02 Febbraio 2023 - 03:43

Commissione gioco. Gen. Arbore: “Serve testo unico sui giochi. Sull’antiriciclaggio, tracciare tutti i riversamenti derivanti dalla raccolta di gioco”

“Noi auspichiamo che ci sia l’emanazione di un testo unico, in modo tale da mettere a sistema tutte le prescrizioni. Questo renderebbe piu` facile il rispetto delle norme da parte

17 Gennaio 2023

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“Noi auspichiamo che ci sia l’emanazione di un testo unico, in modo tale da mettere a sistema tutte le prescrizioni.

Questo renderebbe piu` facile il rispetto delle norme da parte di chi e` chiamato a rispettarle, quindi al mondo delle imprese legali sul territorio, e agevolerebbe anche chi come noi e` chiamato a verificarne il corretto rispetto. Da parte nostra lo sforzo e` stato compiuto: nel 2020 abbiamo redatto un manuale – che lascio alla Commissione – in due volumi, in cui abbiamo messo a sistema tutte le informazioni, tutta la giurisprudenza, tutte le metodologie lecite (ci sono anche bellissime fotografie che fanno vedere le modalita` di alterazione del macchinario), in modo tale da consentire, con tanto di modulistica precompilata, alla nostra unita` operativa di agire subito, speditamente e in maniera corretta. Magari poter disporre anche di un testo unico non sarebbe male. Abbiamo appreso con favore, quindi, che c’e` gia` un disegno di legge delega presso il Ministero dell’economia e finanze che naturalmente speriamo abbia un iter rapido e consenta di innalzare il livello di certezza del diritto nel settore.

Al fine di migliorare la risposta del sistema ai fini antiriciclaggio, e quindi arginare ulteriormente i tentativi di infiltrazione del crimine organizzato, potrebbe essere introdotto l’obbligo per i concessionari di tracciare tutti i riversamenti derivanti dalla raccolta di gioco che sfuggono alla nostra contezza e tutti i compensi che spettano ai diversi soggetti operanti, anche per analizzare la tipologia e le modalita` dei compensi e come si diversificano sul territorio, i quali sono indici rilevanti ai fini delle nostre analisi e della nostra attivita`”.

Questa è una delle proposte per un intervento normativo sul settore dei giochi – già soggetto alle norme antiriciclaggio – portata presso la Commissione di inchiesta sul gioco in Senato dal Generale di Brigata Giuseppe Arbore, Capo del III Re-parto Operazioni del Comando Generale della Guardia di finanza, in occasione dell’audizione tenuta lo scorso 26 meggio.

Il Senato pubblica oggi il resoconto integrale dell’intervento che vi proponiamo di seguito.


“Come sapete il mondo dei giochi, del gioco legale, ha avuto una progressiva espansione a partire dagli anni Novanta; l’amministrazione da parte dello Stato del gioco ha consentito, infatti, di erodere margini dal mondo dell’illegalita`. Basti pensare all’entita` della raccolta del gioco: siamo passati da 17 miliardi di euro nel 1999 di raccolta ad oltre 100 miliardi nel periodo pre-pandemia. Gia` questa cifra da` contezza di come l’amministrazione pubblica del gioco abbia sottratto il mercato al mondo dell’illegalita`. Non solo: lo sviluppo di moderne tecnologie ha fatto sı` che anche il gioco online si sviluppasse di piu`. Un’accelerazione ulteriore si e` avuta nel periodo della pandemia, naturalmente, col blocco della raccolta fisica, e cio` ha determinato un incremento notevole della raccolta di gioco online.

Basti pensare che nel 2020 la raccolta complessiva del gioco online ha superato per la prima volta la raccolta fisica.

La gestione del gioco da parte dello Stato in un mercato come quello europeo, caratterizzato dalla liberta` di stabilimento e dalla liberta` nell’erogazione di servizi, ha una ragion d’essere molto precisa. Il fatto che il gioco pubblico sia riservato a soggetti individuati a mezzo di gare, a mezzo di procedure ad evidenza pubblica, assistite, in questa individuazione, dalla necessita` di possedere licenze di pubblica sicurezza, a cui si aggiunge il fatto che nel nostro Paese (ma non solo nel nostro Paese, a livello di

Unione) coloro che erogano gioco sono soggetti obbligati ai fini del sistema di prevenzione antiriciclaggio, tutto cio` la dice tutta di come quello del gioco sia un mondo da tutelare e da controllare. Da controllare, perche´ gli interessi in gioco sono molteplici: da un lato quelli della criminalita`, anche organizzata, che prima che il sistema fosse vincolato ad una procedura ad evidenza pubblica vedeva nel gioco una facile opportunita` per ottenere notevoli profitti. Dall’altro, gli altri interessi, non ultimo l’interesse dei giocatori. Un sistema legale sicuramente tutela di piu` il giocatore, in ragione sia dell’entita` del pay-out, cioe` della quota parte della raccolta che viene restituita ai giocatori, sia di una serie di ulteriori accorgimenti, ad esempio quelli a tutela del gioco minorile.

Vi e` poi anche un altro aspetto: le entrate erariali. Da quando il gioco e` amministrato dallo Stato alle tradizionali entrate erariali si sono affiancate le entrate derivanti dal gioco, che sono fondamentalmente ancorate al prelievo unico erariale, all’imposta unica sulle scommesse e all’imposta sugli intrattenimenti.

Sono tutti interessi, questi, che chiaramente sono minacciati dai rischi di infiltrazioni della criminalita` anche organizzata nel settore dei giochi.

E ` un ambito appetibile per la criminalita`, dicevo, sia perche´ garantisce profitti notevoli, sia perche´ consente indirettamente una forma ulteriore di controllo del territorio: alcune attivita` che abbiamo portato a termine, di cui vi parlero` piu` avanti, testimoniano anche questa modalita` indiretta di controllo del territorio attraverso la gestione del gioco.

Le organizzazioni criminali naturalmente cercano di gestire direttamente il gioco attraverso la costituzione di societa` all’estero, tendenzialmente all’estero, ponendo la sede di queste societa` in Paesi tendenzialmente poco collaborativi, in Paesi cioe` che hanno un sistema di controllo, un sistema

di prevenzione del riciclaggio, meno rigoroso del nostro e poi sono meno collaborativi in termini di cooperazione di polizia, di scambio di informazioni. Paesi, dunque, che di fatto garantiscono molto spesso l’anonimato e l’impossibilita` di ricostruire l’intera filiera della catena societaria per andare a individuare i reali proprietari, i reali beneficiari, di quelle stesse societa`.

Un settore, come dicevo, molto appetibile da parte della criminalita` organizzata, anche perche´ gestire direttamente un’impresa che raccoglie scommesse consente di muovere masse di denaro rilevanti e all’interno di queste masse di denaro e` facile per un’organizzazione criminale confondere denaro di provenienza illecita e quindi favorire operazioni di riciclaggio. Non solo, ma l’esperienza investigativa, su cui mi soffermero` a breve, testimonia anche un’altra cosa: che all’interesse economico si associano,

come vi dicevo, non solo il controllo del territorio ma anche forme tradizionali di espressione della criminalita` mafiosa: le estorsioni, la forza intimidatrice, l’imposizione di macchine di gioco artefatte, modificate, all’interno di esercizi commerciali.

Quanto poi alle fenomenologie, alle modalita`, accanto al classico caso delle doppie schede, onde evitare di memorizzare e trasferire l’informazione dalle singole macchine ai contatori centralizzati, ed oltre ai deviatori di flussi telematici, si sta sviluppando una nuova metodologia: la creazione (c’e` un servizio su cui poi mi soffermero` che lo testimonia) di veri e propri software che, caricati sulle macchinette a mezzo di porte usb, riescono a sostituire il software originale con un altro software, naturalmente non certificato, e quindi a ridurre addirittura l’ammontare del pay-out, ovviamente per ridurre il costo di una eventuale operazione di riciclaggio. Accanto a queste fenomenologie, altre si stanno diffondendo. Per esempio, i cosiddetti centri di raccolta misti: si tratta di centri legali di raccolta

nell’ambito dei quali, tuttavia, vengono offerte anche modalita` di raccolta di scommesse attraverso canali illeciti, paralleli a quelli leciti. Talvolta cio` avviene all’insaputa dei giocatori, che non sanno quindi di giocare su piattaforme illegali. Vi sono poi i cosiddetti totem: si tratta di apparecchiature,

molto simili a quelle attraverso cui e` possibile acquistare biglietti ferroviari o effettuare le ricariche telefoniche, tramite le quali si riesce ad accedere a siti internet legali o non legali per consentire scommesse online.

Cosa emerge dalle nostre indagini? Emerge, naturalmente, che il livello tecnologico dalla sofisticazione e` molto elevato e che le organizzazioni criminali si avvalgono di professionisti, di esperti informatici, di programmatori.

Un aspetto curioso in cui ci siamo imbattuti e` che questi programmatori sono al soldo di organizzazioni criminali talvolta antagoniste tra loro senza che cio` determini un contrasto tra le organizzazioni stesse:

cio` evidentemente perche´ il mercato e` cosı` ampio che non si e` creata ancora una vera e propria concorrenza tra le consorterie criminali. Sul punto vorrei riportare il testo di un’intercettazione telefonica che e` veramente emblematica e significativa al riguardo. Si tratta dell’operazione «Galassia», che e` stata condotta dal nostro nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari: un indagato, da noi intercettato mentre parlava del suo interesse nel gioco online, leggo testualmente l’intercettazione, ebbe a dire, rivolgendosi al suo interlocutore, anch’egli indagato perche´ ovviamente facente parte dell’organizzazione criminale: «io cerco i nuovi adepti nelle migliori universita` mondiali e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada che vanno a fare cosı`: “bam bam”. Io invece cerco quelli che fanno cosı`: “pin pin”, che cliccano e movimentano. Tutta una questione di indice, capito? ». Questo da` contezza di come l’organizzazione criminale si sia evoluta anche negli affari e di quella che ormai possiamo definire la criminalita` dei colletti bianchi, che naturalmente e` pervasa anche da infiltrazioni della criminalita` organizzata.

Un’altra testimonianza dei tentacoli della criminalita` nel settore e` offerta da una operazione condotta dal nostro Nucleo di polizia economicofinanziaria di Palermo, operazione denominata «All in». L’indagine, articolatasi su due distinti filoni, ha portato all’esecuzione di 25 misure cautelari nei confronti di 25 soggetti per i reati di concorso esterno in associazione di stampo mafioso, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e una serie di altri reati, fra cui naturalmente l’esercizio abusivo dell’attivita` di giochi e scommesse. Oltre alle misure cautelari personali, abbiamo sequestrato 18 societa`, 5 delle quali titolari di concessioni governative cui facevano capo i diritti per la gestione di 9 agenzie scommesse, ulteriori 6 agenzie scommesse situate in Sicilia e Campania e 3 immobili, tra cui una villa di pregio nell’isola di Favignana, per un valore complessivo di 46 milioni di euro. Cosa e` emerso in questa indagine: ricostruendo un vorticoso giro di flussi finanziari tutti correlati a giocate online su siti «.com», naturalmente siti privi

di qualsiasi autorizzazione, l’indagine ha confermato l’interesse di «Cosa nostra» al mondo del gioco: tanto e` vero che i profitti realizzati da questa consorteria nell’indagine che abbiamo condotto sono stati quantificati in 100 milioni di euro. Non solo, ma dalle intercettazioni e` emerso, anche da videocamere opportunamente installate, che praticamente parte di questo denaro veniva utilizzato per sostenere le famiglie dei consociati in stato di detenzione, quindi era un modo anche per finanziare il mantenimento dell’organizzazione.

Un’altra operazione interessante, sempre recentissima, e` quella denominata «Last bet», condotta dal nostro Nucleo di polizia economico-finanziaria di Messina. Qui si da` proprio contezza di come vi sia il controllo del territorio. L’operazione si e` conclusa con la confisca di prevenzione di beni

– sugli strumenti di confisca mi soffermero` piu` avanti – per 10 milioni di euro; l’imprenditore era uno degli esponenti di spicco del clan Trovato del quartiere Mangialupi di Messina. In pratica, questo imprenditore aveva monopolizzato la gestione del gioco nell’ambito del suo quartiere e offriva in cambio la copertura del proprio clan a tutti gli esercenti il gioco, appunto, nella propria zona d’interesse.

Un’altra operazione, «Doppio gioco», questa volta condotta dal Nucleo di Catania, ha dimostrato l’interesse del clan Santapaola-Ercolano al gioco online. Qui vediamo un’altra sfaccettatura del fenomeno: la societa` era stata costituita a Malta, proprio per cercare di rendere difficile il collegamento

al territorio e la riconducibilita` al clan. Le giocate venivano raccolte in vari punti di raccolta, naturalmente, ma non avvenivano online, per lo piu` avvenivano in contanti. Il problema, quindi, diveniva il trasferimento del contante a Malta. Infatti abbiamo intercettato con le nostre indagini

proprio le modalita` attraverso le quali questo denaro contante si muoveva e raggiungeva Malta. Ufficialmente questo denaro era della societa` maltese, poi veniva reinvestito in investimenti immobiliari – parliamo di oltre 30 milioni di euro – in acquisto di terreni, fabbricati, societa`, in Italia e

in Germania; in Italia, essenzialmente in Puglia ed Emilia-Romagna. Questa operazione si e` conclusa con l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 23 soggetti; il tribunale di Catania, a riprova della bonta` delle nostre investigazioni, ha gia` definito la posizione di due imputati con l’applicazione

della pena su richiesta delle parti e la confisca di beni per 160 milioni di euro.

Accade sovente, inoltre, che societa` estere hanno poi di fatto una stabile organizzazione in Italia e quindi effettuano comunque in maniera illecita la raccolta in Italia. Di questi casi ce ne sono diversi. Il Nucleo di Roma ha accertato l’esistenza di una stabile organizzazione personale di diritto austriaco, con una serie di vari agenti di raccolta sul territorio: abbiamo constatato una base imponibile sottratta a tassazione sull’imposta unica sulle scommesse per 710 milioni di euro e un’imposta evasa corrispondente di 21 milioni.

Altra operazione analoga, relativa quindi ad una stabile organizzazione di fatto in Italia di societa` estera, e` stata condotta dal nostro Nucleo di Reggio Calabria: anche qui vi era una societa` di diritto maltese che raccoglieva scommesse sul territorio nazionale. In questo caso abbiamo accertato una

base imponibile sottratta a tassazione superiore ad 1 miliardo di euro, con conseguente imposta evasa di 71 milioni di euro. Per fornirvi un dato di sintesi, negli ultimi tre anni – perche´ chiaramente

poi abbiamo condotto una campagna sul territorio nazionale su questo fenomeno – abbiamo accertato quasi 3 miliardi di euro di base imponibile sottratta a tassazione, con imposte evase pari a 220 milioni.

Da queste operazioni gia` si puo` comprendere qual e` il nostro approccio al fenomeno: ricostruire in maniera puntuale tutti i flussi finanziari per disarticolare l’intera organizzazione e parallelamente condurre un’attenta analisi patrimoniale, perche´ il nostro fine ultimo e` quello di aggredire patrimonialmente, ristorare l’erario e soprattutto togliere linfa vitale alle organizzazioni

criminali. Il nostro approccio quindi e` duplice, di carattere amministrativo e di polizia giudiziaria. Molto spesso combiniamo in un’investigazione i vari aspetti, quando questa combinazione di interventi puo` essere funzionale al buon esito delle indagini.

E` chiaro che i nostri controlli di carattere amministrativo, quelli che facciamo e su cui mi soffermero` anche a breve, sono tesi a verificare il corretto adempimento da parte delle varie imprese degli obblighi, amministrativi e fiscali, connessi all’esercizio del gioco. Cosı` come sono volti a verificare il possesso delle licenze di pubblica sicurezza, l’adeguata pubblicita`, parimenti prevista, del gioco e dei suoi rischi, il divieto di partecipazione da parte dei minori: sono tutti interventi che facciamo sul piano amministrativo e che rientrano nel nostro controllo economico del territorio. Non solo: a cio` affianchiamo il controllo in materia di antiriciclaggio, cioe`, sul piano amministrativo, di verifica dei corretti adempimenti quali soggetti obbligati nel sistema di presidio antiriciclaggio.

Tutto questo dispiegarsi di attivita` sul territorio noi lo facciamo sia come attivita` di indagini di polizia giudiziaria sia come pianificazione di interventi sul piano amministrativo.

La Guardia di finanza ormai da diversi anni ha realizzato e affina continuamente un continuo processo di analisi in tutti i settori operativi in cui e` chiamata ad operare, in modo tale che i nostri interventi siano sempre mirati e puntuali, indirizzati verso target caratterizzati da elevati profili di rischio. Una pianificazione operativa, quindi, che e` preceduta da un’analisi molto puntuale dei vari contesti operativi. L’analisi e` effettuata dalla nostra componente speciale, da reparti speciali che abbiamo alla sede di Roma; sui reparti speciali attinenti il mondo del gioco mi soffermero` a brevissimo. Tutta questa attivita` di analisi e di targetizzazione viene poi demoltiplicata ai reparti attraverso piani operativi.

La Guardia di finanza, il Comando generale, ogni anno emana piani operativi nell’ambito dei quali sono individuati i fenomeni da aggredire, la loro georeferenziazione, in modo tale che ciascun reparto abbia contezza dell’entita` del fenomeno nella propria circoscrizione di servizio; e poi vi sono le analisi condotte dai reparti speciali a sostegno o a orientamento dell’attivita` operativa in quel settore e percorsi operativi ben determinati, arricchiti da tutta la giurisprudenza nei casi di specie, in modo tale che la nostra azione sia sempre orientata. Noi ci poniamo sempre il problema per cui il nostro operato deve essere funzionale al buon esito dell’intero procedimento, sia in chiave amministrativa che in chiave penale, quindi cerchiamo di orientare la raccolta dei nostri dati – dati, informazioni, elementi – affinche

´ siano funzionali, poi, all’esercizio vuoi dell’azione penale, vuoi dell’azione amministrativa in sede di accertamento. Lo facciamo ovviamente anche nel mondo dei giochi.

Ci sono due piani operativi: uno dedicato al mondo dei giochi, compresi quelli online, e l’altro dedicato al mondo delle scommesse, comprese quelle online. Questi piani operativi, come vi dicevo, sono assistiti da analisi di rischio: noi abbiamo su ogni settore operativo un reparto speciale che conduce un’analisi continua, svolta non soltanto attraverso la consultazione delle banche dati (sarebbe insufficiente), ma anche attraverso la raccolta di informazioni ed esperienze che arrivano dal territorio, il quale verifica se l’analisi e` compiuta correttamente, l’arricchisce con elementi specifici e la restituisce al reparto speciale, che a sua volta adatta gli interventi alle specificita` rilevate. Tutto questo e` agevolato dall’uso della tecnologia. Naturalmente  ci vuole tanta tecnologia, e` fondamentale, faro` diversi riferimenti a questo nel corso del mio intervento, perche´ ci consente di mirare e mettere a frutto informazioni comunque e ovunque disponibili. Ci siamo dotati gia` da qualche anno di una piattaforma, noi l’abbiamo denominata «dorsale informatica», che consente – naturalmente con tutti i crismi della

privacy, perche´ ha superato anche l’avallo del Garante della privacy – di far dialogare tutte le banche dati nella nostra disponibilita`. In buona sostanza, la dorsale informatica rappresenta un po’ la front page di ciascun investigatore, di ciascun finanziere, il quale attraverso un unico input riesce ad accedere

a tutte le informazioni su un dato soggetto. Non solo: la dorsale consente un percorso di analisi attraverso la creazione di relazioni anche grafiche fra soggetti e fenomeni, in modo tale da guidare l’operatore sul campo. Si tratta di una piattaforma che, dicevo, ha superato il vaglio della privacy,

che e` stata realizzata grazie al nostro partner tecnologico SOGEI e che rappresenta una guida importantissima. Accanto ad essa, abbiamo creato un ulteriore applicativo mirato per il mondo dei giochi e soprattutto per il mondo degli apparecchi con vincita in denaro, denominato «Ga.R.A.» (che e` l’acronimo di Gambling risk analysis), che fa dialogare i datawarehouse in possesso delle Agenzie delle entrate e delle dogane e monopoli. Serve innanzitutto ad evitare di duplicare interventi: grazie ad esso noi abbiamo contezza dei vari punti gioco, dei vari esercenti, che hanno gia` subito un controllo nostro o delle agenzie fiscali. Inoltre, riesce a geolocalizzare ciascun punto di gioco e ciascun apparecchio, quindi esercente e apparecchio, con una cartografia a livello nazionale e in automatico ci avvisa se un apparecchio effettua una raccolta sotto soglia, ovvero sotto la media provinciale, che di per se´ rappresenta un alert. Non solo: per ogni apparecchio ci da` non soltanto l’entita` della raccolta in un determinato periodo, ma anche la storicita` della raccolta di quell’apparecchio. Ci sono poi degli alert in

relazione a possibili anomalie sulla frequenza e sulle entita` delle giocate. Chiaramente e` un meccanismo per cui si arricchisce di volta in volta l’applicativo con le nostre esperienze, quindi lo guidiamo anche, nel tempo, ad affinare sempre piu` questa analisi. Ed e` uno strumento straordinario.

Un’attenzione particolare, come vi dicevo, viene rivolta al gioco online al fine di verificare anche i conti gioco, che ormai da diversi anni stanno diventando una parte importante delle nostre analisi. Voi sapete

che i conti gioco sono intestati a ciascun giocatore che viene identificato dal concessionario ed e` una sorta di partitura del conto corrente del concessionario, ovviamente riferibile esclusivamente allo specifico giocatore. Ebbene, sui conti gioco ci sono giacenze rilevanti; in un’indagine abbiamo trovato

una giacenza di 500.000 euro. Questo perche´ i conti gioco possono essere utilizzati dai criminali come una sorta di banca parallela. Ecco perche´ nelle direttive che abbiamo impartito ai nostri reparti, in tutti gli ambiti operativi, laddove e` necessario ricostruire la posizione patrimoniale di un soggetto

o aggredire patrimonialmente un soggetto, andiamo sempre a verificare la presenza di un conto gioco riferibile direttamente o indirettamente al soggetto specifico.

L’insieme delle informazioni e` arricchito anche da una serie di segnalazioni che pervengono ai nostri comandi provinciali da parte di altri soggetti. A titolo normativo, il riferimento e` l’articolo 15, comma 8-duodecies, del decreto-legge n.78 del 2009, per cui qualsiasi istituzione chiamata a svolgere un’attivita` ispettiva – ma le stesse attivita` di polizia giudiziaria, ovviamente previo nulla osta dell’autorita` giudiziaria per la discovery – si dovesse imbattere in informazioni suscettibili di utilizzazione a fini di un’investigazione per illeciti in ambito dei giochi, deve comunicarle all’Agenzia

delle dogane e monopoli e alla Guardia di finanza. Tutte queste informazioni vanno ad arricchire quelle analisi, quel continuo processo di selezione dei target, a cui ho fatto riferimento prima.

Altre informazioni utili: la Guardia di finanza partecipa alla cosiddetta UISS, che sarebbe l’Unita` investigativa scommesse sportive, istituita presso il Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza, che svolge funzioni di monitoraggio, controllo e analisi sulle scommesse sportive,

per tutelare lo sport – l’obiettivo naturalmente e` questo – da eventuali frodi sportive connesse ad illecite scommesse. Partecipiamo anche – insieme a Carabinieri e Polizia di Stato – all’organo operativo, il GISS, Gruppo investigativo scommesse sportive, che approfondisce sul piano operativo

le risultanze dell’organismo cui ho fatto riferimento prima, che svolge analisi.

Accanto agli interventi di carattere amministrativo e come le indagini a cui fatto riferimento testimoniano, il nostro impegno forte e` sul piano della polizia giudiziaria e della prevenzione e contrasto al crimine organizzato interessato a questo settore.

La nostra organizzazione di prevenzione e contrasto innanzi tutto fa capo allo SCICO, che e` il nostro Servizio centrale investigativo sulla criminalita` organizzata, istituito, come tutti i servizi centrali, in attuazione dell’articolo 12 del decreto-legge n. 152 del 1991. Lo SCICO ha compiti di coordinamento informativo, supporto operativo, supporto tecnologico, di tutti i gruppi investigativi sulla criminalita` organizzata che sono situati nella nostra organizzazione all’interno di nuclei di polizia economico -finanziaria in sedi distrettuali, di capoluogo di distretto. Voi sapete che la competenza delle DDA e` distrettuale e conseguentemente anche i nostri gruppi investigativi sulla criminalita` organizzata. Il fatto che questi gruppi investigativi siano collocati all’interno dei nostri nuclei di polizia economico- finanziaria ha un senso ben preciso: garantire la trasversalita` dell’azione. Voi sapete che i nostri nuclei sono i reparti di spicco dal punto di vista investigativo su tutte le missioni istituzionali della Guardia di finanza; aver collocato i gruppi investigativi sulla criminalita` organizzata al loro interno consente un travaso di informazioni in modo tale che i nostri interventi siano sempre trasversali, perche´ l’illecito commesso dall’organizzazione criminale non e` mai unidirezionale, e` sempre plurioffensivo. Quindi, troveremo casi di esercizio abusivo del gioco ma parallelamente emissione di fatture false, evasione fiscale e il nostro approccio deve essere assolutamente trasversale.

Una testimonianza concreta di questa sinergia tra servizio centrale e reparto territoriale e` dato da un altro servizio di cui vi volevo parlare, l’operazione «Mercato»: e` stata condotta dal nostro nucleo di Bari, in sinergia appunto con lo SCICO, e ha portato all’emissione di un’indagine nei confronti

di 39 persone fisiche, 14 imprese, tra cui 10 esercenti l’attivita` di sale gioco, per i reati di riciclaggio, reimpiego e trasferimento fraudolento di valori. Le indagini hanno documentato la gestione illecita di sale VLT nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Qual e` la particolarita` di questa indagine? In pratica, i biglietti delle vincite, i ticket, non venivano consegnati ai reali vincitori ma a soggetti diversi per consentire il riciclaggio di denaro: se ho denaro contante di cui voglio appalesare in qualche modo in maniera falsa la legittima provenienza, quale modo migliore di avere un biglietto di vincita di un gioco, di una videolottery ad esempio? L’aggio, definiamolo tale, dell’organizzazione criminale era del 20 per cento, nel senso che tratteneva il 20 per cento come compenso per aver consentito il riciclaggio. Centrale nella nostra strategia e` l’aggressione patrimoniale, e su questo vorrei fare qualche riflessione. Anche in questo caso ci siamo dotati di un applicativo informatico. Interpretiamo l’aggressione patrimoniale a largo raggio: quando siamo dinanzi a un fenomeno criminale, e quelli di cui ci occupiamo noi sono tutti fenomeni criminali che generano profitto, dobbiamo aggredire patrimonialmente l’organizzazione. Quindi, quando avviamo un’indagine, parallelamente

avviamo anche l’indagine patrimoniale; intanto per individuare il profitto illecito e quindi addivenire ad una confisca diretta. Ma non basta: cerchiamo poi di porre le basi per l’applicazione di altri due strumenti fondamentali, che sono la confisca allargata e la misura di prevenzione. Entrambi si fondano su un presupposto: se un appartenente ad un’organizzazione criminale ha un patrimonio che e` sproporzionato rispetto alle sue entrate lecite e ha commesso reati, reati gravi, evidentemente la sproporzione, il differenziale, ha una provenienza illecita. Su questo presupposto si basa sia la confisca allargata, e quindi il sequestro preventivo ad essa finalizzato, previsto dall’articolo 240 bis del codice penale, sia la misura di prevenzione extra-processuale, che si fonda invece sulle norme antimafia, sulle disposizioni del codice antimafia. Per cogliere questa sproporzione noi abbiamo un applicativo: si chiama «Molecola», l’abbiamo costruito grazie al nostro Servizio centrale investigativo sulla criminalita` organizzata, grazie anche alle preziose indicazioni che ci sono pervenute dalla Direzione nazionale antimafia, ed e` continuamente arricchito con gli esiti della giurisprudenza che nel tempo maturano proprio in termini di sostenibilita` della sproporzione. Questo applicativo fa dialogare tutte le nostre banche dati e tutte le informazioni che noi immettiamo nella singola indagine, in modo tale da testimoniare nel tempo come si e` creata la sproporzione e quindi sostenere in giudizio che sia una sproporzione veramente derivante da attivita` illecita. Questo applicativo, che e` fenomenale, ovviamente e` a disposizione di tutti i nostri nuclei di polizia economico-finanziaria e ci consente in maniera sistematica di procedere al sequestro, all’applicazione di questo istituto, che spesso facciamo in parallelo, nel senso che lo stesso bene talvolta e` oggetto di due o tre provvedimenti cautelari.

Come dicevo, avviamo in contemporanea l’indagine e l’accertamento patrimoniale, perche´ l’accertamento patrimoniale non possiamo interpretarlo come una mera fotografia di cio` che emerge dalle banche dati. E` difficile che l’organizzazione criminale si intesti direttamente dei beni o comunque utilizzi sistemi finanziari con operazioni marcatamente e palesemente irregolari o illecite; cercano di camuffare naturalmente i loro patrimoni.

E allora, a questa interlocuzione tra tutti i dati delle nostre banche dati associamo l’indagine, perche´ attraverso la nostra indagine di polizia giudiziaria sul campo, attraverso le intercettazioni telefoniche, attraverso pedinamenti, attraverso informazioni, attraverso i collaboratori di giustizia, diamo senso a cio` che emerge dalle banche dati e quindi riusciamo, per esempio, a risalire all’intestazione fittizia di un bene o comunque a dare un’interpretazione diversa ad un’operazione commerciale che magari potrebbe sembrare assolutamente lecita, ma tale non e`. Questo per dirvi che «Molecola», questo nostro sistema, viene alimentato durante l’indagine da tutte queste informazioni e consente quindi di ottenere un prodotto che e` veramente sostenibile sul piano processuale. Non solo: la confisca e` piu` semplice quando l’impresa e` mafiosa. Quando l’impresa nasce, si sviluppa, cresce, si afferma nel mercato col sostegno, col finanziamento, di un’organizzazione mafiosa, e` facile procedere ad una confisca. Ma molto spesso non e` cosı`. Molto spesso, come qualche indagine che prima ho citato ha dimostrato, l’organizzazione criminale si insinua in un’impresa legale. Questo nel periodo di pandemia e` stato ovviamente un alert importante per noi, perche´ l’esposizione finanziaria di molte societa` rendeva le stesse piu` permeabili all’azione di penetrazione dell’organizzazione criminale. E allora, una societa` potrebbe soltanto in maniera episodica essere assoggettata ai voleri di un’organizzazione criminale. In questo caso, non bisogna confiscare l’azienda, anzi, bisogna mantenere in vita l’azienda perche´ e` fondamentalmente sana. E ` esposta a una penetrazione; occorre bonificarla. Quindi, cerchiamo di ricorrere sempre piu` spesso a istituti quali ad esempio l’articolo 34-bis, cioe` il controllo giudiziario che e` previsto dal codice antimafia, che ci consentono di bonificare queste imprese; ed e` questo il nostro obiettivo, non certo aggredire l’economia. Certo, spazzare via le societa` mafiose, perche´ fanno concorrenza sleale e rovinano il mercato legale; ma aiutare, invece, le imprese esposte. Vi dicevo prima che quello del gioco e` un settore esposto a fenomeni di riciclaggio; ecco perche´ entra a pieno titolo nel sistema di prevenzione antiriciclaggio. Il sistema di prevenzione, come sapete, si basa innanzitutto su un comportamento attivo: lo Stato coinvolge nella sua azione di prevenzione intermediari finanziari, professionisti, gestori del gioco, in quanto, ancorche ´ soggetti privati, devono fornire un contributo informativo perche´ gestiscono risorse finanziarie, gestiscono giochi, gestiscono un patrimonio informativo che deve essere valorizzato sul piano della tutela della legalita`.

Quindi, sono soggetti obbligati a fare cosa? Intanto, una adeguata verifica della clientela; poi sono obbligati a mettere in piedi un sistema di monitoraggio interno atto ad individuare i flussi finanziari sospetti, ovvero operazioni sospette, censirle e segnalarle. Questo e` in estrema sintesi il compito dei soggetti obbligati. Naturalmente, tutto cio` al fine di responsabilizzare questi soggetti, di eliminare la cosiddetta zona grigia, cioe` quegli imprenditori che non si pongono troppi problemi, che non si fanno domande, secondo il noto brocardo «Pecunia non olet»; e invece, non e` cosı`, tutto il sistema Paese deve fare squadra. Il mondo del gioco e` stato oggetto di ampi approfondimenti da parte del GAFI, che e` il Gruppo di azione finanziaria che a livello sovranazionale cerca di dare indicazioni attraverso raccomandazioni e cerca di armonizzare la risposta in termini di prevenzione antiriciclaggio dei vari Paesi. L’Unione Europea ha fatto sue nel tempo le raccomandazioni del GAFI e ha emanato una serie di direttive antiriciclaggio. Per quanto ci riguarda, la terza direttiva antiriciclaggio ha incluso nell’ambito dei soggetti obbligati i casino` online, la quarta direttiva i prestatori di servizi di gioco d’azzardo. Nel nostro ordinamento cio` e` stato recepito con il decreto legislativo n. 90 del 2017 che e` andato ad incidere su quella che e` la norma madre nel sistema di prevenzione, il decreto legislativo n. 231 del 2007. Quindi, tra i soggetti oggi obbligati ai fini antiriciclaggio troviamo gli operatori di gioco online che offrono giochi con vincite in denaro, gli operatori di gioco su rete fisica, anche attraverso distributori ed esercenti a qualsiasi titolo contrattualizzati, e i soggetti che gestiscono case da gioco, i casino`. La sensibilita` sta crescendo, stando ai dati delle segnalazioni che ci sono giunte: il sistema prevede infatti che le segnalazioni siano inoltrate alla nostra UIF, l’Unita` di informazione finanziaria, che poi le processa e le trasferisce in ran parte, il 97 per cento, alla Guardia di finanza (Nucleo speciale di polizia valutaria); un 3 per cento, in quanto evidentemente connesso a fatti di criminalita` organizzata, alla DIA. Con riferimento al settore del gioco pubblico nel 2017 abbiamo avuto circa 2.600 segnalazioni. Nel 2021 siamo arrivati a 7.659: questa crescita e` attribuibile pressoche´ esclusivamente al forte incremento delle segnalazioni riferite al gioco online. Per mettere in condizione i soggetti obbligati, quindi gli esercenti giochi, di svolgere una consapevole azione di prevenzione l’UIF periodicamente elabora degli alert, delle tipologie di comportamenti anomali, e li trasferisce a tutti gli obbligati, in modo tale che ciascun obbligato abbia contezza, quanto meno consapevolezza, di quelle operazioni che possono presentare ovviamente un potenziale pericolo ai fini del riciclaggio.

Naturalmente, come dicevo in premessa, nei nostri interventi di carattere amministrativo approfondiamo anche nei confronti delle imprese che gestiscono il gioco il corretto adempimento di questi obblighi, quindi la corretta identificazione del cliente, l’adeguata verifica della clientela, la  corretta conservazione dell’informazione, la corretta segnalazione di operazioni sospette, laddove vi siano i presupposti. Gran parte delle violazioni riscontrate deriva dal fatto che molte imprese non si dotano di sistemi automatizzati di rilevazione delle anomalie, i quali consentono – cosı` come fanno gli intermediari finanziari – una automatica rilevazione di operazioni che ictu oculi integrano gli schemi di anomalia che l’UIF ha diramato.

Alcune nostre attivita` nascono proprio da queste segnalazioni. Vi faccio un esempio: l’operazione «Dea Bendata», condotta dal nostro Nucleo speciale di polizia valutaria – primo destinatario del flusso delle segnalazioni – il quale, proprio partendo da segnalazioni per operazioni finanziarie sospette, ha scoperto che una piccola organizzazione, non di carattere mafioso, costituita da dipendenti ed ex dipendenti di una societa` concessionaria, fra il 2015 e il 2019 era riuscita ad impadronirsi di quattro biglietti della

lotteria istantanea (i «gratta e vinci»), per la precisione due biglietti da 7 milioni e due biglietti da 5 milioni di euro. Abbiamo ricostruito il flusso finanziario, come sempre siamo riusciti ad aggredire il patrimonio, abbiamo sequestrato beni mobili e immobili per 27 milioni di euro nei confronti di 12 soggetti che a vario titolo avevano esercitato un ruolo all’interno di questa organizzazione. I reati erano naturalmente truffa aggravata, accesso abusivo ai sistemi informatici (perche´ da lı` si riusciva ad ottenere le informazioni), ricettazione e autoriciclaggio.

Controllo del territorio, ispezioni antiriciclaggio e controllo del territorio fisico e virtuale: come dicevo in premessa, noi svolgiamo una serie di piani di intervento anche sul territorio per verificare, al di la` delle indagini di polizia giudiziaria, che i singoli esercenti rispettino gli obblighi e siano in regola con la normativa di pubblica sicurezza, antiriciclaggio, il rispetto della disciplina della pubblicita` del gioco, il rispetto del divieto di accesso al gioco da parte dei minori. In quest’ambito esercitiamo per norma gli stessi poteri che abbiamo in materia di polizia tributaria. Le risultanze, tra l’altro, ci servono anche per ricostruire le basi imponibili sul piano fiscale perche´ l’esercizio abusivo o anche una raccolta illegale del gioco determina dei riflessi anche sul piano reddituale.

Facevo riferimento in premessa ad una operazione specifica sul software: si tratta dell’operazione «Cristallo», del gruppo di Torino, che ha consentito di scoprire un software che era sviluppato proprio per le AWP, era installabile con una periferica usb e permetteva di alterare i contatori fiscali. Il sistema riduceva artatamente la percentuale del pay-out, naturalmente ad esclusivo vantaggio dei proprietari degli apparecchi. Con questa operazione abbiamo denunciato 142 soggetti per reati di frode informatica e interruzione illecita di comunicazioni telematiche, abbiamo sequestrato 354 videoslot e 882 nulla osta (esercizio, distribuzione e attestato di conformita`), oltre a sanzioni amministrative contestate per oltre 5 milioni di euro. In un’altra recente operazione, a Pesaro, abbiamo scoperto un laboratorio informatico dal quale venivano controllate le vincite di numerose slot machine ubicate su tutto il territorio nazionale. Attraverso delle password acquisite illecitamente, gli ideatori della frode riuscivano ad accedere ai portali dei concessionari e a conoscere il «fine ciclo» della macchina, cioe` il momento in cui stava per erogare la vincita, e quindi andavano a ritirarla; le slot machine diventavano, quindi, una sorta di bancomat dell’organizzazione. Il controllo economico sul territorio e` effettuato anche attraverso piani interforze. Dal 2011 partecipiamo al Comitato di alta vigilanza per la prevenzione e repressione del gioco illegale (COPREGI) che e` stato istituito  dall’art.15-ter del decreto-legge n. 78 del 2009. In questo consesso vengono definite le strategie ed indirizzi, nonche´ la pianificazione e il coordinamento di piani di intervento, interforze naturalmente, perche´ agendo insieme si assicura piena trasversalita` dell’intervento verificando licenze di pubblica sicurezza, verificando il dispositivo antiriciclaggio e cosı` via dicendo.

Oltre a questo, sviluppiamo autonomamente anche i nostri piani, finalizzati naturalmente a dare applicazione alle analisi che conduciamo a monte e che sono l’output di quegli applicativi di cui ho parlato prima. Facciamo anche piani nazionali di massa, in contemporanea, onde evitare che un nostro intervento possa determinare motivo di alert per le filiere, per cui si interviene in modo coordinato. Abbiamo effettuato l’ultimo intervento lo scorso aprile, impiegando 1.800 finanzieri: abbiamo controllato 1.143 esercizi commerciali, accertando 236 violazioni amministrative e penali e  sequestrando 86 apparecchi manomessi o non collegati alla rete telematica, in alcuni casi all’interno di punti di gioco completamente abusivi, dediti anche alla raccolta delle scommesse. Nell’ultimo triennio con questi piani a massa abbiamo verbalizzato oltre 17.000 soggetti, denunciato all’autorita` giudiziaria 1.312 soggetti, contestato sanzioni per circa 27 milioni di euro. La nostra vigilanza, i nostri interventi, il nostro monitoraggio, naturalmente e` anche sul web. La cosiddetta direttiva di specialita`, emanata dal

Ministro dell’interno pro tempore il 15 agosto 2017, ha introdotto un principio chiaro: quanto al riparto delle competenze tra le forze di polizia il territorio virtuale e` assimilabile a quello fisico, talche´ noi siamo la polizia economico- finanziaria del web. Qui opera, oltre ai vari reparti, il nostro Nucleo

speciale tutela privacy e frodi tecnologiche, sia attraverso metodologie di open source intelligence, sia attraverso sofisticati software di analisi del web e del dark web, per individuare siti che pongono in essere, ovviamente illegalmente, proposte di gioco attraverso operazioni sotto copertura, anche

di polizia giudiziaria; abbiamo membri di polizia giudiziaria anche all’interno del web. Naturalmente quando ci imbattiamo in siti illegali questi vengono segnalati all’Agenzia delle dogane e dei monopoli per l’adozione dei provvedimenti di chiusura, ma verifichiamo anche che in realta` non ci siano reindirizzamenti di questo sito. Laddove ovviamente ci siano, il Nucleo speciale avverte l’unita` operativa sul territorio che va a sanzionare l’internet provider perche´ non ha applicato appieno il provvedimento. Mi avvio alla conclusione, sperando di non avervi tediato troppo. Il mercato del gioco e` in espansione, il mercato legale e` in espansione, e questo – lo dicevo in premessa – e` a tutto  ocumento di quello illegale. E` una scelta saggia che ha fatto il legislatore all’epoca e che molti Paesi nel mondo stanno mutuando.

Naturalmente questo interesse istituzionale ha fatto sı` che ci fosse nel tempo anche uno stratificarsi di norme, alla ricerca del giusto equilibrio, magari anche di maggiore gettito, come pure di una risposta sanzionatoria piu` efficace, come e` avvenuto ad esempio con l’articolo 27, comma 6, del decreto-legge n. 4 del 2019 (quello che ha introdotto il reddito di cittadinanza), che ha inasprito le sanzioni prevedendo la reclusione da 3 a 6 anni per l’esercizio abusivo del gioco. E ` stata una modifica importante, perche´ innalzare il limite edittale della pena ci consente l’adozione di metodologie piu` incisive di ricerca della prova, le intercettazioni ad esempio.

Un’altra norma importante, la legge n. 39 del 2019, ha ampliato il novero dei reati presupposto per l’applicazione della responsabilita` amministrativa degli enti per fatti da reato, quella prevista, per intenderci, dal decreto legislativo n. 231 del 2001. E` un’altra norma importante, perche´ ci consente di aggredire anche per equivalente il capitale aziendale di quelle societa` che si sono prestate ad esercitare il gioco abusivo e che non hanno adottato quello che poi e` l’esimente, cioe` un modello organizzativo interno atto a scongiurare la commissione di questi reati. C’e` ancora molto da fare, in particolare, sul piano dell’armonizzazione, della chiarificazione delle norme.

Noi auspichiamo che ci sia l’emanazione di un testo unico, in modo tale da mettere a sistema tutte le prescrizioni.

Questo renderebbe piu` facile il rispetto delle norme da parte di chi e` chiamato a rispettarle, quindi al mondo delle imprese legali sul territorio, e agevolerebbe anche chi come noi e` chiamato a verificarne il corretto rispetto. Da parte nostra lo sforzo e` stato compiuto: nel 2020 abbiamo redatto un manuale – che lascio alla Commissione – in due volumi, in cui abbiamo messo a sistema tutte le informazioni, tutta la giurisprudenza, tutte le metodologie lecite (ci sono anche bellissime fotografie che fanno vedere le modalita` di alterazione del macchinario), in modo tale da consentire, con tanto di modulistica precompilata, alla nostra unita` operativa di agire subito, speditamente e in maniera corretta. Magari poter disporre anche di un testo unico non sarebbe male. Abbiamo appreso con favore, quindi, che c’e` gia` un disegno di legge delega presso il Ministero dell’economia e finanze che naturalmente speriamo abbia un iter rapido e consenta di innalzare il livello di certezza del diritto nel settore.

Mi consentirete di fare un’ulteriore proposta: al fine di migliorare la risposta del sistema ai fini antiriciclaggio, e quindi arginare ulteriormente i tentativi di infiltrazione del crimine organizzato, potrebbe essere introdotto l’obbligo per i concessionari di tracciare tutti i riversamenti derivanti dalla raccolta di gioco che sfuggono alla nostra contezza e tutti i compensi che spettano ai diversi soggetti operanti, anche per analizzare la tipologia e le modalita` dei compensi e come si diversificano sul territorio, i quali sono indici rilevanti ai fini delle nostre analisi e della nostra attivita`.

Da ultimo, un tema particolare: la cultura del gioco. Noi cerchiamo di veicolare nelle scuole un messaggio di attenzione al gioco, di tutela del giocatore patologico, quindi di contrasto alla ludopatia. La cultura del gioco legale va diffusa e quindi iniziative in tal senso sono naturalmente a tutto vantaggio del mondo legale e a tutto vantaggio dei giocatori, perche´ l’illegalita` reca un ulteriore danno al giocatore patologico, perche´ ha minori possibilita` di vincita e quindi e` piu` esposto ancora agli effetti negativi della sua patologia”.

 

PressGiochi