09 luglio 2020
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Codere: nel primo trimestre persi il Argentina 15,9 mln di ricavi, in Italia 26,3 mln

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Codere: nel primo trimestre persi il Argentina 15,9 mln di ricavi, in Italia 26,3 mln

Il gruppo Codere ha rinunciato a ricavi per 15,9 milioni di euro, nel primo trimestre 2020, dalle operazioni delle 13 sale Bingo che ha nella provincia di Buenos Aires a causa delle pandemia del Coronavirus.

Codere opera in Argentina dal 1991, quando ha aperto i suoi primi bingo nel territorio di Buenos Aires. I dati globali che il gruppo ha recentemente presentato alla Borsa di Madrid mostrano un forte calo delle entrate nel primo trimestre di quest’anno, che ha portato a una perdita netta di 97,1 milioni di euro, 11 volte le perdite registrate nello stesso periodo del 2019 quando erano state 8,6 milioni di euro.

 

Queste perdite in Argentina sono conseguenza “del significativo apprezzamento del dollaro rispetto a valute latinoamericane e all’impatto della crisi di COVID-19 ”.

Codere ha dovuto chiudere temporaneamente tutti i suoi negozi nei paesi in cui opera: Spagna, Italia, Argentina, Messico, Panama, Uruguay e Colombia. In Italia proprio questa settimana le sale stanno tornando ad operare.

 

Nel caso specifico dell’Argentina, le sale da bingo nella provincia di Buenos Aires sono state chiuse da quando è stato ordinato il lockdown. Lunedì della scorsa settimana, la Provincia ha autorizzato la riapertura dei negozi della lotteria, mentre i bingo rimarranno chiusi. Nel suo bilancio trimestrale, riferendosi alla situazione in Argentina, Codere ha dichiarato: “I ricavi nel primo trimestre 2020 sono diminuiti di 15,9 milioni di euro, pari al 19,8% rispetto al primo trimestre del 2019, a causa della chiusura delle sale da bingo dal 16 marzo, nonché la significativa svalutazione del pesos del 52,7%”.

 

Il calo dei ricavi registrato dall’attività in Argentina è stato tra i più alti del gruppo, superato solo dall’Italia (26,3 milioni di euro) e dal Messico (20,1 milioni).

In Spagna, il calo è stato di 8,1 milioni di euro. Nonostante questi indicatori negativi, il risultato è stato moderato da una riduzione delle spese causata dallo stesso calo del fatturato e dalla svalutazione che ha abbassato i costi dei salari. “Solo il business online rimane operativo, sebbene influenzato dalla cancellazione delle competizioni sportive. Ad oggi, solo i nostri circuiti uruguaiani hanno ripreso le operazioni, con l’aspettativa di riaprire gli altri mercati nei mesi di giugno e luglio”, ha aggiunto il rapporto degli investitori.

 

 

 

 

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