo con le persone e con le altre imprese: impongono una sfida non solo tecnologica, ma culturale”.
“Un’Italia che innova c’è, ma dobbiamo rivedere i parametri” ha sottolineato Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professore di Strategia della SDA Bocconi. “Non possiamo fare affidamento sul solo turismo, anche perché il valore aggiunto di un impiegato del settore farmaceutico è sei volte superiore a quello di un impiegato del turismo. Anche per questo il nostro Paese deve diventare un crocevia degli scambi”. Dal canto suo, l’Ue “deve essere piattaforma di innovazione e non fabbrica di regole. Deve ripensare l’AI Act: è fortemente limitante. Spinge le aziende ad assumere cervelli europei e ad aprire sedi negli Stati Uniti”. Maffé ha sviluppato una riflessione ampia sul significato dell’innovazione nell’attuale scenario competitivo. Nel corso del dialogo sono stati affrontati i temi legati alla capacità delle imprese di anticipare i futuri possibili e di costruire, anziché inseguire, l’accelerazione in atto con particolare riferimento all’Intelligenza Artificiale e allo sviluppo delle tecnologie ‘dual use’ in ambito civile e militare.
Nel corso del panel “Costruire il futuro: innovazione, fiducia e sviluppo digitale”, Camilla Folladori, Chief Strategy Officer di Sisal, ha osservato che “l’accelerazione della tecnologia è talmente elevata che non possiamo prevedere il futuro. L’unica scelta possibile è decidere chi siamo, per tracciare il cammino che intendiamo percorrere. Noi abbiamo scelto di innovare”. Folladori ha quindi spiegato che Sisal ha iniziato quattro anni fa a sperimentare lo sviluppo di modelli agentici e che da allora questo dipartimento è cresciuto a ritmi esponenziali: “l’uomo, l’operatore, però, rimane sempre il fulcro del processo. Non c’è alcuna sostituzione”.
Carlo Mornati, Segretario Generale del CONI, ha invece ricordato il forte legame tra il Comitato e Sisal: “La schedina del Totocalcio ha permesso di finanziare lo sport per 50 anni, senza gravare sullo Stato. Anzi contribuendo alle finanze pubbliche, perché gli incassi della schedina venivano divisi in parti uguali tra montepremi, CONI e gettito”.
“Per accompagnare lo sviluppo digitale, Sisal intende continuare a investire e puntare sullo sviluppo estero” ha detto Francesco Durante, CEO della compagnia. “Investire vuol dire incrementare le competenze e la formazione, per permettere alle persone non solo di essere utili all’azienda, ma anche di giocare un ruolo primario nella crescita del mercato del lavoro. In questo modo Sisal intende contribuire a creare quel know-how digitale, un vero e proprio Made in Italy digitale, che permetta anche di capitalizzare l’esperienza in altri mercati”.
“FutureS – ha proseguito Durante – è la nostra piattaforma per contribuire al dibattito sul futuro del Paese, portando un’idea di innovazione che unisca tecnologia, responsabilità e valore sociale. È un impegno che nasce da 80 anni di storia: Sisal ha sempre accompagnato le trasformazioni dell’Italia, investendo in persone, competenze e sistemi moderni. Oggi rinnoviamo questa missione con ancora più determinazione: mettere la nostra esperienza al servizio del cambiamento per costruire un futuro più responsabile”.
Questa edizione di FutureS ha messo in luce la necessità di un ecosistema digitale fondato su interoperabilità, fiducia e collaborazione. In un contesto segnato da rapide innovazioni tecnologiche e nuovi equilibri geopolitici, imprese e istituzioni sono chiamate a sviluppare strategie condivise che integrino visione, governance e responsabilità. Centrale anche il ruolo di un dialogo continuo tra settore pubblico e privato, condizione indispensabile per trasformare la trasformazione digitale in crescita sostenibile e per affrontarne con chiarezza le complessità in uno scenario globale in costante evoluzione.
Durante l’evento è stato presentato il libro “Sisal. Ottant’anni di Innovazione”, a cura di Luca Masia, edito da Allemandi.
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