10 Giugno 2026 - 05:18

Città Metropolitana di Roma: presentato programma per far fronte ai rischi legati al GAP

“Il fenomeno dell’azzardo legale in Italia ha ormai superato ogni soglia di sostenibilità sociale. Non è più solo una questione morale o sanitaria: è un tema di giustizia territoriale, di

18 Luglio 2025

“Il fenomeno dell’azzardo legale in Italia ha ormai superato ogni soglia di sostenibilità sociale. Non è più solo una questione morale o sanitaria: è un tema di giustizia territoriale, di tenuta democratica e di lotta alle disuguaglianze”, dichiara Tiziana Biolghini, consigliera delegata alle politiche sociali della Città Metropolitana di Roma, commentando i dati contenuti nel Terzo Libro Nero dell’Azzardo, promosso da Federconsumatori, CGIL e Fondazione ISSCON.

Secondo il report, nel 2024 la raccolta complessiva dell’azzardo in Italia ha raggiunto i 157,4 miliardi di euro, pari al 7,2% del PIL, superando di 20 miliardi la spesa sanitaria nazionale. Si tratta di una cifra senza precedenti, cresciuta del 42,5% rispetto al 2019 e di oltre 6 punti percentuali rispetto al 2023. Le perdite nette per i cittadini sfiorano i 23 miliardi di euro, equivalenti al reddito annuo netto di 1,15 milioni di lavoratori a tempo pieno. In un contesto di crisi sociale persistente, precarietà occupazionale, inflazione e contrazione del potere d’acquisto, l’azzardo legale si consolida come una tassa occulta sulla povertà.

Roma si colloca tra le dieci città italiane con la più alta raccolta d’azzardo, con una media pro capite di 3.558 euro. A incidere è soprattutto il canale online, che ha superato i 92 miliardi di euro su scala nazionale, segnando una crescita del 12,2% in un solo anno. Il gioco a distanza – slot digitali, casinò virtuali, scommesse – è la nuova frontiera della dipendenza: anonimo, pervasivo, senza limiti di orario e controllo sociale. I conti di gioco attivi in Italia sono oltre 20 milioni, quasi uno ogni due adulti. Nel Lazio, secondo i dati del report, sono stati aperti 560.000 conti solo nel 2024, con una media di oltre 500 conti ogni 1.000 abitanti nella fascia 18–74 anni.

Il Libro Nero insiste sulla dimensione di “dipendenza dello Stato dall’azzardo”, concetto elaborato da studiosi come Maurizio Fiasco e Simone Scagliarini: lo Stato italiano, mentre incassa entrate erariali dall’azzardo, disinveste nella prevenzione e nei servizi per le dipendenze. L’Osservatorio Nazionale per il contrasto al gioco patologico è stato smantellato. Il fondo nazionale dedicato è stato accorpato ad altri fondi per le dipendenze e drasticamente ridimensionato. E mentre aumenta l’offerta di gioco (come nel caso della quarta estrazione settimanale del Lotto), le amministrazioni locali vengono esautorate dal potere di regolare distanze dai luoghi sensibili o orari delle sale.

Alla luce dei dati del Libro Nero, la consigliera Tiziana Biolghini propone un’agenda operativa per contrastare il fenomeno nelle aree interne e nei quartieri periferici della Capitale che si compone di cinque linee d’azione.

Tra le iniziative, l’istituzione di un Osservatorio metropolitano sull’azzardo: un sistema di monitoraggio stabile e trasparente del fenomeno, in collaborazione con ASL, enti del Terzo Settore, scuole e sportelli sociali. L’Osservatorio potrà elaborare report periodici a livello sub-comunale, intercettando anche indicatori indiretti (insolvenze, accesso ai servizi sociali, richiesta di microcredito).

Inoltre, si intende puntare sull’educazione e prevenzione nei contesti scolastici e giovanili con l’estensione del progetto “Generazione Consapevole” a tutti i municipi, con moduli integrati di educazione finanziaria, media literacy, prevenzione del rischio. Particolare attenzione sarà data agli istituti scolastici delle aree con maggiore esposizione all’azzardo online.

Saranno previsti dei protocolli territoriali di contrasto alle ludopatie con un rafforzamento delle reti tra Comuni, ASL, centri di ascolto, sportelli per il lavoro e servizi educativi, la previsione di unità mobili socio-sanitarie in aree periferiche per l’intercettazione precoce del rischio e la presa in carico integrata.

Sarà realizzata una campagna informativa metropolitana nei 64 comuni con meno di 10.000 abitanti, dove – come evidenziato dal report “Non così piccoli” – l’azzardo online cresce in modo sproporzionato e silenzioso, in assenza di spazi pubblici di aggregazione o supporto.

L’ultima delle cinque linee d’azione riguarda iniziative regolatorie e urbanistiche. L’Amministrazione della Città metropolitana di Roma intende supportare i Comuni nell’introduzione di regolamenti locali che limitino l’apertura di nuove sale da gioco o la prossimità ai luoghi sensibili, anche nei limiti consentiti dalle normative nazionali. È prevista anche òa promozione della “rigenerazione preventiva” degli spazi pubblici nei quartieri ad alta incidenza di gioco, per trasformarli in presidi civici e culturali.

Un punto particolarmente sensibile riguarda le conseguenze del gioco patologico sull’indebitamento delle famiglie. La Città Metropolitana di Roma propone una misura concreta: l’utilizzo mirato del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, previsto dall’articolo 15 della legge 7 marzo 1996, n. 108, e alimentato in parte dagli utili della Cassa Depositi e Prestiti, a sostegno delle persone e famiglie vittime di sovraindebitamento da gioco.

Attualmente, questo Fondo è gestito tramite convenzioni con associazioni e fondazioni antiusura iscritte presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le risorse sono destinate prioritariamente a prestiti di garanzia o a forme di microcredito per soggetti che non riescono ad accedere al credito ordinario, al fine di prevenire il ricorso a circuiti illegali. Tuttavia, solo raramente tali strumenti vengono utilizzati per affrontare i danni generati dal gioco d’azzardo, che è invece tra le cause principali di indebitamento familiare, soprattutto nelle periferie e nelle aree interne.

“La nostra proposta – afferma Biolghini– è semplice e concreta: rendere strutturale l’uso del fondo antiusura per sostenere famiglie e singoli cittadini colpiti da forme di dipendenza da gioco. Questo può avvenire attraverso linee dedicate di microcredito sociale, forme di affiancamento psico-finanziario, e l’obbligo per i soggetti gestori del fondo di costruire partnership operative con i servizi per le dipendenze (SERD), i servizi sociali comunali e le reti associative del territorio”.

“Le modifiche possibili in sede legislativa – prosegue Biolghini –riguardano l’aggiornamento delle linee guida per la gestione del fondo e l’esplicito riconoscimento della dipendenza da gioco come causa di vulnerabilità economico-sociale rilevante. Già oggi la normativa (L. 108/1996, art. 15, comma 5) consente al MEF di definire criteri e modalità di utilizzo con ampi margini di discrezionalità, anche attraverso bandi tematici. È tempo che il legislatore, e il Ministero dell’Economia, riconoscano l’urgenza di questa emergenza e orientino parte delle risorse del fondo in questa direzione”.

La Città Metropolitana di Roma si unisce con forza alle richieste avanzate dal Terzo Libro Nero: trasparenza sui dati, ripristino dell’Osservatorio nazionale sul gioco patologico, contrasto alla pubblicità dell’azzardo, e una vera legge quadro nazionale che abbia al centro la tutela della salute e della legalità, e non le entrate erariali. Si dimostra, inoltre, favorevole all’istituzione di una coalizione civica e istituzionale tra sindaci, ASL, scuole, Terzo Settore e cittadini.

 

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