28 Novembre 2020 - 03:49

Comune di Sanremo e cda del Casinò presentano un’istanza a Toti per una possibile riapertura

Il cda del Casinò di Sanremo, con l’appoggio del Coomune, hanno scritto al governatore della Liguria, Giovanni Toti, per una possibile riapertura del Casinò.

27 Ottobre 2020

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Il cda del Casinò di Sanremo, con l’appoggio del Coomune, hanno scritto al governatore della Liguria, Giovanni Toti, per una possibile riapertura del Casinò. Come dichiarato dal sindaco Alberto Biancheri: “ Un provvedimento con pesanti ripercussioni finanziarie per il Casinò e per il Comune di Sanremo, con ripercussioni sull’occupazione diretta e indotta”. Il presidente del Casinò, Adriano Battistotti, dichiara: “Le attività esercitate da sale giochi, sale scommesse e sale bingo” sono affidate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a concessionari privati e differiscono da quelle esercitate all’interno del Casinò di Sanremo sia dal punto di vista tecnico-giuridico sia da quello organizzativo e logistico, che si traduce in una non comparabile situazione sul piano dei presidi anticontagio implementati. La nuova sospensione dell’attività della Casa da Gioco prevista dal DPCM del 24 ottobre risulta  misura assolutamente non necessaria sul piano sanitario e, per contro, foriera di gravi conseguenze per la situazione finanziaria del Comune di Sanremo e per il tessuto economico e sociale della Provincia di Imperia”.

La richiesta conclude dicendo: “Chiediamo quindi alla S.V. di rimediare all’errata valutazione del Governo, adottando un provvedimento di deroga che, consentendo la pronta ripresa delle attività del Casinò di Sanremo, impedisca un ingiustificato ulteriore deterioramento della già precaria situazione finanziaria del Comune di Sanremo, evitando, al contempo, un maggiore aggravamento del disequilibrio economico, delle tensioni finanziarie e della sofferenza patrimoniale che affliggono la Società di gestione, determinati dalla perdita di introiti dei giochi fisici (stimata in 13,5 milioni di euro) già accumulatasi dal 9 marzo 2020, e scongiuri, infine, gravi conseguenze per l’occupazione, diretta ed indotta”.

 

 

 

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