25 Settembre 2020 - 05:39

Comma 7, Curcio e Gennatiempo (Sapar): “Senza decreti attuativi e attenzione delle istituzioni, il comparto è ad un punto morto”

“Siamo arrivati ad un punto morto, mancano decreti attuativi che possano in qualche modo dare la speranza di un futuro a tutto il settore dell’Amusement”. Il presidente dell’Associazione Nazionale Sapar,

15 Luglio 2015

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“Siamo arrivati ad un punto morto, mancano decreti attuativi che possano in qualche modo dare la speranza di un futuro a tutto il settore dell’Amusement”.

Il presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, Raffaele Curcio ed il Vicepresidente Marco Gennatiempo, rilanciano la questione relativa agli apparecchi comma 7 del TULPS, la cui disciplina normativa si trova ancora ad un punto di stallo e rischia di penalizzare definitivamente il settore, invece di incentivarlo.

 

“Innanzitutto è necessario rivedere la competenza del settore dell’intrattenimento senza vincita in denaro – ha dichiarato Curcio – che magari possa dare un nuovo stimolo alle imprese per rilanciarsi sul mercato e dare così nuova linfa ad un settore che, altrimenti, rischia di affondare in maniere inesorabile. Ripeto, è necessario dare una cornice giuridica precisa e ideale al mercato in questione”.

 

Anche Marco Gennatiempo, portavoce e organizzatore di molti incontri e tavoli tecnici con esperti del settore dell’intrattenimento puro, reclama la necessità di una svolta positiva per tutto il comparto: “Il settore degli apparecchi senza vincita in denaro è da tempo abbandonato a se stesso, mancano i decreti attuativi, ma soprattutto manca totalmente la volontà da parte dei Monopoli di cercare di riabilitare gli apparecchi comma 7 (intrattenimento puro). Se le Istituzioni sono assenti, non potranno mai esserci prospettive d’investimento e crescita per il comparto. Ed infatti l’ 80% delle aziende italiane non costruiscono o importano più alcun tipo di apparecchio da intrattenimento, e quelle in essere soffrono tremendamente nel vendere sul territorio, oltreché essere in linea con i competitor esteri; il blocco produttivo perdura ormai da più di sette anni”.

Gennatiempo paragona poi l’Italia ad un museo: “Un paese che ha gli stessi apparecchi da intrattenimento di dieci anni fa, è un come un grande sito che ospita giochi antichi. Senza dimenticare poi che l’Italia non è affatto in linea con le direttive europee, che prevedono incentivi per il settore dell’amusement, mentre il nostro Paese, a livello produttivo, è in una fase di stallo totale. Senza tavoli di discussioni permanenti e un’interesse concreto da parte delle Istituzioni, non ci sarà alcuna prospettiva futura per il settore dell’intrattenimento puro”.

 

PressGiochi