Falliti i tentativi fatti nel 2025 (vedi oltre), il governo colombiano ha emanato decreti che aggiungono 8,6 trilioni di pesos (2,026 mln euro) al bilancio delle entrate e delle risorse
Falliti i tentativi fatti nel 2025 (vedi oltre), il governo colombiano ha emanato decreti che aggiungono 8,6 trilioni di pesos (2,026 mln euro) al bilancio delle entrate e delle risorse in conto capitale del bilancio generale per l’anno fiscale 2026, dovuti all’insufficienza di risorse per far fronte alle storiche inondazioni che hanno colpito la Colombia settentrionale, causando 14 morti e 120.000 persone.
Per finanziare parte di queste risorse, i decreti 0240 e 0241 istituiscono un’imposta sui consumi del 16% sulle scommesse piazzate tramite piattaforme digitali. L’imponibile sarà applicato sui depositi effettuati da ciascun utente al gestore della piattaforma, inteso come pagamento in contanti, bonifico bancario o criptovaluta, all’interno del territorio nazionale o dall’estero.
Gli operatori di gioco d’azzardo online saranno soggetti all’imposta sui consumi. Tale imposta viene pagata ogni due mesi (bimestralmente) in base al fatturato lordo derivante dal gioco (GGR) per quel periodo.
Secondo il decreto, l’assenza di una tassa permanente su questa attività “aveva distorto il mercato, favorendo il gioco d’azzardo online rispetto a quello nei locali fisici, in contrasto con i principi di equità, efficienza e generalità che regolano il sistema fiscale ai sensi della Costituzione politica”.
Il governo ha sostenuto che la recente esperienza di una tassa temporanea sul gioco d’azzardo online aveva dimostrato “la solidità economica del settore, in grado di resistere agli oneri fiscali senza compromettere le attività, registrando persino aumenti significativi delle entrate lorde derivanti dal gioco d’azzardo”.
Per fare chiarezza su una vicenda così controversa, occorre ricordare che l’anno scorso, l’allora Ministro delle Finanze colombiano, Diego Guevara, annunciò che, in base al decreto sullo stato di emergenza per motivi di sicurezza dovuto alla crisi del Catatumbo, sarebbe stata applicata l’IVA al gioco d’azzardo online.
Il governo tentò in seguito di rendere permanente questa tassa, ma a novembre il Senato colombiano la respinse, insieme ad altre riforme fiscali.
Tuttavia, a dicembre Germán Ávila ha confermato che il governo avrebbe introdotto nuove tasse e adeguamenti fiscali in risposta all’emergenza economica causata dal recente deficit di bilancio, conseguenza del fallimento della legge finanziaria in Parlamento, comprese le tasse sul gioco d’azzardo.
Ma anche questa proposta è stata respinta, quando la Corte Costituzionale colombiana ha sospeso provvisoriamente il decreto di emergenza economica con cui il potere esecutivo cercava di raccogliere 16.300 miliardi di pesos (circa 4,465 miliardi di dollari) per completare il bilancio nazionale del 2026.
Ora, che la partita sia chiusa non si può darlo per scontato, ma gli operatori colombiani devono farsi trovare pronti ad assorbire questo duro colpo, che metterebbe a dura prova l sostenibilità finanziaria delle loro aziende.
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